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Il servizio delle Iene su Renzi e i disabili

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Mediaset ha deciso di non mandare in onda un servizio della Iena Filippo Roma con un’intervista a Matteo Renzi in cui il premier promette l’aggiornamento del nomenclatore tariffario, ovvero l’elenco di strumenti di supporto (protesi, sedie a rotelle, etc) forniti dallo Stato alle persone disabili. Della storia abbiamo parlato nel 2014, quando le promesse del governo sul tema andarono in fumo.  A oggi, quelle voci sono le stesse dal 1999, mentre dovrebbero essere aggiornate al massimo ogni tre anni. Dal “nomenclatore”attuale sono escluse, ad esempio, tutte le tecnologie più moderne: come i puntatori ottici, speciali computer usati da chi non può muoversi e usa gli occhi per “scrivere”. Problema: costano, per la precisione 15-20mila euro l’una e non tutti possono permettersele. A ottobre dello stesso anno la trasmissione di Italia1 chiede al premier di aggiornare la lista. Renzi promette di farlo entro la fine di dicembre 2014. Renzi diede all’epoca la colpa alle Regioni.

Il servizio delle Iene su Renzi e i disabili

L’intervista della iena Filippo Roma sarebbe dovuta andare in onda nella puntata di oggi delle Iene, su Italia Uno, ma gli spettatori non la vedranno:«Il servizio sul tema dei diritti dei disabili, con ogni probabilità non sarà trasmesso a seguito di un intervento dell’Agcom – denuncia Marco Cappato dell’associazione “Luca Coscioni” -. Le motivazioni sarebbero quelle del rispetto della “par condicio”. Eppure la vicenda non ha nulla ha a che vedere con il referendum e le Iene comunque trasmettono regolarmente servizi che coinvolgono, anche non in luce positiva, esponenti del “No”-. Sarebbe davvero grave se, per il solo fatto che Renzi non fa un’ottima figura, il servizio venisse cancellato». L’Autorità però nega di aver posto veti: «Non c’è stato un intervento specifico. C’è una norma generale alla quale Mediaset si è adeguata». Il Fatto racconta cosa si dice nel servizio cancellato da Mediaset:

Ecco cosa si dicono nell’in tervista censurata: “Presidente lasciare per tanti anni tanti bambini disabili senza possibilità di comunicare col mondo, lei come lo definisce?”esordisce la iena. “È una cosa molto ingiusta e non è la sola cosa ingiusta che c’è in questo momento nel Paese” risponde Renzi. “Quindi possiamo dire che lei è ingiusto?” incalza Roma. “Noi stiamo facendodi tutto per eliminare l’ingiustizia nel Paese. A questo punto la iena ricorda al premier che questo stesso identico discorso l’hanno fatto diverse volte: “Lei due anni fa ci ha fatto una promessa. Sono passati due anni, e niente”. Qui il premier reagisce: “Il nomenclatore, che per 17 anni non è stato cambiato, domani andrà in Consiglio dei ministri, domani alle ore 13”. Bugia. Nella seduta del 9 novembre del decreto sui nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), in cui è contenuto anche il nuovo nomenclatore, non c’è traccia.
L’ufficio stampa della ministra Lorenzin, seccatissimo per l’insinuazio ne che il premier possa aver mentito, ribatte: “Non ha mentito, il decreto non deve andare in Cdm, ma nella commissioni Affari Sociali della Camera e Sanità del Senato È arrivato mercoledì”. Invece no. La deputata del Movimento 5 stelle Giulia Grillo, membro della commissione, assicura: “Assolutamente nonè arrivato. Però so che è previsto che la commissione esprima un parere entro il 16 dicembre”. In realtà il decreto è fermo alla Ragioneria generale dello Stato, in attesa della cosiddetta “bollinatura”: in pratica deve ancora ricevere l’ok sull’adeguatezza delle coperture previste. Superata questa fase dovrà tornare al Consiglio dei ministri ed essere inviato alle commissioni per il parere. Per il momento il decreto è arrivato allo stesso punto in cui si arenò quello dell’ex ministro della Sanità Ferruccio Fazio nella scorsa legislatura.

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Il servizio delle Iene su Renzi e nomenclatore

Il servizio verrà comunque messo online dalla trasmissione di Italia1. La redazione ha così deciso di pubblicare oggi il video sul sito e su Facebook. «Non riusciamo a capire cos’è successo, fino alla settimana scorsa siamo andati in onda con tutti i politici, adesso si crea questo problema – protesta anche Davide Parenti, ideatore del programma -. Teniamo molto a quel servizio, va pubblicato. Sono due anni che stiamo dietro alle famiglie dei disabili che ci hanno dato mandato di fare questa battaglia per loro».

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La risposta di Filippo Roma a chi gli chiedeva della pubblicazione del servizio

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