La macchina del funky

Sarri-Mancini e l'omertà degli arbitri

Il giorno dopo la sfuriata contro gli insulti di Maurizio Sarri, Roberto Mancini torna a parlare in un’intervista a Repubblica firmata da Andrea Sorrentino. E la parte più interessante del racconto di quello che è accaduto durante Napoli-Inter è l’atteggiamento incredibile degli arbitri. Mancini infatti dice che il guardalinee e il quarto uomo hanno sentito tutti gli insulti ma non solo non sono intervenuti, ma cercavano anche di convincerlo a “lasciar perdere”:

«Ma no guardi io non sono il paladino di nessuno. Però come si fa, dai, a sentire ancora queste cose… Siamo nel 2016! Tra l’altro la cosa che mi faceva arrabbiare di più era che mentre Sarri mi diceva “frocio” e “finocchio” era a un passo dal guardalinee e dal quarto uomo, e quelli impassibili. Anzi io gli facevo notare le offese e loro mi dicevano “lascia stare, dai”. Ma lui mi insultava, e faceva pure il gesto con la mano, tipo “vattelo a prendere nel c…”. Incredibile».
Poi lei è andato a cercare il suo collega nel dopopartita: davvero niente scuse?

«Sono entrato nello spogliatoio, io, da solo, contro tutti loro. E lui faceva ancora lo sbruffone: “E vabbè scusa, t’ho chiesto scusa, che vuoi ancora?”, diceva. Allora ho risposto in malo modo: “Ma non hai capito che hai 60 anni e certe cose non le devi proprio dire?”. (i testimoni riferiscono di un insulto di Mancini seguito dalla frase “Tornatene ad allenare in C”, ndr). Poi sono uscito, ho aspettato il quarto uomo e gli ho ripetuto perché avesse fatto finta di niente. Ha solo chiamato l’arbitro per dirgli di espellere i due allenatori».


Mancini contro Sarri che l’ha chiamato “finocchio” di next-quotidiano