Opinioni

Il poliziotto indagato per odio razziale

Un agente di polizia che lavora a Prato è indagato per odio razziale a causa di alcuni post pubblicati sul Facebook e indirizzati alla vedova di Emmanuel Namdi e alla presidente della Camera Laura Boldrini. Ne parla Repubblica:

Sulla scia della segnalazione fatta partire dalla questura, il procuratore di Prato Giuseppe Nicolosi lo ha iscritto sul registro degli indagati con una pesante ipotesi d’accusa. A stretto giro, la questura ha deciso di spostarlo in un ufficio amministrativo, lontano da ruoli operativi. «Si tratta di una misura presa anche a sua tutela – spiega il questore Paolo Rossi- ha tutto il diritto di chiarire la sua posizione. Di certo è stato commesso un reato, sono frasi gravissime, irripetibili. Lunedì apriremo anche il procedimento disciplinare».
Gli accertamenti, delegati alla squadra mobile e alla polizia postale, vanno ora avanti per chiarire una vicenda dai contorni inquietanti. Gli investigatori dovranno stabilire in particolare se il profilo appartenga effettivamente al poliziotto: in caso contrario, le ipotesi riguardano un furto d’identità, un hackeraggio o uno scherzo di cattivo gusto ai danni del proprietario della pagina. Durissimi i post, poi rimossi, finiti nel mirino della Procura.

amedeo mancini fermo emmanuel chidi namdi - 3

«Giustizia è stata fatta e quella donna, nera bianca o gialla che sia deve essere incriminata e lasciata alla sua vita inutile», il primo messaggio incendiario pubblicato sulla pagina Facebook del presunto agente, lo scorso 14 luglio, a commento di un articolo di stampa in cui si parlava della presunta nuova versione di Chinyery sui fatti che hanno portato alla morte del marito.
Ancora peggiori, se possibile, i commenti sessisti dedicati alla presidente della Camera, che al funerale del ragazzo nigeriano era intervenuta con un messaggio di solidarietà: a Boldrini, l’autore augura violenza e morte, in un escalation di odio. A nulla servono le proteste di alcuni utenti. Lui torna alla carica con parole ancora più pesanti, senza freni. Un delirio che col passare delle ore rimbalza in tutta la città, fino a raggiungere gli uffici della questura e far scattare le indagini.