Politica

Sondaggi SWG, il centrodestra arretra

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Nel sondaggio di SWG pubblicato oggi dal Messaggero ci sono microspostamenti significativi nelle forze in campo alle elezioni politiche del 4 marzo 2018. Gli scostamenti però allarmano il centrodestra, che viene dato in calo, mentre il Partito Democratico recupera qualcosa e cresce il MoVimento 5 Stelle. La percentuale del 37,3% degli indecisi non permette però di dare alcuna certezza riguardo i prossimi risultati. Allo stato attuale il centrodestra resta saldamente in testa con il 36,7% dei consensi, anche se subisce una contrazione (-0,5%) rispetto alla scorsa settimana. E mentre Forza Italia resta sostanzialmente ferma, calano Lega e Fratelli d’Italia che per adesso non sembrano beneficiare più di tanto della campagna elettorale e Noi con L’Italia è molto lontano dal decollo e dalla possibilità di pesare come quarta gamba. Nella coalizione di centrosinistra il Partito Democratico cresce di quasi mezzo punto e trascina la coalizione dove +Europa di Emma Bonino è ancora lontana dal quorum (così come le altre liste di appoggio).

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Il sondaggio SWG pubblicato dal Messaggero (26 gennaio 2018)

Chi beneficia della campagna elettorale è invece il MoVimento 5 Stelle che cresce di mezzo punto percentuale tondo tondo mentre Liberi e Uguali con PIetro Grasso perde quasi mezzo punto e sembra lontano dal raggiungimento della doppia cifra posto come obiettivo dagli aderenti.

Per “tradizione e abitudine consolidata” vota ormai una quota ridotta di elettori. Questo gruppo di persone si posiziona, sostanzialmente, su Forza Italia (15%) e Pd (13%), mentre è poca cosa per Lega (6%) e M5s (4%). Il “meno peggio”, il partito che, sul momento, convince un po’ più degli atri, è sempre l’ultima ancora di salvataggio per l’elettore deluso. Un’opzione attiva soprattutto per M5s (16%), Leu (15%) e Forza Italia (13%). Pd e Lega si fermano al 9%.
E gli indecisi come si orientano?Per loro la partita è dura. Il 29% sta cercando di capire le proposte dei partiti, per trovare quella più condivisibile. Il 22% metterà la croce sul simbolo del gruppo che darà maggiori garanzie di stabilità e governabilità e il 15% si orienterà sul “meno peggio”. Ben pochi sceglieranno di votare in base alle scelte passate (solo il 3%), mentre il restante 31% brancola nella nebbia.