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L’esemplare risposta di Maignan agli insulti razzisti

Maignan era stato vittima di offese razziali nel corso del prepartita del match contro la Juve, per il calciatore il problema è più ampio e riguarda tutto il sistema calcio

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Mike Maignan non ha nessuna intenzione di passare  per la vittima. Dopo gli insulti razzisti subiti all’Allianz Stadium nel corso del riscaldamento, il portiere rossonero ha affidato ai social la sua risposta.

 

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Maignan nel suo post ha prima raccontato i fatti e poi rilanciato la sua identità. “Non sono una ‘vittima’ del razzismo. Sono Mike, in piedi, nero e orgoglioso. Finché potremo usare la nostra voce per cambiare le cose, lo faremo”. Il racconto passa dai dettagli di una storia che sembra non finire mai, quella del razzismo negli stadi. “Domenica sera all’Allianz Stadium alcuni tifosi bianconeri mi hanno preso di mira con insulti e grida razziali. Cosa volete che dica? Che il razzismo è sbagliato e che quei tifosi sono stupidi? Non si tratta di questo. Non sono né il primo né l’ultimo giocatore a cui questo succederà. Finché questi eventi vengono trattati come “incidenti isolati” e non viene intrapresa alcuna azione globale, la storia è destinata a ripetersi ancora e ancora e ancora”

L’esemplare risposta di Maignan agli insulti razzisti

In Italia, ma in tutta Europa, sono anni che si prova a sensibilizzare il mondo dello sport. Eppure ci sono ancora eventi traumatici da raccontare, esattamente come questo.

“Cosa facciamo per combattere il razzismo negli stadi? Crediamo veramente che ciò che facciamo sia efficace? Faccio parte di un Club impegnato come leader nella lotta contro ogni discriminazione. Ma bisogna essere di più e uniti in questa battaglia contro un problema sociale che è più grande del calcio stesso. Nelle stanze che governano il calcio, le persone che decidono sanno cosa si prova a sentire insulti e urla che ci relegano al rango di animali? Sanno cosa fa alle nostre famiglie, per i nostri cari che lo vedono e che non capiscono che possa ancora succedere nel 2021?”.