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Lo spot di Regione Lombardia per il referendum che usa un ponte crollato ad Annone Brianza

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Il 22 ottobre i cittadini della Lombardia e del Veneto saranno chiamati alle urne per decidere dell’autonomia delle rispettive regioni dallo Stato centrale. Un referendum consultivo pressoché inutile per due ragioni: la prima è che i due Presidenti hanno già il mandato popolare per andare a trattare – come sancito dall’articolo 116 della Costituzione – della concessione di forme di autonomia. La seconda è che il quesito – che recita: “vuoi che alla Regione siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia” – è oltremodo semplicistico e non specifica in alcun modo quali siano le ulteriori condizioni d’autonomia che Maroni e Zaia andranno a negoziare a Roma.

«Bisogna votare sì perché non ci sono i soldi per il ponte»

L’unica cosa che si sa è che tutta la questione riguarda i soldi. Non quelli spesi per un referendum inutile (14 milioni di euro in Veneto e quasi 50 in Lombardia) ma quelli che le due regioni versano allo Stato. Il problema principale però non sarà vincere il referendum (è dato per scontato che vincerà il Sì) ma convincere quanti più veneti e lombardi ad andare a votare. La Lega Nord infatti intende usare il voto come un gigantesco spot elettorale pagato coi soldi di tutti, ma questo per la Lega non è un problema. In Lombardia Maroni sta facendo le cose in grande: ha acquistato di recente 24 mila tablet per il voto elettronico per una spesa complessiva pari a 23 milioni di euro. Tra le altre iniziative ci sono anche dei “divertenti” spot in dialetto lombardo che non hanno mancato di suscitare l’ilarità sui social

Uno spot però è risultato di cattivo gusto. Si tratta di quello che strumentalizza la vicenda del crollo del cavalcavia sulla statale 36 tra Annone Brianza e Cesana Brianza, in provincia di Lecco. Stando a quanto dicono i due attori della pubblicità a favore del referendum se vincerà il Sì la Regione avrà più soldi per poter riparare i ponti e le strade e per evitare altri incidenti. Peccato però che gli autori del video abbiano dimenticato che in quell’incidente ha perso la vita una persona – schiacciata dentro la sua auto dalla campata del ponte –  e altre tre sono rimaste ferite. C’è poi da ricordare che il ponte non c’è “perché non ci sono i soldi” ma perché – come sta emergendo dall’inchiesta – la Provincia di Lecco avrebbe concesso in modo troppo disinvolto le autorizzazioni al transito di trasporti eccezionali e veicoli il cui peso ha messo a dura prova la tenuta della struttura. È infatti la provincia l’ente responsabile della viabilità che aveva la competenza su quel cavalcavia.