Opinioni

Perché Amine Assoul era ancora in Italia

Nella sua disperata rincorsa al razzismo quotidiano da campagna elettorale, Il Giornale pubblica questo fantastico banner con foto di bottiglia e sangue sparso che vorrebbe riprodurre quanto successo ieri notte, quando David Raggi è stato ucciso da Amine Aassoul con un collo di bottiglia in centro a Terni.

Il banner del Giornale
Il banner del Giornale

Invece di spiegare l’accaduto, il Giornale su Facebook preferisce soffiare sul fuoco o spammare i suoi articoli parlando di “marocchino assassino”, come tutti i paladini del garantismo alle vongole.
david raggi terni
terni david raggi 1
Quello che il Giornale non spiega è perché Amine Assoul era ancora in Italia. Anzi, inventa controlli inesistenti per cercare di aizzare la folla. In realtà Amine Aassoul era in Italia perché era stato espulso nel 2007, era tornato qualche anno dopo attraverso Lampeduso e aveva fatto richiesta di asilo; la richiesta gli era stata negata ma lui aveva fatto appello. «Ha fatto una richiesta d’asilo che è stata respinta e ha poi presentato ricorso e in attesa del pronunciamento non può esserci un provvedimento di espulsione», ha spiegato il ministro dell’Interno Angelino Alfano  nel corso del programma ‘Effetto Giorno’ su Radio 24 i motivi per i quali la persona arrestata per l’omicidio di Terni, un extracomunitario espulso nel 2007, sia ancora in Italia. «Lui deve adesso pagare fino in fondo per questo ignobile omicidio e deve pagare nel momento stesso in cui entra in carcere non uscendo più da lì – afferma Alfano – E’ questo l’obiettivo di uno Stato che, nei limiti del rispetto dello stato di diritto, deve fare paura a chi fa cose ignobili e vergognose come quella accaduta questa notte a Terni».

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano