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Il sondaggio sulle primarie boccia il M5S

luigi di maio davide casaleggio

Un studio di SWG sulle primarie del MoVimento 5 Stelle pubblicato oggi dal Giornale segnala che c’è molto malcontento riguardo la vicenda dell’incoronazione di Luigi Di Maio a candidato premier e leader dei grillini effettuata su Rousseau e certificata durante Italia 5 Stelle di Rimini. Solo il 21% degli italiani ha ritenuto le primarie credibili, mentre il 68% boccia il sistema telematico di scelta del candidato premier (l’11% non ha un giudizio). Tra gli attivisti grillini va un po’ meglio, ma non molto. Per il 63% le primarie sono state attendibili (anche se il «molto» si riduce al 25%), mentre emerge un gruppo critico che vale il 35%. Tra gli elettori indecisi si annida il maggior tasso di dissenso, con il 79% che ritiene quelle primarie «poco o per niente credibili».
Ma la cosa grave è che i disappunti provengono anche dalla base M5s. Il 36% è perplesso sul metodo Rousseau, giudicandolo inadeguato per esprimere la volontà reale degli elettori del movimento; il 32% critica la scelta della rosa di persone tra cui scegliere, ritenendola inadeguata ad esprimere le diverse anime interne. Nell’opinione pubblica stessa cosa: il 30% non si rispecchia nelle candidature e il 35% è deluso dalle primarie. Nella «Generazione X», tanto amata da Grillo, quella dei trenta-quarantenni, il 31% giudica inadeguate le candidature.

sondaggio m5s
Lo studio di PoliticApp Swg.it sulle primarie del M5S (Il Giornale, 30 settembre 2017)

Non brillano, per questo, nemmeno i consensi. Il M5s oscilla da tempo tra il 26% e il 28% e secondo Swg.it s iè verificato un peggioramento del giudizio sul movimento: il 46% afferma di aver peggiorato le proprie valutazioni e solo il 14% di averle migliorate. Un segnale di deterioramento che entra anche nelle fila grilline, con un 19% di scettici. L’indebolimento dell’immagine del M5s nasce dalla sensazione, più o meno diffusa, di una omologazione del movimento ai vecchi partiti. Una percezione che coinvolge il 61% degli italiani e lambisce il 12% della base grillina.