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Il tabaccaio di Santopadre (Frosinone) che spara con un fucile e uccide un ladro

@neXt quotidiano|

Santopadre

“Possiamo solo dire che un uomo ha sparato e un altro uomo è rimasto ucciso”. Queste le prime parole dei carabinieri intervenuti, poco dopo le 20 di lunedì 25 ottobre, in una villetta nel centro di Santopadre, piccolo comune di 1300 abitanti in provincia di Frosinone. A sparare con un fucile è stato il proprietario dell’abitazione, un tabaccaio che ha una ricevitoria proprio nella cittadina ciociara, che – secondo le prime ricostruzioni – avrebbe sorpreso 4 malviventi all’interno di casa sua. L’uomo avrebbe colpito con un colpo di fucile uno dei ladri, ferendolo mortalmente e si è subito difeso parlando di “legittima difesa” e ora la sua testimonianza è al vaglio degli inquirenti.

Santopadre (Frosinone), sorprende ladri in casa e spara uccidendone uno

Erano passate da poco le ore 20 di lunedì quando Sandro Fiorelli si era accorto della presenza di alcune persone all’interno della sua abitazione. L’uomo, secondo quanto riportata dal quotidiano La Repubblica, avrebbe già subito in passato numerosi furti. Sentiti i rumori al piano di sotto, il tabaccaio avrebbe imbracciato il suo fucile e una volta sceso al primo piano, avrebbe messo in fuga i 4 malviventi. Poi, però, quel colpo partito dalla sua arma che ha colpito mortalmente il 34enne di origine romena Mirel Joaca-Bine.

Le forze dell’ordine hanno trovato il corpo del ladro nel giardino della villetta di Santopadre e i medici soccorritori – una volta giunti sul posto – non hanno potuto far altro che certificare il suo decesso. Gli altri tre malviventi si sono dati alla fuga, mente il tabaccaio e proprietario di casa ha risposto per tutta la notte alle domande degli inquirenti, difendendosi parlando di legittima difesa. Accanto al corpo di Mirel Joaca-Bine – secondo quanto riportato dal Quotidiano Nazionale – sarebbe stata ritrovata una pistola scacciacani, o un arma caricata a salve. Ora sarà compito dei carabinieri ricostruire la dinamica di quanto accaduto e valutare l’ipotesi della reale “legittima difesa”. Il tabaccaio, infatti, ha detto di aver sparato dopo essersi visto puntare contro un’arma.

(Foto IPP/Luciano Adriani)