Politica

Il piano di lavori utili per i profughi a Roma

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Il Comune di Roma pensa di sfruttare la possibilità di far svolgere gratuitamente ai richiedenti asilo lavori socialmente utili contenuta nel decreto Minniti.

Intanto, nonostante lo scontro, aspro, di questi giorni tra Campidoglio e Viminale, Virginia Raggi è pronta a sfruttare l’assist del decreto Minniti che permette ai richiedenti asilo di lavorare gratuitamente per svolgere servizi socialmente utili. Dopo giorni di polemiche sul post sgombero di via Curtatone, la sindaca pentastellata, insieme alla sua squadra, sta provando a rilanciare la linea rigorista sui migranti che piace anche ai vertici nazionali del Movimento Cinquestelle, fatta eccezione per l’ala ortodossa capeggiata da Roberto Fico.
L’idea a cui lavorano in Campidoglio – il dossier è seguito da vicino dall’assessore al Sociale, Laura Baldassarre – prevede che alcuni richiedenti asilo ospitati nei centri d’accoglienza del Comune possano lavorare come volontari per conto dell’amministrazione. In attesa che le commissioni territoriali del Ministero decidano se concedere o no lo status di rifugiati. La giunta grillina ha già incassato il via libera della Prefettura, con cui ad aprile è stato firmato un protocollo ad hoc. (Il Messaggero, 27 agosto 2017)

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La distribuzione dei profughi regione per regione (Corriere della Sera, 26 ottobre 2016)

La sperimentazione dovrebbe partire entro l’autunno; in queste settimane i tecnici comunali sono al lavoro per definire i dettagli dei progetti su cui far lavorare i migranti (per esempio lo spazzamento delle foglie sulle strade). Ai profughi che accetteranno di essere ingaggiati come volontari verrà fornita una copertura assicurativa oltre a tutti «gli strumenti e le attrezzature di protezione individuale necessarie per lo svolgimento delle attività di volontariato», come si legge nelle carte del dipartimento Politiche sociali, l’ufficio che gestirà la cabina di regia del progetto insieme ai municipi e alle associazioni di volontariato iscritte negli albi ufficiali. A vigilare sul lavoro dei migranti sarà un supervisore che vaglierà la «corretta realizzazione delle attività previste».