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Suburra Litorale: cosa c'è dietro gli spari a Ostia

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Dopo la sparatori di giovedì sera al Discogiropizza di via delle Canarie, sabato sera cinque colpi di pistola sono stati esplosi contro la porta dell’abitazione di Silvano Spada in via dei Forni a Ostia Nuova, a pochi passi dalla palestra del cugino Roberto che è in carcere a Tolmezzo. A colpi di spranghe e mazzate è invece stata danneggiata la porta di un altro membro della famiglia Spada in via Baffigo.

Romanzo Ostiense: cosa c’è dietro gli spari a Ostia

Nessun ferito, solo un avvertimento. Lo stesso campanello che è suonato dopo la gambizzazione del pizzaiolo Alessio Ferreri quattro giorni fa, giovedì 23. L’uomo è il nipote di Terenzio Fasciani, fratello del boss dell’omonimo clan Carmine. Silvano Spada era stato ritratto in una foto con Monica Picca e Giorgia Meloni che aveva infiammato gli ultimi giorni della campagna elettorale nel X Municipio.

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Foto da: ANSA

Nell’ordinanza Critical, che ha portato in carcere Fabrizio Ferreri, si racconta che Terenzio stava progettando un’esecuzione molto simile a quella avvenuta giovedì sera a Ostia, prima che gli arresti mandassero a monte tutto:

«Le intercettazioni ambientali e telesoniche — scriveva a maggio la gip Simonetta D’Alessandro nell’ordinanza con la quale
convalidò gli arresti — hanno permesso di acquisire elementi circa l’organizzazione di un grave satto di sangue in danno di una persona, programmata dal Ferreri e dagli uomini della sua organizzazione».
A predisporre ogni cosa per poi assidare l’ultimo atto agli scagnozzi, secondo le intercettazioni, era stato proprio Fabrizio Ferreri: è lui a rivolgersi a Ottavio Spada per avere l’arma, una Taurus calibro 38 con 4 proiettili, lo scooter Yamaha Tmax e la benzina per bruciare gli indumenti ad agguato compiuto. Ma prima riFerisce al suo uomo che pur non dovendo chiedere il permesso a nessuno, ne ha parlato con Ro («identisicabile con Roberto Spada», scrivono gli investigatori) e che aveva approvato i suoi programmi di vendetta.

L’agguato avrebbe dovuto andare in scena nell’agosto 2015, ma i carabinieri sono intervenuti mandandolo a monte. Due anni e qualche mese dopo, ecco la pistola, lo scooter e i vestiti a cui dare fuoco dopo il colpo.

Le indagini della DDA

Sul caso indaga la Direzione distrettuale antimafia di Roma, che cercherà di stabilire se ci sono collegamenti tra i due attacchi. Fasciani e Spada sono i clan autoctoni di Ostia, che da anni si spartiscono il traffico di droga, l’usura, l’estorsione e il racket delle case popolari. All’appello manca il clan dei Triassi, palermitano d’origine ma da tempo attivo sul territorio.
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La procura, scrive oggi Repubblica,  segue due ipotesi:

La prima: camorra o ‘ndrangheta stanno entrando a gamba tesa a Ostia colpendo i due clan autoctoni, Fasciani e Spada, che da sempre lì hanno la governance del crimine, e lo fanno col linguaggio diretto della sopraffazione e della violenza, come accade nelle organizzazioni malavitose strutturate.
Farlo ora, alla luce della decimazione dei due clan (molti di loro sono in carcere, Carmine Fasciani è al 41 bis) e dopo la recente morte di Riina, significa colpire, con un colpo solo, sia il vuoto di potere a Ostia ma anche quello che sta vivendo Cosa nostra cui Fasciani è legato.

La nuova Suburra del litorale

Ma di ipotesi ne resta in piedi anche un’altra.

Potrebbe essere infatti in atto uno scontro tra le famiglie Spada e Fasciani, da sempre unite non tanto nella condivisione dei business ma nel rispetto reciproco dei perimetri del malaffare: quelli che nel 2007 vennero decisi a tavolino in summit tra boss.
«Ai Triassi dopo quella riunione restò il traffico di armi e qualche sala scommessa — confidò il pentito Sebastiano Cassia alla procura — ai Fasciani la cocaina e le attività commerciali più prestigiose del lido e agli Spada le estorsioni, l’usura e lo spaccio di marijuana e hashish».

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Un fotogramma di Suburra

Secondo questa ipotesi la gambizzazione di Ferreri potrebbe essere una vendetta per qualcosa che è stato fatto sapere agli investigatori riguardo traffici, alleanze e famiglie. E gli spari alle porte degli Spada una replica a quelle minacce.

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