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Reggio Emilia, Lega e Forza Italia votano contro il divieto di vendere gadget nazi-fascisti

Nonostante il voto dei partiti di centrodestra, la mozione viene approvata

Reggio Emilia

Un passo verso la civiltà e la legittimazione di una norma già esistente, ma in alcuni casi interpretata con delle maglie molto (troppe larghe). Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato una mozione che – di fatto – vieta la vendita di gadget nazi-fascisti su tutto il territorio. Al bando, dunque, calendari di Benito Mussolini, bandiere, tazze, portachiavi e ammennicoli vari con riferimenti al nazismo e al fascismo. Il documento è stato approvato con i voti della maggioranza, mentre Lega e Forza Italia hanno espresso parere contrario.

Reggio Emilia mette al bando la vendita dei gadget nazi-fascisti

Il testo della mozione firmata dai consiglieri Dario De Lucia (gruppo misto), Paolo Burani (Immagina Reggio), Fabiana Montanari e Giuliano Ferrari (Pd) fa esplicito riferimento alla legge Scelba del 20 giugno 1952 e ai suoi successivi aggiornamenti in materia di propaganda nazi-fascista. Il documento approvato dal Consiglio Comunale, infatti, impegna il Comune ad agire fortemente sul territorio per denunciare e bloccare il commercio di oggettistica varia riferita al nazismo e al fascismo. Un’iniziativa che ricalca quanto già approvato, solo qualche giorno fa, nel Comune di Scandiano (sempre in Emilia-Romagna) su proposta dell’Anpi.

“Ci tengo a ringraziare l’Anpi di Scandiano e i consiglieri scandianesi Paolo Meglioli e Silvia Venturi che hanno proposto il tema al Comune di Scandiano e aver condiviso il testo che ho proposto a Reggio Emilia – ha dichiarato Dario De Lucia, uno dei firmatari della mozione approvata dal Consiglio Comunale di Reggio Emilia –. Documenti analoghi sono stati approvati in diversi consigli comunali in tutta Italia. Vanno nel percorso iniziato con la proposta di legge di Anagrafe Nazionale Antifascista”.

Le leggi sull’apologia di fascismo (e non solo) esistono già nella legislazione italiana, ma troppo spesso vengono interpretate con maglie molto larghe, svilendo il contenuto (e l’obiettivo) di quelle stesse norme e portando a iniziative come quella accaduta qualche giorno fa nella capitale. Iniziative come quelle del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, siano l’input per procedere a un’applicazione più rigorosa di quanto già previsto.