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I russi hanno usato armi chimiche a Mariupol?

Alcuni abitanti di Mariupol in un video diffuso dal battaglione Azov hanno dichiarato di aver avuto sintomi compatibili con un avvelenamento da armi chimiche usate dalla Russia per fiaccare la resistenza della città

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Debolezza improvvisa, bruciore agli occhi, tachicardia, secchezza delle fauci, difficoltà a respirare: sono i sintomi che alcuni abitanti di Mariupol hanno raccontato di aver avuto in un video diffuso dai canali ufficiali del reggimento Azov, che accusa la Russia di star utilizzando armi chimiche per fiaccare la resistenza della città. Una donna anziana dice di non riuscire più a camminare, dopo avere perso conoscenza, un uomo è convinto di aver sentito un’esplosione e di aver visto del fumo bianco, “non molto fitto”. Far luce su quanto accaduto, ammettono gli uomini del battaglione, è difficile: la zona è sotto incessanti bombardamenti e disporre un esame tossicologico non è ipotizzabile. Per Maksym Zhorin, ex comandante di Azov, si è trattato di una bomba al sarin, agente nervino già usato dal Cremlino in Siria. Dan Kaszeta, americano esperto di armi chimiche e autore del libro “dalla Siria alla Russia di Putin”, esclude che i sintomi possano essere legati all’uso del sarin. E se lo fossero, cambierebbero – ancora una volta – gli scenari, dopo che l’asticella del conflitto si era alzata ulteriormente in seguito alla scoperta dei massacri di civili a Bucha e Borodyanka.

I russi hanno usato armi chimiche a Mariupol?

Il 25 marzo scorso il presidente americano Joe Biden aveva dichiarato che la Nato sarebbe intervenuta in Ucraina in caso di attacchi con armi chimiche. Al netto dei racconti di Azov, però, al momento non ci sono prove che sia accaduto. Il vicesindaco di Mariupol ha parlato di bombe al fosforo bianco. Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha rilasciato una dichiarazione in tarda serata: “Abbiamo informazioni credibili che i russi possano usare in futuro gas lacrimogeni, o altri strumenti anti-sommossa, mescolati ad agenti chimici nell’offensiva contro Mariupol. Siamo molto preoccupati. Ma non possiamo ancora confermare se la Russia abbia già usato simili armi”. A Mariupol per gli ucraini è diventato impossibile muoversi in superficie, quindi ci si sposta in tunnel, gallerie, ambienti ristretti: una condizione che gli ha permesso di resistere per settimane agli assedi delle forze russe, che potrebbero star facendo ricorso ai gas per “stanare” chi cerca rifugio. Dal fronte russo filtra la solita smentita di ordinanza: “Nessun utilizzo di armi chimiche”, la posizione delle milizie separatiste del Donbass. L’uso di questo tipo di armamenti è bandito ai sensi della Convenzione sulle armi chimiche (Cwc), entrata in vigore il 29 aprile del 1997.