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Samuel Luiz: il ragazzo morto dopo essere stato massacrato di botte perché gay

Il giovane è stato pestato a La Coruña, in Spagna, la notte tra venerdì e sabato. Al momento sono state interrogate 13 persone e la pista omofobica è stata confermata dagli inquirenti

Samuel Luiz

La follia omofoba non è un’esclusiva solamente italiana. In Spagna, nella notte tra venerdì 2 e sabato 3 luglio si è trasformata in una vera e propria tragedia. La vittima è un 24enne assistente infermiere, pestato a sangue fuori da un locale a La Coruña, nella zona Nord-Ovest del Paese iberico. Si chiamava Samuel Luiz e a nulla sono serviti i tentativi dei medici di soccorrerlo. Troppo gravi le ferite per le botte subite. E la Spagna è scesa in piazza proprio per manifestare contro l’ennesimo episodio di violenza omofoba che si è trasformato in un omicidio.

Samuel Luiz, il 24enne ucciso in Spagna dopo un’aggressione omofoba

La pista della discriminazione per orientamento sessuale è stata confermata anche dalla strada che hanno preso le indagini. Al momento la Polizia spagnola ha interrogato 13 persone che sarebbero state presenti sul luogo del pestaggio in quella tragica notte di La Coruña. I testimoni hanno spiegato agli inquirenti che mentre il 24enne veniva ripetutamente colpito al volto e al corpo, contro di lui si scagliavano anche parole piene di odio omofobo.

Le forze dell’ordine che stanno indagando su questo caso hanno detto che, per il momento, nessuna persona è stata arrestata. Nei prossimi giorni, mentre buona parte della Spagna si è unita al cordoglio della famiglia e degli amici di Samuel Luiz si è riunita in piazza per esprimere solidarietà e chiedere provvedimenti contro l’odio omofobo, saranno interrogate anche altre persone per tentare di realizzare una cornice che faccia da sfondo a quel folle pestaggio. Parole che saranno confrontate anche con alcuni video che hanno immortalato quei terribili momenti.

La ricostruzione di quanto successo

Perché gli insulti omofobi sono confermati da quei filmati e la cosa ancor più grave (semmai si possa utilizzare questo paragone quando si parla di un omicidio) è rappresentata dalle motivazioni che hanno portato a quell’assurda violenza. Secondo i racconti, come spiega il quotidiano La Voce de Galicia, tutto sarebbe nato da un fraintendimento. Samuel Luiz, in compagnia di una sua amica, stava effettuando una video-chiamata con un amico per mostrare il posto in cui si trovavano. In quegli istanti, proprio davanti a loro, è passata una coppia. L’uomo ha pensato che il 24enne li stesse registrando e da lì sono iniziati gli insulti e il pestaggio: “Il ragazzo ci ha urlato contro, dicendoci di smettere di registrarli – ha spiegato Lina, l’amica della vittima -. Abbiamo cercato di spiegargli che si stava sbagliando e che stavamo facendo una videochiamata per mostrare a un amico dove eravamo”. Poi gli insulti omofobi: “O smetti di registrare o ti uccido, maricon”. Samuel Luiz non ha avuto neanche il tempo di rispondere ed è stato pestato a morte.

Nel frattempo, anche il Premier spagnolo Pedro Sánchez ha voluto commentare la notizia di questo brutale omicidio.

“Non faremo un passo indietro nei diritti e nelle libertà. La Spagna non lo tollererà. Tutto il mio sostegno alla sua famiglia e ai suoi cari”.