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Salvate il camerata Di Canio!

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Ieri Sky Sport ha deciso di licenziare Paolo Di Canio, il motivo è davvero sorprendente, se si considera che Di Canio è da sempre dichiaratamente fascista. Di Canio infatti si è fatto fotografare negli studi di Sky Sport mentre indossava una polo a maniche corte che lascia vedere un tatuaggio con scritto DVX. Tatuaggio che tutti, pure quelli come me che seguono poco il calcio, sapevano esistere. Come è noto il fatto che quando era giocatore della Lazio amasse salutare la curva facendo un bel saluto romano.
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Tanti nemici, molto onore

Le idee di Di Canio, erano quindi note, ed il tatuaggio non è certo stato fatto ieri. Di Canio da parte sua si è sempre mostrato ambivalente riguardo il fatto di definirsi fascista. Nel 2013 il suo arrivo sulla panchina del Sunderland causò le dimissioni dai ruoli direttivi della squadra dell’ex-ministro degli Esteri David Milliband, in aperta polemica con l’arrivo di un fascista. All’epoca Di Canio disse di non essere arrivato al Sunderland per fare politica ma per parlare di calcio e la cosa finì lì. Certo in altre occasioni Di Canio la politica negli stadi ce l’ha portata senza farsi troppi problemi, anche se ha dichiarato di sentirsi fascista ma non razzista (il che è abbastanza divertente di per sé).


A Sky Sport a quanto pare hanno scelto di ignorare la questione, del resto Di Canio era lì per parlare di calcio e non di politica, fino a quando qualcuno ha protestato perché il famoso tatuaggio aveva fatto capolino dalla manica della polo. Un’azienda seria avrebbe magari consigliato a Di Canio di andare in video e in studio sempre con la camicia a maniche lunghe, ma non avrebbe senza dubbio fatto finta di scoprire il fascismo del suo collaboratore grazie alle segnalazioni degli spettatori. Se assumi una persona perché ritieni che sia competente difendi la sua competenza, anche se sai che è fascista. Ma se sei un’azienda seria sai anche che il Italia l’apologia di fascismo è reato, quindi ci pensi prima di assumere una persona dichiaratamente e orgogliosamente fascista.
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Su Twitter e su Facebook infuria la polemica contro l’ipocrisia di Sky e ha già timidamente iniziato a circolare l’hashtag #jesuispaolodicanio. Altri hanno aperto una pagina Facebook dal nome Save Di Canio
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Che Di Canio sia un fascista non ci piove, e che spesso e volentieri in Italia gesti come quelli di cui si è reso protagonista in passato siano stati considerati “ragazzate” e la tolleranza verso organizzazioni politiche neofasciste che possono tranquillamente correre alle elezioni non aiuta certo a far capire che ancora oggi essere fascisti sia un reato e un oltraggio alla memoria di tutti coloro che durante il fascismo sono morti o hanno patito la privazioni delle più basilari libertà, libertà concesse e garantite invece dal nostro Stato democratico.
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Non è un caso che a difesa di Di Canio si sia schierato il fondatore di Forza Nuova Roberto Fiore che su Facebook ha chiesto a Sky di riassumere Di Canio altrimenti ci sarà un boicottaggio degli abbonamenti, messo in atto non solo dagli italiani “che simpatizzano per il Fascismo, e sono tantissimi” ma da tutti coloro che considerano l’ex-capitano della Lazio un eroe sportivo. Che dire, NOBIS!1