Opinioni

Quando Renzi voleva spaccare le gambe a Sallusti

Alessandro Sallusti racconta oggi sul Giornale una curiosa minaccia ricevuta, dice lui, da Matteo Renzi un annetto fa, ovvero l’ultima volta che, secondo il direttore del Giornale, si sono sentiti al telefono:
matteo renzi sallusti

«Io sono io, e voi non siete un c…». Dal Marchese del Grillo, Alberto Sordi, siamo passati al Marchese del Grullo, Matteo Renzi. Stessa arroganza, stessa prepotenza avvicinano il premier e la sua corte all’aristocratico che maramaldeggiava nella Roma papalina del Settecento e che Mario Monicelli ha reso immortale nel celebre film. Oggi non siamo in Vaticano ma alla Leopolda, l’ex stazione ferroviaria di Firenze dove da anni Matteo Renzi raduna la sua corte per celebrare se stesso. Una passerella egocentrica e blindata sulla quale sfilano giullari e cortigiani per decantare le presunte doti del capo e di se stessi. Chi è fuori, chi non si allinea, è trattato e descritto come un reietto. I giornali che hanno osato criticare il governo – tra i quali il nostro – sono esposti in bella vista in una gogna pubblica e al centro di un nuovo gioco di società dal titolo «Vota il peggiore». Non mi sorprende questo esercizio di democrazia. Esattamente un anno fa- a tanto risale l’ultima volta che ci siamo sentiti al telefono – Matteo Renzi mi minacciò per una notizia che lo riguardava, pubblicata sul nostro sito: «Guarda – mi disse – che vengo sotto casa e ti spacco le gambe»

Curiosamente, Sallusti non dice quale fosse la notizia che ha fatto arrabbiare Renzi un anno fa. Conoscendo il tipo, è facile che fosse una bufala.