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Il sondaggio di Piepoli premia Di Maio e affossa Renzi

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Un sondaggio dell’Istituto Piepoli i cui risultati sono pubblicati oggi da La Stampa sancisce la maggiore popolarità di Luigi Di Maio rispetto a Matteo Renzi. Non solo: la rilevazione suggerisce che in una sfida (teorica) sul gradimento come premier il vicepresidente della Camera batte largamente il segretario del Partito Democratico mentre con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni la sfida è più combattuta.

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Il sondaggio di Piepoli (La Stampa, 3 settembre 2017)

Renzi vede scendere il trend della fiducia in lui sotto il 30%: l’indice adesso è al 27%, mentre gli oppositori tradizionali, cioè Luigi Di Maio, Beppe Grillo, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi risultano essere, ciascuno per conto suo, un filo rafforzati. Quanto alle intenzioni di voto, se si andasse alle urne oggi si registrano un buon assestamento per Partito democratico, Sinistra Italiana, Lega Nord e Movimento 5 Stelle e un certo ristagno per il Movimento Democratico e Progressista, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Alternativa Popolare.
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Il sondaggio di Piepoli con Paolo Gentiloni al posto di Renzi (La Stampa, 3 settembre 2017)

Poi c’è il «test di prodotto» riguardante 4 leader: uno di destra, uno di centro, uno di sinistra e uno «nuovo». Spiega Piepoli:

Nella prima domanda abbiamo testato chi vince tra Luigi Di Maio, Matteo Renzi, Silvio Berlusconi e Angelino Alfano. E nella seconda domanda abbiamo rivolto il test cambiando una sola faccia, sostituendo Matteo Renzi con Paolo Gentiloni. Il risultato che è derivato dai due confronti meriterebbe forse una seria meditazione da parte dei nostri leader: nel primo confronto infatti Luigi Di Maio vince quasi senza combattere sul secondo in classifica Matteo Renzi (7 punti percentuali di differenza a favore del grillino ci sembrano un abisso incolmabile), mentre nel secondo confronto il potenziale candidato premier M5S risulta essere sempre vincitore su Paolo Gentiloni, ma non in maniera decisiva. La differenza tra i due leader risulta di appena quattro punti, un gap quindi colmabile.