Opinioni

Partiti in bolletta

Uno studio realizzato da Openpolis certifica che i contributi arrivati da persone fisiche e giuridiche sono passati dai 40,8 milioni del 2013 ai 13,4 del 2016. In particolare, le donazioni sono crollate del 61% dall’inizio della legislatura mentre il cosiddetto due per mille, introdotto dal governo Letta, non riscontra ancora il successo che ci si aspettava. E questo influisce su una crisi del finanziamento sempre più visibile, che intacca gli strumenti per fare politica ma costringe anche alla razionalizzazione del personale interno alle strutture, con il risultato che le tante persone che prima “campavano” di politica sono drammaticamente diminuite a colpi di cassa integrazione.

partiti senza soldi
Il finanziamento ai partiti (La Stampa, 30 settembre 2017)

L’unico “finanziamento” che regge è quello dei parlamentari che donano parte del loro stipendio di onorevoli o senatori o consiglieri al partito. Per alcuni partiti, come Fratelli d’Italia, la quota che sborsano gli eletti è il 100% del totale. Per il M5S, sul lato opposto, non c’è alcun contributo dei parlamentari. Zero. Nel mezzo ci sono forze come Pd e Lega (88% delle donazioni da persone fisiche sono di eletti), mentre Forza Italia e Ncd viaggiano attorno al 30%, e dunque nei loro bilanci godono di un’alta percentuale di donazioni da esterni. Nel caso di Forza Italia pesa molto la famiglia Berlusconi. Nel 2013 ha contribuito per il 99% alle donazioni verso il partito (15 milioni). Nel 2015 e 2016 il peso del Cavaliere e dei suoi familiari ha oscillato tra il 30 e il 35% delle donazioni. Percentuale che arriva fino al 50% se si contano i soldi sborsati dai dirigenti del gruppo Fininvest.