Opinioni

Renzi e i seicentomila euro per i pasti unici

Ieri il Fatto Quotidiano è tornato con Davide Vecchi sulla storia degli scontrini di Matteo Renzi, dal giugno 2014 sotto il giudizio della Corte dei Conti, che ha acquisito le spese dell’epoca in cui il premier era sindaco di Firenze. Il tutto è ancora al vaglio dei tecnici. Racconta Vecchi:

L’oggi premier, per fare un esempio, riuscì a spenderne 17 mila in pranzi solo nei tre mesicompresi tra il maggio e il luglio 2007. Un periodo fra l’altro in cui Renzi non ha impegni elettorali. E infatti nel 2008, quando si avvicinano le primarie del Pd per la corsa a sindaco,il futuro premier raggiunge 50 mila euro per il solo cibo. Il 5 luglio alla Taverna Bronzino viene saldato un conto di 1.855 euro. Un pasto. Complessivamente, come detto, Renzi ha consumato con la tovaglia sulle ginocchia, quasi 600 mila euro: spese di rappresentanza. Tovaglia sulle ginocchia e bicchiere in mano. Dei 250 scontrini depositati pochissimi hanno il dettaglio di quanto consumato, spesso è indicato solo il totale accanto alla dicitura “pasto unico”, ma quando c’è si scopre che il premier sa anche scegliere il vino.
Alla trattoria “I due G” in via Cennini il 29 aprile 2008 ordina una bottiglia di Brunello di Montalcino da 50 euro per annaffiare una fiorentina da un chilo e otto etti. Alla Buca dell’Orafo in via dei Girolami il 13 giugno 2008 si attovaglia con due commensali e opta per un vino da 60 euro. E ancora: al ristorante Lino, dove è di casa (anche qui), riesce a spendere per un pranzo 1.050 euro.1.213 li lascia al ristorante Cibreo. Riesce a spenderne 1300 in un colpo solo in una pasticceria. Mignon per festeggiare? Cosa? Con chi? Purtroppo nessuno ricorda.

Il tutto è sintetizzato oggi in questa agevole infografica:
renzi 600 mila euro pasti unici

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