Ieri a Porta a Porta l'ennesimo scontro tra Valeria Ciarambino e Andrea Romano sul caso del consigliere De Robbio. Ma i verbali della sindaca raccontano una storia molto diversa dalle "sintesi" televisive...

Alessandro D'Amato

Perché il MoVimento 5 Stelle ha espulso il consigliere di Quarto Giovanni De Robbio? Valeria Ciarambino ieri da Bruno Vespa è tornata a ribadire che l’espulsione del consigliere che ricattava Rosa Capuozzo è avvenuta per la questione dello stadio di Quarto, fornendo una ricostruzione parziale sul come, in che modo e con quali modalità sia avvenuta. Proprio oggi però la pubblicazione dei verbali di Rosa Capuozzo permettono di ricostruire con sicurezza i contorni della vicenda.


Valeria Ciarambino a Porta a Porta sul caso Quarto di next-quotidiano

Roberto Fico, Rosa Capuozzo e i verbali di Quarto

La Ciarambino, consigliera regionale campana, ha partecipato ieri a Porta a Porta insieme all’onorevole Andrea Romano del Partito Democratico e ha detto che De Robbio è stato espulso “per pressioni politiche. E’ chiaro che era già attenzionato, voleva far gestire lo stadio ai privati, voleva intervenire sugli assessori…”. C’è da ricordare che anche Roberto Fico ha fornito una parte interessante della verità pubblicando gli screenshoot della sua discussione su Whatsapp con Alessandro Nicolais in occasione del famoso video con Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio. Come si vede dalle fotografie, il M5S ha ufficialmente espulso De Robbio per lo Stadio Giarrusso, “che il M5S vuole pubblico come ha dichiarato prima delle elezioni”. Come si vede, nella mail Nicolais fa notare che De Robbio non ha mai però votato contro la pubblicizzazione in un atto ufficiale: “Mancano atti ufficiali che vadano a suffragare le accuse indicate [es: votazioni contrarie in Consiglio rispetto alle decisioni della maggioranza]”

Ma allora com’è andata la storia? Rosa Capuozzo nell’interrogatorio del 14 gennaio scorso fornisce una versione molto più cogente dell’accaduto:

«Ho messo al corrente il Direttorio del M5S per il tramite di Roberto Fico, anzi ricordo che egli partecipò a una riunione verso la metà del mese di luglio nel corso della quale si discusse anche della questione dello stadio e del presidente del consiglio comunale. Nella circostanza dissi a Fico, in separato colloquio, che il De Robbio aveva preso una posizione sicuramente contraria a quelle che erano le linee del movimento. Egli condivise la mia decisione ma non iniziò azioni disciplinari nei confronti del consigliere comunale in quanto non ne ritenne sussistere gli estremi».

Quindi nel luglio la questione dello stadio e la posizione di De Robbio, mai riscontrata in un atto ufficiale, era già conosciuta dal MoVimento 5 Stelle e dall’onorevole Roberto Fico. Che però, a detta della sindaca, non ritenne che sussistessero gli estremi per un intervento. Poi nasce la questione delle famose fotografie dell’abuso edilizio di cui è accusato il marito della Capuozzo, pubblicate dal Mattino di Napoli. Anche qui, cosa succede?

«Ricordo che, trovatami in difficoltà, ne informai Roberto Fico», riferisce Capuozzo. E aggiunge di aver parlato con lui dopo la pubblicazione sul giornale delle foto (sono le immagini dell’abuso pubblicate il 4 novembre 2015 sul quotidiano Il Mattino, ndr). In quella occasione gli raccontai di come dette foto mi fossero state mostrate, prima della loro pubblicazione, dal consigliere De Robbio. Fico mi rassicurò, anche perché dell’argomento si discusse nel corso di una riunione al comune durante la quale io dissi che non avevo nulla da temere. Anche dopo questi colloqui non venne iniziato nei confronti di De Robbio alcun procedimento di espulsione, benché io lo sollecitassi espressamente, sia pure solo verbalmente. Ritornai a fare tale richiesta, che avevo già avanzato in occasione della vicenda dello stadio, quando ci incontrammo in Comune dopo la pubblicazione delle foto per stabilire una linea mediatica di condotta per contrastare la diffamazione di cui ero oggetto»

Ma allora perché è stato espulso De Robbio?

Quando si decise di espellere De Robbio? La sindaca Capuozzo dice: «La procedura, tuttavia, iniziò solo in epoca successiva, quando io feci una richiesta scritta tramite email allo staff. L’incontro con Fico avvenne il 30 novembre e l’espulsione fu decretata il 14 o il 15 dicembre». C’è da ricordare però che quello di De Robbio sulla questione dello stadio, oltre a essere stato segnalato dalla Capuozzo a Fico ed essere contrario ai principi del M5S, è anche uno dei comportamenti indicati nell’inchiesta di Henry John Woodcock per formulare nei suoi confronti l’accusa di tentata estorsione con l’aggravante del metodo mafioso.

In una di queste occasioni, il consigliere si sarebbe presentato con il geometra Intemerato, indicato come persona che custodiva quella foto nella sua cassaforte, e proponendolo come consulente esterno dell’amministrazione comunale nella gestione dei condoni edilizi. In consiglio, poi, De Robbio avrebbe di nuovo preso da parte la Capuozzo per dirle “a quattr’occhi” che sarebbe stato in grado di intervenire su un altro geometra per indurlo a dichiarare il falso riguardo un vecchio sopralluogo nell’abitazione del sindaco. L’obiettivo dell’esponente grillino sarebbe stato quello di condizionare e tenere sotto scacco la Capuozzo per indurla ad affidare la gestione del campo sportivo di Quarto a Cesarano, e provare a intervenire nelle nomine degli assessori e dei capi settore del municipio.

È poi indiscutibilmente vero che questo dialogo ha avuto luogo dopo il 25 novembre, data in cui la Capuozzo è stata ascoltata in procura in riferimento alla faccenda del consigliere De Robbio. In più, Nicolais, che nel messaggio su Whatsapp sembra prendere le difese di De Robbio, dice che «mancano atti ufficiali che vadano a suffragare le accuse indicate [es. votazioni contrarie in consiglio rispetto alle decisioni di maggioranza, e quindi] il provvedimento di sospensione è assolutamente abbisognevole di chiarimenti più dettagliati». La frase è indicativa del fatto che probabilmente De Robbio aveva sollevato questi argomenti (e quindi Nicolais non lo sta difendendo, come poteva sembrare), con ragione visto che Nicolais non indica voti in dissenso di De Robbio a Quarto. Quando le questioni erano “politiche”, come ha detto ieri sera la Ciarambino, nessuno è intervenuto. Quando la Capuozzo è stata convocata dal PM il M5S si è messo in moto.  E questo ci fornisce la certezza che De Robbio è stato espulso non soltanto temporalmente dopo il discorso tra Woodcock e la Capuozzo, ma in conseguenza di questo.

Alessandro D’Amato

Comments: 7
  1. Roberto
    20 gennaio 2016 at 11:56

    Ciao Alessandro, il tempo è galantuomo e il castello accusatorio di ipotesi e complotti avanzato da certi media e avallato da alcuni giornalisti sta cadendo come un castello di carte. Per chi conosce il M5S dall’interno, come il sottoscritto, è stato facile ricostruire cosa fosse successo prima ancora che uscissero tutti i dettagli. Provo a ricostruire a te e ai tuoi lettori la vicenda sperando da una prospettiva diversa, sperando che così vi sia più chiara:

    * il direttorio si occupa, tra le altre cose, anche dei contrasti interni che nascono tra meetup, candidati ed eletti. In particolare il riferimento su questo è Fico. Fico è subissato da richieste di intervento per dirimere controversie la cui natura è, nel 99.99% dei casi, politica. La linea di Fico è di ascoltare e respingerle tutte. E’ rarissimo che vengano accolte richieste di espulsione, probabilmente perché il M5S vuole evitare di esporre troppo il fianco alle critiche su questo versante

    * [ http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/01/20/quarto-capuozzo-allantimafia-chiesi-a-fico-di-espellere-de-robbio-per-problemi-politici-non-per-camorra/467221/ ]. Capuozzo all’Antimafia: “Chiesi a Fico di espellere De Robbio per problemi politici non per camorra”. Capuozzo ha sempre percepito le pressioni di De Robbio come politiche. De Robbio non le ha mai detto che agiva per conto della Camorra (solo il magistrato, che aveva le intercettazioni, lo sapeva). Quando Capuozzo ne parla con Fico e, successivamente, con il pm che la manda a chiamare, parla sì di pressioni, ma politiche

    * Fico applica la tattica di sempre, ovvero la non espulsione per questioni politiche. Le dice esplicitamente che non ci sono i termini per un’espulsione. Capuozzo non gli fornisce elementi determinare per arrivare ad una scelta così drastica. Ma quando Capuozzo viene a conoscenza che De Robbio è stato chiamato dal pm ed è indagato, avvisa Fico: Fico ha finalmente il “valido motivo” per intervenire e quindi già il giorno dopo espelle De Robbio

    Il resto è storia recente. Qui si nota il problema metodologico: sia Fico che Capuozzo sono 2 incorruttibili e ne emergono vincenti. Fico non può espellere qualcuno senza prove e solo sulla base di dissensi (tant’è che altri consiglieri, non sapendo che De Robbio aveva contatti con la camorra, dopo le espulsioni comunque intervengono a difesa del collega, chiedendo motivazioni), Capuozzo da subito si era insospettita e voleva allontanare De Robbio, ma non poteva sapeva chi ci fosse realmente dietro di lui (De Robbio insisteva per farle incontrare imprenditori – così diceva – e Capuozzo rifiutava). La Capuozzo avrà il quadro completo solo a seguito dei diversi colloqui col pm che le sveleranno cosa si nascondeva dietro De Robbio.

    Fico avrebbe dovuto espellere De Robbio già a luglio fidandosi dell’istinto della Capuozzo e in assenza di prove? Facile a dirlo adesso, se l’avesse fatto la verità è che la stampa avrebbe parlato di espulsioni arbitrarie.

    Capuozzo avrebbe dovuto subito denunciare De Robbio? Facile dirlo dopo aver ascoltato le intercettazioni di De Robbio, in realtà la Capuozzo, come confermato dalle intercettazioni e dalla “escalation” di quelle pressioni, considera De Robbio solo un problema politico. Cito Capuozzo: “mi sembrava un guascone, un esibizionista, un prevaricatore, mai mi sarei aspettata tutto questo”. Questo chiarisce ogni aspetto. De Robbio MAI dice alla Capuozzo “mi manda la Camorra”, MAI le si oppone pubblicamente con voti contrari e addirittura presenta inizialmente l’eventuale problema dell’abuso edilizio come qualcosa che lo preoccupa politicamente e solo in quel senso.

    Capuozzo ha operato per conto della mafia? Assolutamente no. A difenderla sono sia Cantone (che ha esaminato tutti gli atti del sindaco) sia Imposimato. E’ evidente che la Capuozzo è parte lesa in questa storia, così come il M5S. Ma è anche evidente che fino alla fine la Capuozzo non solo ha resistito a De Robbio, ma non vedeva l’ora di liberarsene.

    La vicenda, per come si sta delineando, dimostra come gli anticorpi del M5S abbiano funzionato. De Robbio, un insospettabile pluridecorato pubblico ufficiale, è stato isolato come un virus quando incontra le difese immunitarie di un corpo sano. La Capuozzo è stata un ottimo anticorpo, non ha ceduto nonostante De Robbio abbia portato la pressione al massimo. Capuozzo ha pianto con gli altri consiglieri sfogandosi, ha provato a far intervenire il direttorio (che però non aveva abbastanza prove per far partire l’espulsioni) ma è rimasta con la schiena diritta. Lo dicono chiaramente le intercettazioni.

    Capuozzo e il M5S ne escono non bene ma benissimo. L’espulsione è un epilogo triste che si basa su una questione di principio e non di fatto: il principio (difeso da Fico) che in caso di voti della Camorra occorre ridare la parola agli elettori anche se di fatto (si parla di 900 voti) quei voti sono stati del tutto ininfluenti per l’esito delle elezioni e richiesti da un sol consigliere a insaputa degli altri. Difendere il principio è sacrosanto (è intervenuto anche Saviano) anche se allontanare quello che è il sindaco più onesto della storia di Quarto è dura.

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    • 20 gennaio 2016 at 12:12

      Ciao Roberto, bentornato 🙂
      – la Capuozzo a novembre scriveva sms in cui diceva che era stata ricattata da De Robbio al marito e al vicesindaco
      – la Capuozzo oggi non può che dire che si sentiva minacciata da De Robbio perché altrimenti finisce nei guai
      – De Robbio è stato espulso per l’intervento della magistratura
      – De Robbio è stato espulso ufficialmente per essersi schierato per la privatizzazione dello stadio, ma non c’è un solo atto ufficiale in cui De Robbio si è schierato per la privatizzazione dello stadio
      – Quindi De Robbio non è stato espulso quando ha incontrato le difese immunitarie di un corpo sano, ma quando la Capuozzo ha incontrato Woodcock 🙂
      – Per me quindi dalla storia Capuozzo esce malissimo, perché se davvero (e non è vero…) non si è accorta della camorra a Quarto significa che non è particolarmente intuitiva. E da un politico oltre al prerequisito dell’onestà ci si aspetta anche il requisito dell’intelligenza. Di lei si capisce oggi solo che è stata furba
      – Il M5S ne esce male (meglio della Capuozzo, c’è da dirlo) perché nell’occasione è intervenuto soltanto quando la magistratura ha spiegato per filo e per segno alla sindaca cos’era successo, mentre ha tentato di coprire le spalle a De Robbio e alla Capuozzo finché è stato possibile. Poi ha cacciato uno e scaricato l’altra.

      (sul resto, capuozzo che non opera per conto mafia etc, concordo)

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  2. Roberto
    20 gennaio 2016 at 14:51

    Ciao Alessandro, ben ritrovato anche a te. Qualche appunto.

    Ometti di ricordare che prima dell’espulsione De Robbio era stato messo in condizione di non nuocere e le sue richieste ignorate. E’ importante ricordarlo perché l’espulsione è un atto formale, il non accoglimento delle istanze di un “sospetto” è un atto sostanziale.
    Ometti di dire che esiste un problema di prove, senza le quali si incorre nel reato di calunnia (perché questo è un punto fondamentale, non è furbizia del sindaco è la legge che è scritta così).
    Ometti di dire che la Capuozzo era stata dai Carabinieri di Quarto per informarsi delle registrazioni e che De Robbio aveva evitato di incontrarla (fiutando la trappola? qualche soffiata?).
    Ometti di ricordare che alcuni consiglieri hanno difeso De Robbio anche dopo l’espulsione e prima che uscissero le intercettazioni, a dimostrazione del fatto che De Robbio si muoveva in maniera furba, mascherando bene le sue intenzioni e le sue pressioni (ovvero: non entrava in comune con coppola e fucile a canne mozze in mano).
    Ometti di ricordare la reazione della stampa quando è stato espulso il sindaco di Gela (in quel caso non si è dovuto intervenire perché il “sospettato” era proprio il sindaco): dai una scorsa ai titoli, guarda cosa dicono del M5S quando ci sono espulsioni che anticipano eventuali interventi della magistratura e quanto fango ci tirano addosso https://www.google.it/search?q=epurazione+gela+m5s . Lasciamo al M5S la libertà di trovare il giusto compromesso sulle espulsioni, finora non se la sono cavata così male.
    Ometti di citare le reazioni della politica, a partire proprio dal PD e da Renzi, che difendono l’operato del sindaco (evidentemente vittima della situazione), per non parlare della difesa non richiesta fatta a spada tratta da Cantone e da Imposimato, non certo persone che hanno l’abitudine di esporsi per qualcuno.
    Ometti di ricordare la differenza con tutte le altre forze politiche. Dall’accoglimento delle richieste di Saviano, dal plauso alla magistratura, dall’invito ad essere intercettati, dalla richiesta di pubblicare tutte le intercettazioni, dalla pubblicazioni spontanea di tutte le prove scritte (pagine di conversazioni su whatsapp), dall’espulsione di un sindaco che è parte lesa solo perché la Camorra ha dato un contributo non influente per le elezioni e con la consapevolezza di non vincerle in caso di ritorno al voto. Un atteggiamento di questo genere non lo si era mai visto nelle altre forze politiche (forse a tratti nell’IDV), un esempio per tutti.

    Il M5S ha agito bene: il sindaco ha isolato immediatamente De Robbio (ricordiamolo sempre!) e appena la sua posizione si è aggravata (interrogatorio di Woodcock) l’ha espulso, non senza aver tentato invano di procurarsi comunque delle prove. Col senno del poi tutti siamo più bravi, ma con la dovuta prudenza è stato giusto agire così. Se proprio devo avanzare una critica al M5S è quello di aver indicato come causa dell’espulsione l’omessa denuncia del sindaco e non, come invece indicato nella richiesta di dimissioni, il non-richiesto contributo di voti della Camorra (motivazione che trovo giusta per una richiesta di dimissioni). Lì il M5S l’ha fatta fuori dal vaso. Per il resto è impeccabile.

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    • 20 gennaio 2016 at 15:09

      Roberto,
      tutte le cose che scrivi cominciando con “ometti” sono tutte ragioni a favore della Capuozzo. Ma allora perché è stata espulsa la Capuozzo? 🙂
      Nel merito:
      – l’unico modo di mettere De Robbio in condizioni di non nuocere era cacciarlo. Questo è stato fatto dopo l’intervento della magistratura
      – La calunnia è il reato di chi accusa di un reato qualcun altro davanti all’autorità giudiziaria sapendolo in realtà innocente. L’onere della prova della malafede nell’accusa compete all’autorità giudiziaria (o all’accusato innocente). Nella fattispecie come avrebbe mai potuto qualcuno dimostrare l’eventuale malafede della Capuozzo?
      – non conoscevo l’episodio
      – In realtà che Nicolais sembrasse difendere De Robbio nell’sms pubblicato da Fico io l’ho scritto 🙂 Ma più che una difesa, a me l’osservazione di Nicolais pare intelligente: De Robbio è stato accusato di aver parteggiato per i privati nella storia dello stadio senza che in nessun atto pubblico abbia mai votato in maniera difforme al M5S sul punto. Ecco perché se il motivo è il comportamento riguardo lo stadio poteva essere espulso a luglio. Ma noi sappiamo che in realtà è l’indagine che ha determinato l’espulsione di De Robbio
      – Concordo sul fatto che il PD la butti in caciara sulle espulsioni del M5S; e infatti noi qui di quello che dice il PD sul M5S normalmente ce ne freghiamo 🙂
      – Come sopra: quello di Renzi è un calcolo politico, difende la sindaca per attaccare il M5S. In realtà noi sappiamo che a Roma ha fatto cacciare un sindaco regolarmente eletto e che avrebbe dovuto “rispondere ai cittadini” esattamente come la Capuozzo a Quarto
      – Vero, ma io ho sollevato altri punti.

      E ora, che io ho risposto sulle mie omissioni, mi aspetto che tu risponda sui miei punti 😉 E’ vero o non è vero che:

      – la Capuozzo a novembre scriveva sms in cui diceva che era stata ricattata da De Robbio al marito e al vicesindaco
      – la Capuozzo oggi non può che dire che si sentiva minacciata da De Robbio perché altrimenti finisce nei guai
      – De Robbio è stato espulso per l’intervento della magistratura
      – De Robbio è stato espulso ufficialmente per essersi schierato per la privatizzazione dello stadio, ma non c’è un solo atto ufficiale in cui De Robbio si è schierato per la privatizzazione dello stadio
      – Quindi De Robbio non è stato espulso quando ha incontrato le difese immunitarie di un corpo sano, ma quando la Capuozzo ha incontrato Woodcock 🙂
      – Per me quindi dalla storia Capuozzo esce malissimo, perché se davvero (e non è vero…) non si è accorta della camorra a Quarto significa che non è particolarmente intuitiva. E da un politico oltre al prerequisito dell’onestà ci si aspetta anche il requisito dell’intelligenza. Di lei si capisce oggi solo che è stata furba
      – Il M5S ne esce male (meglio della Capuozzo, c’è da dirlo) perché nell’occasione è intervenuto soltanto quando la magistratura ha spiegato per filo e per segno alla sindaca cos’era successo, mentre ha tentato di coprire le spalle a De Robbio e alla Capuozzo finché è stato possibile. Poi ha cacciato uno e scaricato l’altra.

      Grazie comunque della discussione seria, pacata e argomentata nel merito, come dovrebbero essere tutte le discussioni su internet 😉

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  3. Roberto
    20 gennaio 2016 at 15:54

    Ciao Alessandro, ti rispondo volentieri 🙂

    > l’unico modo di mettere De Robbio in condizioni di non nuocere era cacciarlo. Questo è stato fatto dopo l’intervento della magistratura

    Certo, perché l’espulsione è sempre arbitraria (vedi caso Gela). Mancava una pistola fumante. E comunque il M5S non era preoccupato perché un consigliere “sospetto” quando è isolato non può far danni.

    > La calunnia è il reato di chi accusa di un reato qualcun altro davanti all’autorità giudiziaria sapendolo in realtà innocente. L’onere della prova della malafede nell’accusa compete all’autorità giudiziaria (o all’accusato innocente). Nella fattispecie come avrebbe mai potuto qualcuno dimostrare l’eventuale malafede della Capuozzo?

    La calunnia sussiste ex art. 368 C.P., in base al quale chiunque con denuncia, querela o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, e` punito con la reclusione da due a sei anni. Capuozzo avrebbe potuto riferire solo di ricatti verbali senza prove (non aveva ancora registrazioni, ma si stava attrezzando per procurarsele): De Robbio avrebbe avuto gioco facile a dire che il ricatto era inventato, che lui sosteneva pubblicamente di privatizzare lo stadio e che era solo preoccupato per l’abuso edilizio del sindaco che invitava a denunciare. Avrebbe avuto gioco facile a dire che il sindaco così facendo voleva fare a tutti costi fuori un onesto consigliere preoccupato di un abuso commesso dal marito del sindaco: tant’è che il sindaco aveva già fatto pressioni presso il direttorio per la sua espulsioni, pressioni non accolte. E di questo fantomatico ricatto nessuna prova. Anzi: se De Robbio si intesta l’invio della documentazione al Mattino, che ha pubblicato l’articolo, a maggior ragione cade l’accusa di ricatto. Come si può ricattare qualcuno di un fatto che è di dominio pubblico? Quali armi in più aveva De Robbio per ricattare il sindaco? Come vedi il sindaco non è stato furbo ma solo intelligente a non beccarsi una denuncia per calunnia (che tra l’altro per la Severino l’avrebbe anche fatta interdire dal suo uffizio)

    > non conoscevo l’episodio

    Ok

    > In realtà che Nicolais sembrasse difendere De Robbio nell’sms pubblicato da Fico io l’ho scritto 🙂 Ma più che una difesa, a me l’osservazione di Nicolais pare intelligente: De Robbio è stato accusato di aver parteggiato per i privati nella storia dello stadio senza che in nessun atto pubblico abbia mai votato in maniera difforme al M5S sul punto. Ecco perché se il motivo è il comportamento riguardo lo stadio poteva essere espulso a luglio. Ma noi sappiamo che in realtà è l’indagine che ha determinato l’espulsione di De Robbio

    Certo perché De Robbio non è così imbecille da andare in scritto con la felpa “camorrista”. Lui sa benissimo che uno così nel M5S lo prendono a calci in culo. Lui ha dovuto lavorare di fino, senza farsi “sgamare”, tanto che i suoi consiglieri non sospettavano di lui. Il momento in cui lui agiva è quelle rare occasioni in cui prendeva il sindaco da parte e mostrava il suo volto sempre più feroce, tanto che a novembre, come ricordi, il sindaco si dice spaventato. Probabilmente il sindaco inizialmente associava quell’acredine alle sue iniziali richieste di espulsioni: poi si rende conto che c’è dell’altro, ma De Robbio è bravo a fare la faccia feroce solo quando i 2 sono faccia a faccia. Tanto che gli altri consiglieri, se non quelli contattati telefonicamente dal sindaco (con cui lei si sfoga), non percepiscono il pericolo

    > Concordo sul fatto che il PD la butti in caciara sulle espulsioni del M5S; e infatti noi qui di quello che dice il PD sul M5S normalmente ce ne freghiamo 🙂

    Te ne do atto, ho verificato i vostri articoli sulla vicenda Gela e sono asciutti, bravi 🙂 Però puoi ben immaginare le critiche che l’elettore medio ci fa, confondendo una espulsione “anticipatoria” come una epurazione.

    > Come sopra: quello di Renzi è un calcolo politico, difende la sindaca per attaccare il M5S. In realtà noi sappiamo che a Roma ha fatto cacciare un sindaco regolarmente eletto e che avrebbe dovuto “rispondere ai cittadini” esattamente come la Capuozzo a Quarto

    Se è per questo dovrebbe ancora parlarci dei suoi scontrini o di tutti i finanziatori della sua Fondazione. E poi a Renzi i condannati piacciono proprio: oggi hanno dovuto subire lo smacco che un loro candidato a direttore generale, Marco Pucci, già condannato di omicidio colposo per la morte dei sette operai della ThyssenKrupp, li ha mollati perché giustamente preferisce attendere l’esito del suo ricorso. Con Renzi siamo al punto che le lezioni di dignità arrivano dai condannati candidati e non da chi, proprio perché condannati, li sceglie. Ci rendiamo conto della differenza tra questi signori e il M5S?

    > Vero, ma io ho sollevato altri punti.

    Rispondo anche a quelli:

    > la Capuozzo a novembre scriveva sms in cui diceva che era stata ricattata da De Robbio al marito e al vicesindaco

    Ricatto politico lecito o no? Ha le prove? Vedi la mia analisi di inizio commento

    > la Capuozzo oggi non può che dire che si sentiva minacciata da De Robbio perché altrimenti finisce nei guai

    Concordo. E QUI TI BECCO IN CASTAGNA 😀 😀 😀 Tu che faresti? Ti pare possibile che un sindaco sia obbligato ad autocondannarsi per calunnia quando non ha in mano uno straccio di prova (che pure ha cercato di procurarsi in modo intelligente)? Chiaro che senza prove è obbligata a derubricare il ricatto a ricatto politico. Ma di cosa parliamo? Ma per favore! Chissà quanti politici e potenti hanno avvicinato negli anni Falcone e Borsellino con proposte “oscene”: senza un registratore e senza prove che cavolo vuoi denunciare? Ma tu nella storia politica italiana hai mai sentito di uno che denuncia ricatti senza prove? Ma sono certo che se vai dai carabinieri a denunciare qualcosa del genere loro sono i primi ad avvisarti che senza prove poi si rischia la condanna per calunnia! Ora ti chiamo a telefono, ti minaccio e poi voglio vedere se mi denunci o no … AHHAHAHAHAHAH – STO SCHERZANDO –

    > De Robbio è stato espulso per l’intervento della magistratura

    Sì, perché la sua posizione si è aggravata e solo allora il M5S ha avuto in mano qualcosa di concreto per l’espulsione. Altrimenti avremmo avuto un ennesimo caso mediatico di “epurazione”

    > De Robbio è stato espulso ufficialmente per essersi schierato per la privatizzazione dello stadio, ma non c’è un solo atto ufficiale in cui De Robbio si è schierato per la privatizzazione dello stadio

    Sono certo che tutti gli altri consiglieri potranno concordare che quelle posizioni erano state espresse. Il consigliere che obietta scrivendo al direttorio in realtà vuole evidenziare che una cosa sono le opinioni dette a voce, un’altra le votazioni (anche qui la furbizia di De Robbio di coprire le proprie tracce evitando errori formali ufficiali a lui imputabili). Anzi, ci sta che esca fuori anche una votazione di De Robbio contraria all’affidamento al privato, nonostante a voce sostenesse il contrario. Qui ti do una imbeccata (ma forse te ne sarai già accorto): nel M5S manca l’espulsione per “mancata fiducia” verso la persona. Quindi quando la si espelle lo si fa tirando per la giacchetta il regolamento ufficiale (anche per questo non sempre si ricorre al voto online). Anche il sindaco di Gela è stato espulso per motivi “minori”, per piccole violazioni formali: certo non potevano scrivere nero su bianco “non ci fidiamo più di lui, secondo noi è passato col lato oscuro della Forza”. Ma lo stesso criterio è stato adottato anche verso quei parlamentari che poi sono migrati verso altri lidi (le mancate rendicontazioni sono cose vere ma sono delle scuse, altrimenti sarebbe bastata una mail di avviso di regolarizzare). Di fatto il 99% degli espulsi sono persone di cui non ci si fidava per n motivi, anche se ti concedo che c’è un 1% di espulsioni di soli dissidenti politici perfettamente onesti. Ma questo è un altro tema.

    > Quindi De Robbio non è stato espulso quando ha incontrato le difese immunitarie di un corpo sano, ma quando la Capuozzo ha incontrato Woodcock

    E’ stato isolato subito dalla Capuozzo già a luglio (Capuozzo ne aveva già chiesta l’espulsione e l’aveva di fatto isolato) ma per il direttorio occorrevano prove: l’interrogatorio di Woodcock è bastato come prova per avallare la decisione (cui, ribadisco, comunque qualche consigliere ancora all’oscuro di tutto si è opposto/ha chiesto chiarimenti)

    > Per me quindi dalla storia Capuozzo esce malissimo, perché se davvero (e non è vero…) non si è accorta della camorra a Quarto significa che non è particolarmente intuitiva. E da un politico oltre al prerequisito dell’onestà ci si aspetta anche il requisito dell’intelligenza. Di lei si capisce oggi solo che è stata furba

    Ti ho già risposto sul punto. De Robbio è stato isolato già a giugno, ovvero subito, quindi la Capuozzo l’aveva subito marcato come mela marcia. Brava (riconosciglielo, per favore!) e brava 2 volte per non aver ceduto (applausi a scena aperta!). Per formalizzare l’allontamento con l’espulsione c’è stato bisogno di una interrogazione da parte di un pm.

    > Il M5S ne esce male (meglio della Capuozzo, c’è da dirlo) perché nell’occasione è intervenuto soltanto quando la magistratura ha spiegato per filo e per segno alla sindaca cos’era successo, mentre ha tentato di coprire le spalle a De Robbio e alla Capuozzo finché è stato possibile. Poi ha cacciato uno e scaricato l’altra.

    Non poteva intervenire prima! Allora ti domando: i 4 consiglieri espulsi a Livorno che contestavano Nogarin lavoravano per la criminalità? Vuoi un elenco degli altri comuni dove i consiglieri non vanno d’accordo? Come fai a sapere sempre cosa c’è sotto?
    A latere, ti faccio una previsione non uscita sui giornali: De Robbio aveva l’appoggio umano (ora l’ha perso del tutto) di altri consiglieri (tra cui Nicolais). Te lo dico perché diversamente la Capuozzo avrebbe potuto agire d’impeto ed espellerlo dal gruppo consiliare senza aspettare il direttorio, come fatto da Pizzarotti a Parma. Ma non l’ha fatto perché De Robbio era bravo a nascondere i suoi reali fini agli occhi degli altri. Uscite le intercettazioni, i consiglieri hanno mollato De Robbio e hanno sacrificato l’appartenenza al M5S pur di aiutare il loro sindaco, chiaramente parte lesa.
    Detto ciò, il M5S non ha scaricato la Capuozzo. Le ha chiesto di dimettersi perché il voto era inquinato dalla Camorra (ricordiamoci sempre l’appello di Saviano) ma le ha riproposto la candidatura. Preso atto che la Capuozzo non si sarebbe dimessa, l’ha scaricata subito (e, anche se umanamente dispiace, ha fatto bene a difendere il principio, altrimenti con i “casi particolari” si finisce come negli altri partiti). E qui è scivolato sulla buccia di banana dell’omessa denuncia: bastava e avanzava come motivazione il voto della Camorra, non c’entra nulla l’omessa denuncia (che a quel punto ha solleticato le penne fantasiose della stampa). Però la richiesta di dimissioni con proposta di ricandidatura c’era tutta ed era una proposta onorevole: il M5S non ha “black star” nel suo firmamento e i princìpi valgono più delle persone.

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    • 20 gennaio 2016 at 17:11

      Certo, perché l’espulsione è sempre arbitraria (vedi caso Gela). Mancava una pistola fumante.

      Grazie per aver ricordato che l’espulsione è sempre arbitraria, ma in alcuni casi è più arbitraria di altri. E alcune volte si agisce, altre no 🙂

      La calunnia sussiste ex art. 368 C.P., in base al quale chiunque con denuncia, querela o istanza, anche se anonima o sotto falso nome, diretta all’Autorità giudiziaria o ad altra autorità che a quella abbia obbligo di riferirne, incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, e` punito con la reclusione da due a sei anni. Capuozzo avrebbe potuto riferire solo di ricatti verbali senza prove (non aveva ancora registrazioni, ma si stava attrezzando per procurarsele): De Robbio avrebbe avuto gioco facile a dire che il ricatto era inventato, che lui sosteneva pubblicamente di privatizzare lo stadio e che era solo preoccupato per l’abuso edilizio del sindaco che invitava a denunciare. Avrebbe avuto gioco facile a dire che il sindaco così facendo voleva fare a tutti costi fuori un onesto consigliere preoccupato di un abuso commesso dal marito del sindaco: tant’è che il sindaco aveva già fatto pressioni presso il direttorio per la sua espulsioni, pressioni non accolte. E di questo fantomatico ricatto nessuna prova. Anzi: se De Robbio si intesta l’invio della documentazione al Mattino, che ha pubblicato l’articolo, a maggior ragione cade l’accusa di ricatto. Come si può ricattare qualcuno di un fatto che è di dominio pubblico? Quali armi in più aveva De Robbio per ricattare il sindaco? Come vedi il sindaco non è stato furbo ma solo intelligente a non beccarsi una denuncia per calunnia (che tra l’altro per la Severino l’avrebbe anche fatta interdire dal suo uffizio)

      Proprio no. Nel caso in oggetto stai parlando di un’accusa di calunnia. Se De Robbio avesse risposto come dici tu, non ci sarebbe stata alcuna prova della malafede della sindaca. Quindi, come vedi, l’elemento della malafede nell’eventuale accusa non rileverebbe. Grazie per avermelo confermato.

      Stai

      Certo perché De Robbio non è così imbecille da andare in scritto con la felpa “camorrista”. Lui sa benissimo che uno così nel M5S lo prendono a calci in culo. Lui ha dovuto lavorare di fino, senza farsi “sgamare”, tanto che i suoi consiglieri non sospettavano di lui. Il momento in cui lui agiva è quelle rare occasioni in cui prendeva il sindaco da parte e mostrava il suo volto sempre più feroce, tanto che a novembre, come ricordi, il sindaco si dice spaventato. Probabilmente il sindaco inizialmente associava quell’acredine alle sue iniziali richieste di espulsioni: poi si rende conto che c’è dell’altro, ma De Robbio è bravo a fare la faccia feroce solo quando i 2 sono faccia a faccia. Tanto che gli altri consiglieri, se non quelli contattati telefonicamente dal sindaco (con cui lei si sfoga), non percepiscono il pericolo

      Questo è falso 🙂 La sindaca racconta di episodi con tanto di testimoni nelle circostanze.

      Te ne do atto, ho verificato i vostri articoli sulla vicenda Gela e sono asciutti, bravi 🙂 Però puoi ben immaginare le critiche che l’elettore medio ci fa, confondendo una espulsione “anticipatoria” come una epurazione.

      Bene, e già che ci stai dammi atto che in alcune di queste occasioni i 5 Stelle agiscono fregandosene di quello che potrebbero pensare gli altri, in altri no. Chissà perché 😉

      Se è per questo dovrebbe ancora parlarci dei suoi scontrini o di tutti i finanziatori della sua Fondazione. E poi a Renzi i condannati piacciono proprio: oggi hanno dovuto subire lo smacco che un loro candidato a direttore generale, Marco Pucci, già condannato di omicidio colposo per la morte dei sette operai della ThyssenKrupp, li ha mollati perché giustamente preferisce attendere l’esito del suo ricorso. Con Renzi siamo al punto che le lezioni di dignità arrivano dai condannati candidati e non da chi, proprio perché condannati, li sceglie. Ci rendiamo conto della differenza tra questi signori e il M5S?

      Mi rendo conto che questo è off topic 🙂

      Ricatto politico lecito o no? Ha le prove? Vedi la mia analisi di inizio commento

      Se qualcuno mi ricatta non è lecito, i sofismi sul ricatto politico o no li lascerei a un partito come il PD, mica agli incorruttibili 5 Stelle 🙂
      > la Capuozzo oggi non può che dire che si sentiva minacciata da De Robbio perché altrimenti finisce nei guai

      Concordo. E QUI TI BECCO IN CASTAGNA 😀 😀 😀 Tu che faresti? Ti pare possibile che un sindaco sia obbligato ad autocondannarsi per calunnia quando non ha in mano uno straccio di prova (che pure ha cercato di procurarsi in modo intelligente)? Chiaro che senza prove è obbligata a derubricare il ricatto a ricatto politico. Ma di cosa parliamo? Ma per favore! Chissà quanti politici e potenti hanno avvicinato negli anni Falcone e Borsellino con proposte “oscene”: senza un registratore e senza prove che cavolo vuoi denunciare? Ma tu nella storia politica italiana hai mai sentito di uno che denuncia ricatti senza prove? Ma sono certo che se vai dai carabinieri a denunciare qualcosa del genere loro sono i primi ad avvisarti che senza prove poi si rischia la condanna per calunnia! Ora ti chiamo a telefono, ti minaccio e poi voglio vedere se mi denunci o no … AHHAHAHAHAHAH – STO SCHERZANDO –

      Non mi prendi in castagna. Continui a fare un processo nella tua testa in cui automaticamente la sindaca, che a posteriori – si è scoperto – avrebbe avuto ragione, a priori viene condannata per calunnia di uno che è un camorrista. E perché avrebbe dovuto denunciare un ricatto politico quando in una testimonianza ha proprio detto che aveva paura che De Robbio arrivasse alle mani, ad esempio?

      Sì, perché la sua posizione si è aggravata e solo allora il M5S ha avuto in mano qualcosa di concreto per l’espulsione. Altrimenti avremmo avuto un ennesimo caso mediatico di “epurazione”

      Ma il M5S non si è preoccupato di epurare 3 consiglieri a Livorno e centinaia di iscritti negli ultimi anni. Come mai si preoccupa di Quarto?

      Sono certo che tutti gli altri consiglieri potranno concordare che quelle posizioni erano state espresse. Il consigliere che obietta scrivendo al direttorio in realtà vuole evidenziare che una cosa sono le opinioni dette a voce, un’altra le votazioni (anche qui la furbizia di De Robbio di coprire le proprie tracce evitando errori formali ufficiali a lui imputabili). Anzi, ci sta che esca fuori anche una votazione di De Robbio contraria all’affidamento al privato, nonostante a voce sostenesse il contrario. Qui ti do una imbeccata (ma forse te ne sarai già accorto): nel M5S manca l’espulsione per “mancata fiducia” verso la persona. Quindi quando la si espelle lo si fa tirando per la giacchetta il regolamento ufficiale (anche per questo non sempre si ricorre al voto online). Anche il sindaco di Gela è stato espulso per motivi “minori”, per piccole violazioni formali: certo non potevano scrivere nero su bianco “non ci fidiamo più di lui, secondo noi è passato col lato oscuro della Forza”. Ma lo stesso criterio è stato adottato anche verso quei parlamentari che poi sono migrati verso altri lidi (le mancate rendicontazioni sono cose vere ma sono delle scuse, altrimenti sarebbe bastata una mail di avviso di regolarizzare). Di fatto il 99% degli espulsi sono persone di cui non ci si fidava per n motivi, anche se ti concedo che c’è un 1% di espulsioni di soli dissidenti politici perfettamente onesti. Ma questo è un altro tema.

      Grazie per aver confermato che De Robbio non è stato espulso per i motivi che la sindaca aveva sollevato a luglio e per i motivi scritti nella lettera di espulsione. Io lo sapevo già 🙂

      Ti ho già risposto sul punto. De Robbio è stato isolato già a giugno, ovvero subito, quindi la Capuozzo l’aveva subito marcato come mela marcia. Brava (riconosciglielo, per favore!) e brava 2 volte per non aver ceduto (applausi a scena aperta!). Per formalizzare l’allontamento con l’espulsione c’è stato bisogno di una interrogazione da parte di un pm.

      Io non devo riconoscere alla Capuozzo di essere stata brava. E’ il M5S che deve spiegare perché ha espulso una brava, semmai 🙂

      Non poteva intervenire prima! Allora ti domando: i 4 consiglieri espulsi a Livorno che contestavano Nogarin lavoravano per la criminalità? Vuoi un elenco degli altri comuni dove i consiglieri non vanno d’accordo? Come fai a sapere sempre cosa c’è sotto?

      Come fai? Indaghi e lo scopri, se hai davvero voglia di fare il garante. Se invece vuoi ricoprire la merda sperando che non esca finché non vieni colto in castagna, fai come Fico eDi Maio.

      Detto ciò, il M5S non ha scaricato la Capuozzo. Le ha chiesto di dimettersi perché il voto era inquinato dalla Camorra (ricordiamoci sempre l’appello di Saviano) ma le ha riproposto la candidatura.

      In verità, il M5S ha sostenuto che i voti della camorra non erano decisivi. Poi ha cambiato idea. 🙂

      Preso atto che la Capuozzo non si sarebbe dimessa, l’ha scaricata subito (e, anche se umanamente dispiace, ha fatto bene a difendere il principio, altrimenti con i “casi particolari” si finisce come negli altri partiti).

      Veramente il M5S non ha chiesto le dimissioni della Capuozzo subito, ma l’ha prima difesa. Poi, quando la posizione è diventata insostenibile, l’ha cacciata. E siccome non è possibile sostenere che ci abbia azzeccato sempre, almeno in una delle due occasioni ha sbagliato 🙂

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  4. Roberto
    20 gennaio 2016 at 18:38

    Per la controdenuncia forse hai ragione ma mia moglie difende da qualche mese un blogger che ha videoripreso il pestaggio da lui subito, avvenuto senza alcun motivo (la cosa ha avuto rilievo anche sui media locali, con tanto di video del pestaggio), e che a seguito di denuncia è stato controdenunciato senza alcun motivo. Se vuoi ti mando i riferimenti di questo caso in privato. Nel video si vede il tipo pestare all’improvviso la vittima, con tanto di audio e riprese nitide in primo piano: pensa che l’avvocato del video è riuscito a far rimuovere il video del pestaggio non solo dai media locali ma anche da YouTube. Pensa te: uno viene pestato con tanto di video e ora si trova a dover sostenere una controquerela. Così va il mondo. Pensa ora se neanche ce l’avesse avuto il video e se si fosse presentato dai carabinieri senza alcuna prova come sarebbe andata a finire … Anch’io al posto della Capuozzo senza prove eviterei di espormi: un conto è la teoria, poi nei tribunali la realtà è un’altra …

    Tornando alla Capuozzo, il M5S l’ha difesa fintanto che non ha avuto contezza che De Robbio aveva trattato con la Camorra per avere i voti, cosa che è emersa solo successivamente dalle infiltrazioni. Tant’è che subito dopo Saviano ha scritto e subito il M5S ha detto che avrebbe preso in analisi attentamente il caso e la richiesta di Saviano. Fatte le sue riflessioni e alla luce del quadro che veniva sempre più chiarito dal flusso di intercettazioni (tant’è che tutti noi elettori e voi giornalisti abbiamo potuto farci un’idea precisa quando sono emersi tutti gli elementi), il M5S ha chiesto al sindaco le dimissioni, non adducendo a lei nessuna colpa e anzi invitandola a ricandidarsi. Il sindaco ha rigettato la richiesta con un video autoassolutorio costringendo di fatto il M5S a scaricarla del tutto e subito, essendo passato fin troppo tempo: l’ha fatto secondo me con una motivazione errata, ovvero non per voto camorristico ma accusando il sindaco di non aver dichiarato le pressioni, ma al di là di questa sbavatura il comportamento è coerente, probabilmente non fulmineo ma coerente.

    Tanto vale ricordare che il M5S ha espulso un sindaco che neanche è indagato e che anzi dalle intercettazioni emerge come un baluardo contro la Camorra, una decisione che non può essere presa alla leggera: ancora adesso c’è, anche nella base ma non solo (leggi il post di Imposimato), chi pensa che il sindaco andava difeso e l’espulsione fosse sbagliata. PERDONACI se ci abbiamo messo più di 24 per decidere :)))) Tu parli di posizione che diventava insostenibile, io parlo di sacrosanta riflessione di un quadro che è andato delineandosi grazie alle intercettazioni in cui un sindaco (che ancora oggi rischia ritorsioni dalla Camorra per il suo coraggio e la sua integrità) è parte lesa in tutta evidenza e che va dimesso non per colpe sue ma per difendere un principio. Beato te che impieghi 24 ore a prendere decisioni così! Il M5S non si fa dettare la linea dai media, a Gela il sindaco l’abbiamo espulso senza che sui giornali uscisse mezza notizia contro di lui, fatte le dovute considerazioni interne anche lì (non certo in 24 ore). La difficoltà di decidere su questo caso è, come ti ho scritto, dovuta dal fatto che – perdona la sconsiderata blasfemia ma forse solo così riesco a spiegartelo – “abbiamo dovuto chiedere le dimissioni di Gesù perché l’apostolo Giuda è stato sorpreso a fare affari loschi a insaputa di tutti gli altri”. Ti rendi conto, vero, di quanto sia sofferta questa decisione e quanto ci abbia lacerato dentro? Ci avrebbe lacerato uguale anche se la stampa non avesse detto mezza parola, fidati …

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