Opinioni

Stadio della Roma, il Comune rischia il commissario

Il Tempo di Roma in un articolo a firma di Ferdinando Magliaro racconta oggi di una grana in arrivo per l’amministrazione capitolina sull’argomento caldo stadio della Roma. Dopo che Berdini aveva annunciato al Sole 24 Ore che il dossier era stato trasmesso in Regione e Zingaretti aveva smentito, oggi si scopre che il Campidoglio vorrebbe proporre una variante al piano che riguarda la linea B della Metro e la Roma-Lido:

Mentre in Comune, i funzionari proseguono un esame delle carte che somiglia sempre più a una tela di Penelope funzionale a guadagnare tempo e permettere alla politica di prendere una decisione, Radio Campidoglio racconta a questo proposito che, finalmente, il dossier Tor di Valle sarebbe giunto sulla scrivania del vicesindaco, Daniele Frongia, che ha anche la delega allo Sport, che ieri ha detto che la mancata trasmissione dei documenti alla Regione è dovuta a “questioni tecniche ed urbanistiche non politiche”. E su quella dell’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, che, in nome della trasparenza, dopo il profluvio di interviste (e relative polemiche) sparacchiate a ridosso della campagna elettorale, oramai è scomparso da tutti gli schermi radar, rifiutando anche le chiamate al telefono. L’argomento Stadio per i pentastellati sembra quasi un tabù: alla presentazione degli atleti azzurri in partenza per le Olimpiadi di Rio, a una domanda dei giornalisti in merito allo Stadio visto in chiave candidatura olimpica, Augusto Rubei, (futuro) portavoce del sindaco Raggi, ha immediatamente glissato e cambiato argomento. Nonostante questa cortina di ferro calata dall’alto, qualcosa, nella galassia pentastellata, sembra muoversi.

Secondo il quotidiano l’intenzione della giunta pentastellata è quella di chiedere un cambiamento del progetto: investire i 50 milioni del Comune non per ampliare la linea B ma per la Roma-Lido. A parlarne è Enrico Stefàno, consigliere M5S, su Twitter:
stadio della roma enrico stefano
Ma il punto è che il Comune avrebbe 90 giorni di tempo per trasmettere il progetto, e di questi ne sono già passati sessanta:

Sempre Radio Campidoglio, racconta del senso di sicurezza di molti funzionari che stanno con le mani sul dossier: la legge stadi (la finanziaria 2014, legge 147/2013), non identifica espressamente un tempo stabilito entro il quale il dossier va trasferito dal Comune alla Regione per l’apertura della Conferenza di Servizi. E, quindi, tutti belli tranquilli in attesa che Berdini decida che diavolo farne di questa grana. Solo che – sembra – si siano tutti dimenticati di una norma ben precisa: la legge su processo amministrativo, la 241/90. Che in modo molto chiaro disciplina qualunque istanza venga presentata alla pubblica amministrazione. In sostanza, spiegano gli esperti di diritto amministrativo, il Campidoglio potrebbe già essere considerato in ritardo di un mese. La norma dice che il Comune ha (avrebbe) 30 giorni per rispondere. Un limite portato a 90 in caso di “particolare complessità” dell’istanza presentata.
Dando per buona la complessità del tema – cosa, peraltro, tutta da dimostrare – i 90 giorni scadono il 28 agosto. E oggi siamo, appunto, a due terzi del tempo concesso. Sbrigarsi, dovrebbe divenire la parola d’ordine: scaduto il termine, il rischio (tutt’altro che remoto) è che il 29 agosto parta l’istanza al Tar. E, tra l’altro, qualunque somma il Comune fosse condannato a pagare, la Corte dei Conti potrebbe imputarla come danno erariale e farla pagare in prima persona ai funzionari capitolini che hanno oggi in mano il dossier.