Opinioni

Se 42mila "mi piace" valgono più di 200 vite

Anche stamane corre l’obbligo di fare un po’ di de-bunking sulle affermazioni di Matteo Salvini: il politico più bugiardo che la storia della Repubblica ricordi. In questo post di un paio di giorni fa  il segretario della Lega Nord riporta la notizia del gruppo di scafisti armati che, minacciando la Guardia Costiera italiana giunta a soccorrere dei migranti in difficoltà, è riuscito a riappropriarsi di un barcone: secondo il peggior nemico dei più deboli, questo sarebbe accaduto perché “il personale della Guardia Costiera non è armato”. Il post si chiude poi con lo slogan di altissimo valore politico: “Italia, Stato di m…a!”.
matteo salvini barconi
Sarebbe sufficiente fare un giro in un qualsiasi Corso Vittorio Emanuele, di un qualsiasi Comune, di una qualsiasi Regione italiana per rendersi conto che – in un Paese dove anche la polizia municipale gira con la pistola d’ordinanza – l’ipotesi che personale militare addetto a pericolose missioni di soccorso sia disarmato è una bufala. Ma cosa è accaduto esattamente? Perché la Guardia Costiera non ha reagito alle minacce? Ce lo spiega Felicio Angrisano, Comandante Generale della Guardia, il quale fa giustamente notare che una reazione violenta avrebbe messo in pericolo la vita dei 200 migranti appena tratti in salvo e che, soprattutto, le operazioni di recupero sono missioni umanitarie e non di polizia. Nell’immaginario mondo al testosterone della Lega invece, la Guardia Costiera avrebbe probabilmente dovuto difendere con i missili il barcone (peraltro affondato dopo pochi metri sulla via del ritorno), uccidere gli scafisti o magari affondarli insieme ai migranti, per poi tornare in patria cinta di allori padani. Perché meravigliarsi del resto? Nella contabilità salviniana, 42 mila “mi piace” su un post valgono ben più di 200 vite umane.