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Sileri: “Da maggio le riaperture, ma con moderazione. Anche se in ritardo, copiamo l’Inghilterra”

“Se andiamo avanti così con la vaccinazione perché non dobbiamo copiare quello che sta facendo l’Inghilterra? Siamo a circa due mesi di ritardo rispetto al Regno Unito. Quindi direi che maggio è il mese della programmazione delle riaperture progressive”

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Ormai ce lo chiediamo tutti. Quando si inizierà a tornare alla normalità? Una e più risposte a questa domanda l’ha data oggi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri in diretta a Domenica In. Ha detto rispondendo a Mara Venier:”Le riaperture ci saranno da maggio. Già dalla prossima settimana vedremo i numeri migliorare di molto e già nel mese di maggio vedremo le riaperture. Torneremo con i colori. Non dobbiamo correre troppo, ma sicuramente riaprire. Per i ristoranti possono già riaprire da maggio, a pranzo e verosimilmente da metà maggio anche a cena”, ha assicurato.

E ha detto ancora: “Se andiamo avanti così con la vaccinazione perché non dobbiamo copiare quello che sta facendo l’Inghilterra? Siamo a circa due mesi di ritardo rispetto al Regno Unito. Quindi direi che maggio è il mese della programmazione delle riaperture progressive”. Ad esempio, “i cinema e i teatri sarà fattibile aprirli subito e così la scuola. Comincerei con la scuola, poi i ristoranti, e poi tutto fino a giugno, con moderazione. I passi indietro difficilmente ci saranno”. Domani, aggiunge, “è giusto aprire le scuole”.

Il sottosegretario ha parlato anche del rifornimento delle dosi di vaccini, dal momento che le Regioni lamentano quasi ogni giorno uno scarso approvvigionamento. Ad aprile è previsto arrivino 8 milioni di vaccini. “E queste dosi ad aprile sono quelle certe, ma avremo forse qualche dose in più”, ha sottolineato. Sul mese di maggio, non c’è motivo di avere preoccupazioni: “Arriveranno almeno il doppio delle dosi previste, i centri vaccinali ci sono, sono arrivati anche i farmacisti. Insomma, i centri ci sono, il personale c’è”. I primi veri effetti, però, “li vedremo sicuramente tra trenta giorni, oggi il calo dei numeri è soprattutto legato alla chiusura”. Anche in futuro dovremmo continuare a vaccinarci: “Lo scopriremo in itinere ma è verosimile”, ha sottolineato Sileri.