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Il non monologo di Sabrina Ferilli che è un tributo alla competenza | VIDEO

Al fianco di Amadeus durante l’ultima puntata del Festival di Sanremo, l’attrice romana ha fatto un’analisi molto intelligente sull’importanza di essere competenti nel proprio campo. Ecco il video.

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Sabrina Ferilli è tornata al Festival di Sanremo dopo il suo debutto nel 1996, quando affiancò Pippo Baudo alla conduzione insieme a Valeria Mazza. E l’ha fatto con l’ironia e l’intelligenza che l’ha sempre contraddistinta. L’attrice romana, stasera accanto ad Amadeus, ha esordito spiegando che nei giorni antecedenti alla sua performance ha a lungo riflettuto su quale indirizzo dare al suo intervento.

Ha riconosciuto che l’Italia e il mondo in generale sono afflitti da numerosi problemi, come i cambiamenti climatici, la disparità di genere, i diritti civili ancora da conquistare. Ma, la Sabrina nazionale, ha anche specificato di non poter affrontare in maniera credibile nessuna di queste problematiche, sia per una sua oggettiva condizione di privilegio, sia perché non in possesso di tutte le competenze necessarie per imbastire un monologo.

Il non monologo di Sabrina Ferilli che è un tributo alla competenza

E, in un mondo che, attraverso i social, concede a chiunque il diritto di esprimere il proprio parere sulla qualunque, fare un passo indietro e, ammettere di non poter dare un contributo incisivo parlando di determinate tematiche è l’atteggiamento più brillante e intelligente che si possa assumere. E richiede grande coraggio, umiltà e rispetto della competenza. Quella esaltata da Sabrina sul palco dell’Ariston.

Sabrina Ferilli ha mostrato tutto il suo brio appena scese le famigerate scale dell’Ariston. “Amadeus, sei un fenomeno”, ha esordito scherzando con il padrone di casa, “la forza tua ce l’hanno in tre: Iva Zanicchi, Gianni Morandi e Mattarella”. E ancora: “Se tante volte non volessi più fare il festival, questa serata falla brutta brutta brutta, perché se questi della Rai non decidono chi ti può sostituire, ti chiedono di restare altri sette anni, lo vedi come funzionano le cose in Italia”.