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Come il rinvio dell’Europeo salva il Campionato e le Coppe

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L’UEFA ieri ha annunciato il rinvio dell’Europeo 2020 al 2021. Un torneo d’emergenza un anno dopo il previsto, dall’11 giugno (Roma) all’11 luglio (Londra) 2021, causa coronavirus, ma almeno a porte aperte. Attraversando i dodici paesi ospitanti. E portando con sé un bel po’ di stravolgimenti, spiega oggi la Gazzetta dello Sport, come quella che porterà questa stagione a completarsi tra il 14 aprile e il 30 giugno, comprese Champions League ed Europa League. Campionati che potranno giocarsi a metà settimana (in contemporanea con le coppe), e coppe la domenica mentre c’è il campionato. Nations e Mondiale per club spostati. Perdite da dividere tra tutti. Ma l’Europa ha lavorato per un obiettivo: salvare il calcio.

Non è scritto da nessuna parte che la Champions possa ripartire davvero il 14 aprile (data ottimistica) o il 28 aprile, tanto che l’Uefa ha previsto addirittura un inizio d’emergenza il 13 giugno e, in totale, 7 date diverse per ricominciare. Sono state istituite due commissioni (composte da Uefa, leghe, Eca e calciatori) per seguire i lavori. La prima si occuperà della definizione dei calendari dei tornei. La seconda dell’aspetto meno piacevole: le ricadute economiche.

Da non escludere che le squadre europee da 8 diventino 12: ora si qualificano infatti le vincenti delle ultime 4 Champions e 4 Europa League, ma Real e Liverpool, fino a ieri sicure, sarebbero fuori… La Fifa considera date possibili anche fine 2021 (dura) o giugno 2022. Infantino:«La salute viene prima in questa sfida senza precedenti». Si va anche verso una modifica del mercato, e dei prestiti, se si giocasse a luglio.

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Come cambia il calendario del calcio (Gazzetta dello Sport, 18 marzo 2020)

L’Uefa ha intanto individuato 7 possibili calendari, dal più ottimista al più pessimista. All’interno della“legge quadro”: finire tutto entro il 30 giugno. Con finale di Euroleague mercoledì 24 giugno a Danzica, e quella di Champions il 27 giugno a Istanbul. Se le due città avessero problemi,piani-B virtualmente già pronti. Da Wembley a Roma ci sono alcune città pronte a ospitare l’epilogo di questa stagione.

La data più ottimistica prevede l’inizio il 14 aprile: ci sarebbero 10 domeniche e 9 mercoledì liberi. La seconda farebbe partire tutto il 28 aprile, con 8 weekend e 9 metà settimana. In entrambi i casi, coppe concluse integralmente. Due date davvero ottimistiche, vista la situazione in Europa.  Le altre cinque date potenziali prevedono invece cambi di formula che la commissione studierà da subito, tra“final four”, gare secche eccetera.  Sono il 5, 12, 19 e 26 maggio e — ripartenza estrema — il 13 giugno. Più tardi si parte, meno date disponibili ci sono.  Dal 5 maggio le coppe saranno gradualmente“compresse”, fino a immaginare solo tre gare di 90’ (finale compresa). In teoria, sarebbe facile ipotizzare un’ottava opzione: quelladi non giocare. Perché il virus ci ha assediato e non riusciamo a recuperare in tempo. Ma oggi si confida in una “ripresa”.

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