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La scuola nega la carriera alias allo studente transgender e i compagni occupano l'istituto

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La “carriera alias” rientra tra le facoltà che uno studente transgender può richiedere per far sì che a scuola venga riconosciuto con il nome di “elezione di genere” e non quello con cui si è iscritti all’anagrafe. Viene concessa a chiunque “dimostri di aver intrapreso un percorso psicologico e/o medico teso consentire l’eventuale rettificazione di attribuzione di sesso”.

Per Geremia, però, uno studente transgender di 17 anni del liceo Ulisse Dini di Pisa, non è stato così. La sua scuola gli ha negato – per adesso – l’attivazione della misura che, in attesa della transizione, lo avrebbe fatto sentire se stesso nelle cose che si trova ad affrontare tutti i giorni, come il registro di classe, il libretto delle giustificazioni, i quadri con i voti. Per questo, e altri motivi, tra i quali la carenza di aule, i suoi compagni hanno occupato l’istituto. “È assurdo che uno studente non possa veder riconosciuta la propria identità perché qualche professore potrebbe rimanere turbato dal cambiamento, come ha sostenuto la preside”, è l’attacco di Samuele Badalassi, uno dei rappresentanti degli studenti. “Dopo le nostre proteste – aggiunge – la dirigente ha fatto un passo avanti: ha detto che la questione sarà discussa al prossimo consiglio d’istituto, il 13 dicembre. Speriamo non sia un modo per tirarla per le lunghe”.

La dirigente scolastica del Dini, Adriana Piccigallo, non aveva chiuso la vicenda: “La scuola non è pronta – aveva detto – ma non è un no definitivo, serve tempo per i giusti passaggi negli organi collegiali”. Sono stati i suoi tentennamenti a far insorgere la protesta.

Al quotidiano La Nazione, Geremia ha confessato la sua frustrazione e ringraziato i compagni che lo hanno sostenuto. “Molte persone mi hanno scritto – ha aggiunto – dicendo che anche loro necessitano della carriera alias, ma che non hanno avuto il mio stesso coraggio. È una battaglia che voglio vincere. Per me, per i ragazzi che sono nella mia situazione, per quelli che verranno”.

Con lui ha parlato l’assessora regionale all’Istruzione, Alessandra Nardini: “Voglio esprimergli anche pubblicamente, come ho già fatto per telefono, tutta la mia vicinanza. Garantire la carriera alias significa migliorare la vita delle persone in una fase delicata come quella dell’adolescenza”. Il caso è arrivato anche in Parlamento: il deputato Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi: “Sostenere che l’istituto non è pronto per la carriera Alias è imbarazzante e inaccettabile. La scuola deve favorire l’inclusione, sempre. Il ministero attivi una verifica sul Dini”.