Opinioni

Pietro Mennea contro le Olimpiadi a Roma? La vedova dice di no

In questi giorni il MoVimento 5 Stelle ha utilizzato il libro “I costi delle Olimpiadi”, scritto nel 2012 da Pietro Mennea, per argomentare la propria contrarietà alle Olimpiadi a Roma. Manuela Olivieri, vedova del campione scomparso nel 2013, ha preso carta e penna e ha scritto al presidente del Coni Giovanni Malagò per contestare l’arruolamento di Mennea:

Il principale testo utilizzato per sostenere la tesi di una sua contrarietà ai giochi è il libro «I costi delle Olimpiadi», scritto nel 2012. Un volume nel quale denunciava il rischio di speculazioni sulle possibili Olimpiadi annunciate per il 2020. E proprio da questo elemento parte la lettera della Olivieri: «Immagino, caro Giovanni, che il tuo disappunto non sia inferiore al mio. In considerazione dei rapporti che avevi con Pietro, l’impegno che aveva messo per la tua elezione e, soprattutto, l’affetto e la stima reciproca che vi legava, è facile immaginare come sia stato pesante accettare l’utilizzo di quanto Pietro ha detto e scritto a proposito della candidatura di Roma 2024, su cui Pietro non si è mai espresso, perché mai lo ha potuto fare, a causa della sua prematura scomparsa».

sondaggio tempo olimpiadi
Il sondaggio di Datamedia sulle Olimpiadi a Roma (Il Tempo, 17 giugno 2016)

E questo è l’elemento principale: «Nessuno, nemmeno io, che pure ho ben chiaro che cosa Pietro pensasse, è autorizzato a scrivere per suo conto». Però, aggiunge la compagna del campione, il suo pensiero risulta chiaro guardando cosa ha detto e scritto in questi anni: «Lui era contro un certo tipo di Olimpiadi. Quelle del gigantismo, della corruzione, quelle che non tutelano i diritti degli atleti e non combattono la diffusione del doping. Non credo che tu abbia una posizione diversa dalla sua». Manuela Olivieri ricorda come Pietro, «quando iniziava un intervento su questo spinoso argomento, diceva sempre la stessa frase: “Io non potrò mai essere contrario ai Giochi olimpici, io che ne ho disputati cinque. Però…”». E insomma, la critica di Mennea non era alle Olimpiadi in quanto tali a Roma, quanto all’opportunità di farlo in quel momento storico. Come diceva in un’intervista al Corriere della Sera del 26 gennaio 2012: «Oggi non è pensabile chiedere di organizzare i Giochi. Siamo un Paese senza sangue, devastato da una crisi economica spaventosa». Ma, appunto, era il 2012 e parlava delle Olimpiadi del 2020.

Leggi sull’argomento: Raggi, il no alle Olimpiadi e i 20 milioni di danno erariale