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Sondaggi elezioni politiche 2018, al centrodestra mancano 600mila voti

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L’effetto Macerata per ora non si misura nei sondaggi che però continuano a dare il centrodestra in vantaggio alle elezioni politiche 2018 del 4 marzo. Due rilevazioni pubblicate oggi dal Messaggero e dalla Stampa ci rivelano che il centrodestra è ancora lontano dalla maggioranza. Il trio Berlusconi-Salvini-Meloni ha perso qualcosa a causa di un piccolo calo dei tre partiti principali che si traduce in un -0,6% per la coalizione. Anche il Partito Democratico è in calo ma i voti guadagnati dai suoi alleati portano complessivamente la coalizione a crescere dello 0,4% in una settimana. Secondo SWG invece il MoVimento 5 Stelle perde lo 0,4% mentre Liberi e Uguali guadagna mezzo punto percentuale ed è il partito in maggiore crescita secondo questa rilevazione.

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Il sondaggio di SWG sul Messaggero (9 febbraio 2018)

Nicola Piepoli invece spiega che nel suo sondaggio, che arriva dopo Macerata, le quote dei vari partiti in gara risultano piuttosto stabili, con qualche rilevanza positiva a favore delle coalizioni di centrodestra e di centrosinistra. Entrambe le grandi aree politiche guadagnano qualcosa a spese sia del Movimento 5 Stelle sia delle forze minori del tutto marginali. Ma non è certo con l’1% in più o in meno che le coalizioni possono pensare di prendere il piatto, ossia la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera dei Deputati e al Senato. In questo momento e con le attuali quote di mercato, il limite a cui può arrivare il centrodestra è intorno ai 285 seggi, ben lontano dall’en plein dei 316 occorrenti per vincere alla Camera.

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Il sondaggio di Piepoli su La Stampa (9 febbraio 2018)

Il problema, spiega Piepoli, è che ci sono una trentina di seggi in bilico alla Camera: hanno tutti una presenza quasi vincente (ma non vincente) di un candidato del centrodestra, che in un terzo dei seggi affronta un competitor di centrosinistra e nei restanti due terzi un avversario del Movimento 5 Stelle. In questa trentina di seggi la distanza che c’è fra il candidato favorito e lo sfidante più insidioso è dell’ordine di poche centinaia di voti.

Al centrodestra basterebbe quindi avere in media un paio di punti in più su tutto il territorio nazionale e questo «plus» distribuito fra tutti i seggi, conferirebbe alla coalizione guidata da Berlusconi e Salvini la vittoria per pochissimi voti. Questa informazione deriva dalla lettura delle strisce elettorali corrispondenti ai 238 territori in cui si dividono i seggi uninominali della Camera. Basterebbero quindi 600 mila voti in più rispetto a quelli attribuiti oggi dai sondaggi per far sì che il centrodestra possa governare.

Il difficile sarà conquistarli. Manca meno di un mese all’apertura delle urne.