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Referendum, i risultati dicono NO

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Alle ore 23 si sono chiuse le urne del referendum sulla riforma costituzionale in una giornata di polemiche surreali tra matite copiative cancellabili e drammi della burocrazia a Castelnuovo di Porto. Con il 20,7% dei seggi italiani scrutinati, il NO è al 59,29%. Il dato è del Viminale. Matteo Renzi parlando da Palazzo Chigi ammette la sconfitta: «Una festa della democrazia. Il No ha vinto in modo straordinariamente netto. Questo voto consegna ai leader del fronte del NO oneri e onori; tocca a chi ha vinto avanzare proposte sulla legge elettorale. Mi assumo tutte le responsabilità della sconfitta, ho perso io. Chi lotta non può cadere. Dico agli amici del sì che voi non avete perso. Sentitevi soddisfatti dell’impegno, della passione e dell’idea. Vorrei che foste fieri di voi stessi. Arriverà un giorno in cui festeggerete una vittoria, e quel giorno vi ricorderete di stanotte». Poi il premier ha annunciato le dimissioni: «Ho fatto tutto quello che penso si potesse fare in questa fase. L’esperienza di governo per me finisce qui. Volevo cancellare le poltrone del Senato, non ce l’ho fatta e allora salta la mia. Domani consegnerò al Quirinale le mie dimissioni».  L’affluenza più alta ha sorpreso molti dei sondaggisti. Il primo exit poll è quello di EMG per La7: con una copertura dell’80% del campione il NO è in vantaggio con dato tendenziale tra 55 e 59%; il sì ha una forbice tra il 41 e il 45%. Gli exit poll di IPR per la RAI danno il sì tra il 42 e il 46% e il no tra il 54 e il 58%.

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Referendum, risultati: gli exit poll di La7

In base al primo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum il Sì è al 41-45%, il No è al 55-59%. Tutti gli exit poll diffusi dagli istituti di sondaggio sono concordi: il No è nettamente avanti nel referendum costituzionale, di circa 10 punti sul Sì. Per il primo exit poll di Ipr Marketing – Istituto Piepoli per Rai, il No è al 54-58%, per il Sì solo il 42-46% dei votanti. Per il primo exit poll condotto da Tecné per Mediaset, il No è al 55-59%, mentre il Sì al 41-45%. Ancora più netto l’exit poll di Emg per La7: il No al 55-59%, mentre i Sì sarebbero fermi al 41-45%.
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In questa immagine da La7 vediamo invece le prime sezioni scrutinate per regioni: il NO vince in tutte le regioni tranne che in Trentino Alto Adige e Toscana mentre c’è parità in Emilia Romagna. La sconfitta assume proporzioni maggiori con questi numeri, se fossero confermati.
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Intanto il primo dei leader nazionali a parlare è Matteo Salvini: «Noi sfidiamo la scaramanzia: se vittoria sarà, sarà vittoria di popolo contro i poteri forti di tre quarti di mondo. Grazie per la grande partecipazione popolare. Renzi dovrebbe dimettersi nei prossimi minuti in un paese normale». “I primi dati danno alcune indicazioni, aspettiamo conferma dati, valutazione più compiuta quando i dati arriveranno a nostra attenzione. Il Pd convocherà gli organi del partito in pochi giorni, probabilmente martedì”, dice invece Lorenzo Guerini.
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Gli exit poll IPR-Piepoli della RAI

In base al secondo exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 40-44%% ed il No al 56-60%. Anche i secondi exit poll di EMG con copertura totale confermano i risultati della prima proiezione: 59% a 41% potrebbe essere il risultato finale dei conti di Masia. In base al terzo exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 39-43% ed il No al 57-61%. In base al terzo exit poll Tecné per Mediaset sul referendum, il Sì è al 40-44%%, il No è al 56-60%.  In base alla prima proiezione Tecné per Mediaset sul referendum, calcolata sull’11,5% del campione, il Sì è al 40,1%%, il No è al 59,9%. In base al quarto exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 40-42% ed il No al 58-60%. In base al quinto exit poll, elaborato ponderando anche i primi dati dello spoglio, di Ipr Marketing-Istituto Piepoli per la Rai sul referendum il Sì è al 40,9% ed il No al 59,1%.
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Con il 5,7% dei seggi italiani scrutinati, il NO è al 60,01%. Con il 20,7% dei seggi italiani scrutinati, il NO è al 59,29%. Il dato e’ del Viminale. Dopo il 20.45% di sezioni scrutinate a Napoli, il no è in netto vantaggio con il 69.44% contro il 30.56% dei si. In numeri: 82665 voti scrutinati, 25092 si e 57023 no.  È intanto breaking news in tutto il mondo la notizia della vittoria del ‘No’ all’uscita dei primi exit poll al referendum costituzionale in Italia. El Pais titola “Renzi perde il referendum”, Sky News commenta con un tweet: “Renzi ha perso un referendum chiave”. Il britannico Guardian scrive “vittoria per la campagna del No”, mentre la Bbc sottolinea che il presidente del Consiglio ha perso “con largo margine”. Anche France 24 dà la notizia, che le agenzie hanno immediatamente rilanciato, dalla tedesca Dpa (“Gli italiani danno un colpo a Renzi”), alla France Presse, alla Reuters.

Pericolosi scricchiolii arrivano anche da NCD. “Ci siamo sentiti con Alfano e la capogruppo al Senato Laura Bianconi, e abbiamo convocato congiuntamente i gruppi parlamentari martedì alle 11 al Senato e successivamente la Direzione nazionale”, ha detto il capogruppo alla Camera di Area Popolare, Maurizio Lupi, a Rainews24. “E’ evidente che se confermati questi dati c’è un giudizio di merito, da parte degli italiani e dobbiamo prenderne atto. Poi c’è l’aspetto politico, legato alla personalizzazione di questo referendum, e credo sia giusto che gruppi parlamentari e Direzione nazionale facciano le loro valutazioni”. Anche Beppe Grillo esulta:
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Intanto arriva anche il tweet di Matteo Renzi, che annuncia che tra poco parlerà da Palazzo Chigi e si autocita, scrivendo “arrivo, arrivo” come all’epoca in cui ritardò alla presentazione del suo governo. Forse è un preludio anche alle dimissioni in arrivo.
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Referendum, la notte dei risultati

Secondo i primi dati arrivati al Viminale (relativi al 10% dei comuni, circa 800 su un totale di 7.998) l’affluenza alle urne alla chiusura dei seggi in Italia per il referendum va attestandosi sopra il 68%. Lo si rileva dal sito del ministero dell’Interno. In tutto sono 61.551 le sezioni elettorali in Italia. Il ministero degli Esteri rende intanto noto che dei 4.052.341 di italiani all’estero aventi diritto al voto, hanno partecipato alla consultazione referendaria 1.251.728 elettori. Il dato corrisponde a un’affluenza del 30,89%.  Un’affluenza molto alta, del 57.24% alle ore 19, ha caratterizzato la giornata elettorale. Il record lo hanno registrato le regioni del centro nord, il Veneto e l’Emilia Romagna in testa, entrambe con il 65.91%; dal Piemonte alle Marche, tutte alle ore 19 hanno superato il 60% degli elettori andati a votare. Il Lazio, con il 56.86% dei votanti, mostra un’Italia “divisa in due” ma l’affluenza più bassa è in Calabria, con il 44,34% degli elettori che si sono presentati alle urne. Nelle grandi città la maggiore affluenza per il referendum è stata registrata a Milano dove alle ore 19 ha votato il 60,9% degli aventi diritto. A Roma la percentuale dei votanti è stata del 55,9%, a Torino del 57,3%. Come nelle regioni, anche nelle città minore è stata l’affluenza al sud: a Napoli ha votato il 42,9%. A Palermo alle urne è andato il 47%. Tra gli altri capoluoghi si registra il record di Firenze dove ha votato il 67.3% e Bologna dove ha votato il 65.3%. A Bari alle urne è andato il 52.2%; a Catanzaro l’affluenza è stata del 49%, a Reggio Calabria del 46.8%; a Cagliari ha votato il 54.2%. L’affluenza è imponente anche se paragonata ai precedenti referendum costituzionali: a quello del 2001 per la modifica del Titolo V alle 19 aveva votato il 23,9%; a quello del 2006 sulla devolution il 22,4%; all’ultimo sulle trivelle il 23,5%. All’interno di questa alta affluenza si è innescato il complotto delle matite copiative cancellabili: in mattinata ha cominciato a diffondersi, su Whatsapp e Facebook, un messaggio che “denunciava” la cancellabilità delle matite copiative e invitava a portarsi una gomma e a provare a cancellare il voto sulla scheda elettorale per provare che le matite non erano indelebili, e così fare la segnalazione alle autorità competenti. Puntualmente ciò è cominciato ad accadere a macchia d’olio in tutta Italia e con l’aiuto di Piero Pelù.

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L’annuncio di Piero Pelù sulla matita non-indelebile al seggio elettorale

Il messaggio su Facebook recitava più o meno: «La matita che vi forniscono per votare non è cancellabile. Portatevi una gomma da cancellare nel seggio, Votate è provate se realmente il voto non si cancella. In caso contrario chiamate le autorità competenti e denunciate l‘irregolarità di svolgimento elezioni. Condividete il messaggio. Lo stato si beffa degli ingnoranti… informiamoci …forza!». In realtà, come si spiega ormai ogni volta dal 2013, la differenza tra i due tipi di matite è questa: «la matita normale ha la mina di sola grafite, mentre quella copiativa contiene anche coloranti derivati dall’anilina e dei pigmenti, solubili in acqua. La matita copiativa può essere cancellata solo per abrasione. Diversamente dalle matite di sola grafite, il tratto di matita copiativa svela ogni tentativo di cancellazione tramite solvente, lasciando evidenti macchie sulla carta, essendo quindi immune da una manomissione altrimenti difficile da smascherare. Cancellando con una gomma per cancellare il tratto di una matita copiativa, viene rimossa solo la sua componente in grafite, lasciando visibili i pigmenti». Il ministero dell’Interno ha detto finalmente la sua sul complotto delle matite copiative cancellabili che ha divertito l’Internet in questo pomeriggio a nervi tesi in quanto pre-elettorale. “Le matite cosiddette “copiative” sono indelebili così come, tra l’altro, aveva dichiarato il produttore, Faber-Castell, al Corriere della Sera nel 2013 e sono destinate esclusivamente al voto sulla scheda elettorale”, ha precisato in una nota il Viminale, a seguito delle numerose denunce di elettori che hanno dichiarato di essere riusciti a cancellare con la gomma segni fatti con matite in dotazione ai seggi elettorali, tra cui Piero Pelù.
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“Il ministero dell’Interno, in media ogni anno, ne acquista un certo numero, basandosi sul fabbisogno storico, per rifornire i depositi ed essere in grado di rifornire le Prefetture man mano che manifestano il loro fabbisogno. Nello specifico, quest’anno, – ha reso noto il ministero dell’Interno- il Viminale ha acquistato 130 mila matite dalla ditta Luca srl – aggiudicataria del relativo appalto sul mercato elettronico che, a sua volta, si rifornisce dalla Faber-Castell, direttamente in Germania. Di queste 130 mila, per esempio, quest’anno ne sono state distribuite circa 80 mila per il referendum costituzionale, mentre altre richieste, da parte delle Prefetture, sono state soddisfatte per il referendum sulle trivelle e in occasione delle elezioni amministrative. Le Prefetture, è bene precisare, possono utilizzare anche le matite che sono rimaste in deposito dagli anni precedenti. Si utilizzano matite prodotte dal Faber-Castell almeno da cinque anni”.
Foto copertina da @H8ful_Dren su Twitter