Opinioni

Padellaro non vota più (M5S)

Antonio Padellaro, ex direttore del Fatto Quotidiano, nella rubrica delle lettere che cura per il giornale oggi racconta del tassista Pino, che gli ha chiesto qualche tempo fa per chi avrebbe votato alle elezioni. Padellaro rispose al tassista che avrebbe scandagliato vita, morte e miracoli dei candidati nel suo collegio per poi decidere. Ma adesso ha cambiato idea:

Caro Pino, ti chiedo scusa perché purtroppo mi sbagliavo di grosso. Credevo che il sistema elettorale concordato da Pd,Forza Italia e M5s,tedesco o non tedesco avrebbe eliminato lo sconcio del parlamento dei nominati(dichiarato incostituzionale dalla Corte) per restituire all’elettore il diritto di esprimere la propria volontà in modo pieno e consapevole. Ci ritroviamo, invece e daccapo, con l’obbrobrio che Marco Travaglio ha battezzato su queste pagine, “Merdinellum”, dopo averlo scomposto pezzo per pezzo. La domanda è: perché da circa vent’anni cambiano gli attori ma il copione è sempre lo stesso, selezionare e controllare gli eletti altamente fregandosene degli elettori?
Una prima risposta può essere: perché nel frattempo la democrazia dei molti, inclusiva e partecipativa è stata trasformata, forzatura dopo forzatura, in una democrazia dei pochi, manovrata da un cerchio ristretto di capi carismatici e gestori che pur con un consenso minoritario intende governare una massa che considera confusa, dispersa e incapace di organizzarsi. Lasciamo agli scienziati della politica un’analisi meno abborracciata di un fenomeno che in situazioni più serie e drammatiche sta dando vita alle democrazie illiberali (democrature) dell’Uomo forte (Putin in Russia, Erdogan in Turchia).

antonio padellaro

Restiamo nel cortile di casa nostra per domandarci ancora: che Berlusconi e Renzi cultori del partito personale cerchino di manovrare le cose a loro piacimento è comprensibile, ma come possono i Cinque Stelle fautori della democrazia diretta imporre i loro candidati agli elettori al pari degli altri partiti? Grillo ha già risposto appellandosi alle primarie del movimento pur sapendo che qualche migliaio di clic (quando va bene) non possono certo sostituirsi a quegli otto o nove milioni di cittadini su cui secondo i sondaggi il M5s può ancora puntare. Qualcuno sostiene che Grillo e il giovane Casaleggio scottati dalle numerose esperienze di eletti poi sfuggiti al loro controllo e quindi espulsi vogliano ora plasmare dei gruppi parlamentari il più possibile allineati. Può darsi, ma una cosa è certa:con una legge elettorale siffatta, caro Pino, il partito di gran lunga più forte, quello degli astenuti, avrà un sostegno in più. Il mio.