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Le relazioni pericolose tra la Muraro e Panzironi

L’assessora all’Ambiente di Roma Paola Muraro, ex consulente della municipalizzata dei rifiuti Ama, è attesa mercoledì al Consiglio comunale straordinario in cui dovrà rispondere ai rilievi delle opposizioni.  Sarà uno snodo delicato per la giunta M5S della sindaca Virginia Raggi, chiamata a riferire in aula Giulio Cesare sull’emergenza immondizia ma soprattutto sulle ragioni della scelta di Muraro. L’assessora all’Ambiente sta preparando la sua difesa sul presunto conflitto di interessi per i 12 anni di collaborazione con Ama e sulle telefonate con il ras delle coop di Mafia Capitale Salvatore Buzzi, che hanno creato clamore anche se ritenute penalmente irrilevanti dalla Procura di Roma.

Le relazioni pericolose tra la Muraro e Panzironi

Tre sono i filoni di indagine aperti dopo gli esposti di Daniele Fortini. E la Muraro potrebbe essere sentita dalla procura per difendersi nella gestione della spazzatura che ha seguito al fianco di Franco Panzironi e Giovanni Fiscon, oggi imputati nel processo di Mafia Capitale. Il primo filone riguarda gli impianti di TMB dell’AMA e quelli del consorzio Colari, che avrebbero trattato meno spazzatura del pattuito e consegnato un prodotto differente rispetto a quello stabilito. Poi c’è il problema specifico che riguarda il tritovagliatore di Rocca Cencia, che applicava tariffe monstre (175 euro a tonnellata). Proprio in quell’impianto ci fu il primo blitz della Muraro, accompagnata da quell’Alessandro Muzi estromesso da Fortini durante la sua gestione. Infine ci sono i compensi: l’incremento tra 2012 e 2013 è sotto la lente degli investigatori. Repubblica, in un articolo a firma di Federica Angeli, riporta oggi il contenuto di una telefonata tra l’ex AD di AMA Panzironi e la Muraro:

Il 24 ottobre del 2013 Panzironi contatta l’ex consulente Ama e le chiede se ha incontrato il Commissario che dovrebbe dare l’ok per l’impianto da fare a Trento e da affidare all’imprenditore Alessandro Falez, della società “Gemma”. «La donna dice di sì — scrivono i carabinieri della II sezione del Ros — e gli dice: “Abbiamo riguardato i suoi poteri e lui ha effettivamente un percorso privilegiato per impianti che trattano frazione organica da raccolta differenziata». Aggiungendo che «sulla raccolta differenziata dell’organico “lui” agevola (verosimilmente il Commissario, ndr)». Conclude infine dicendo che la cosa è positiva e a quell’incontro dovrebbe esserci, in via informale, anche Fiscon.
Il giorno successivo «Panzironi dice alla Muraro che le ha inviato dei riferimenti perché sono usciti dei fondi stanziati dalla Regione pari a 50 milioni e vedere se possono essere utilizzati». La regione è il Trentino Alto Adige e l’ex ad Ama ha fiutato un affare. A lei si chiedono lumi su come poterli gestire. Siamo al 6 novembre quando «Paola Muraro e Franco Panzironi parlano del progetto sull’impianto di trattamento rifiuti (di Trento) — questo si legge nell’ordinanza di Mafia capitale — Panzironi riferisce che sarà l’amministratore delegato della società che gestirà l’impianto e prospetta alla donna la possibilità di assumerla in qualità di tecnico all’interno della nascitura società».

Il Messaggero invece racconta che anche nella Giunta Raggi ci sarebbe maretta nei confronti dell’assessora:

Il problema è che buona parte degli altri assessori è assai seccata per la piega che sta prendendo questa storia, memori di molti casi in cui a Roma il M5S ha chiesto le dimissioni anche di persone non indagate solo perché avevano incontrato Buzzi. «Chiunque altro di noi – dice un membro della giunta, infuriato – per la metà di quanto emerso sarebbe stato rimosso. Non si capisce perché invece la Muraro sia intoccabile».
Anche il super-assessore al Bilancio, Marcello Minenna, sempre più uomo forte della giunta, avrebbe espresso qualche perplessità sulla linea della difesa a oltranza. Ecco perché c’è chi prevede che una buona parte degli assessori mercoledì non ci metterà la faccia, non si presenterà in consiglio comunale durante il dibattito. A meno che non parta un pressing da parte dei «big» del Movimento e della sindaca stessa.

paola muraro
I brogliacci delle telefonate tra Paola Muraro e Salvatore Buzzi (Corriere della Sera, 6 agosto 2016)

Le dieci domande a Paola Muraro

 
Intanto Francesco Giro, senatore FI e membro ufficio presidenza di Forza Italia propone dieci domande all’assessora:
1) Chi ha segnalato il nome di Muraro alla nuova amministrazione comunale.
2) Chi lo ha fatto sapeva che Muraro era quanto meno complice dello sfascio di Ama avendoci lavorato come consulente d’oro per oltre un decennio.
3) Sapeva la Sindaca che Muraro più che consulente era super assistente dell’ex DG Fiscon oggi indagato per mafia capitale.
4) Che rapporti intercorrono fra la Muraro e il patron di Colari (e della più grande buca d’Europa Malagrotta) Manlio Cerroni.
5) Chi ha segnalato alla sindaca il nome della Muraro ha rapporti con Cerroni.
6) Sapeva la Raggi che Muraro aveva rinnovato una consulenza d’oro di circa 60mila euro con Ama dal 1 gennaio al 30 giugno 2016 ovvero fino a sette giorni prima della sua nomina ad assessore avvenuta il 7 luglio.
7) Sapeva la sindaca Raggi che questa consulenza aveva come obiettivo il controllo di qualità dell impianto Tmb di Rocca Cencia di Ama, lo stesso che l’assessore pretendeva di far chiudere il 25 luglio scorso nel suo blitz contro l’ex presidente di ama Fortini.
8) Era la Raggi a conoscenza delle consulenze della sua assessore con almeno un’altra ditta privata del nord che partecipa alle gare d’appalto indette per decine di lotti da Ama dove la stessa Muraro lavorava da oltre un decennio.
9) Non si configurava già allora un intollerabile conflitto di interessi fra la funzione di controllore in Ama e il ruolo di consulente presso l’azienda controllata.
10) Sapeva la Raggi che Muraro con le sue consulenze ‘private’ favoriva di fatto il trasferimento e trattamento dei rifiuti romani negli impianti del nord d’Italia?

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