Cultura e scienze

Coronavirus e cura del sangue: quante persone si possono curare con il plasma di un convalescente

Giustina De Silvestro dell’Unità immunotrasfusionale di Padova oggi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera per parlare della plasmaferesi per il Coronavirus SARS-COV-2 e per COVID-19 e delle possibili applicazioni della cura del sangue, chiarendo anche quante persone si possono curare con il plasma di un convalescente e quanto è difficile produrlo

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Giustina De Silvestro dell’Unità immunotrasfusionale di Padova oggi ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera per parlare della plasmaferesi per il Coronavirus SARS-COV-2 e per COVID-19 e delle possibili applicazioni della cura del sangue, chiarendo anche quante persone si possono curare con il plasma di un convalescente e quanto è difficile produrlo:

«I risultati avuti fin qui sono incoraggianti, sì, anche se sono la prima a dire che non potrà essere una terapia risolutiva. È una risposta alla malattia e per ora non ce ne sono altre. Troveremo farmaci che impediranno la replicazione del virus, ma oggi terapie specifiche non ne abbiamo, e avere a disposizione il plasma diventa importante».

Su quanti donatori potete contare?
«Abbiamo in lista —cioè che hanno già donato o sono in programma per farlo—140 ex pazienti, ma il nostro protocollo ne prevede fino a 300 e il numero può crescere. Finora hanno fisicamente donato una cinquantina di persone e di 30 abbiamo già le sacche di plasma. Preleviamo 600 millilitri da ogni donatore e dividiamo in tre dosi da 200».

Con il plasma di ciascuno quanti malati potete curare?
«Dipende dalla quantità di anticorpi che il donatore ha sviluppato. Se ne ha una quantità elevata una singola persona può essere sufficiente per aiutare un malato».

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Infografica dell’ANBI

Per quanto tempo si può conservare il plasma?
«Può restare nei congelatori per alcuni anni, sicuramente almeno due. È un prodotto testato, sicuro, prelevato con criteri scientifici rigorosissimi e secondo diverse appartenenze di gruppi sanguigni. È materia preziosa».

Virologi e immunologi temono molto una nuova ondata epidemica in autunno. In quale scenario lei immagina oggi di esaurire le sue scorte di plasma? 
«Su questo non ho risposte. È un grande punto di domanda per tutti e la risposta dipenderà da come si comporterà ciascuno di noi».

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