Politica

Le tappe per la formazione del nuovo governo

parcheggi quirinale

Oggi Repubblica riepiloga in un’infografica le tappe istituzionali obbligate per la formazione del nuovo governo, tenendo conto delle scadenze e degli appuntamenti già fissati in questi mesi e di quello che potrebbe succedere prossimamente fino all’incarico da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

19 marzo – La prima data importante è quella del 19 marzo, quando deputati e senatori neo-eletti cominceranno a registrarsi in Parlamento
22 marzo – Si terrà il Consiglio europeo di primavera sugli affari economici, al quale sarà obbligatoriamente presente Paolo Gentiloni come presidente del Consiglio incaricato.
23 marzo – Si riuniscono per la prima volta le due camere. Al Senato presiede la seduta l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Alla Camera l’ex vicepresidente più votato nel 2013: Roberto Giachetti. Da quel momento in poi si dovrà presiedere all’elezione dei presidenti delle due camere; sarà più facile avere prima quello del Senato, visto che dopo la quarta votazione si procede al ballottaggio tra i primi due votati. Alla Camera invece servono prima i due terzi dei voti e poi la maggioranza assoluta.
24-25-26 marzo – In queste date si formeranno i gruppi parlamentari e ciascun parlamentare dovrà dire dove vuole iscriversi ed essere eventualmente accettato dal gruppo.
27 marzo – Si procederà quindi all’elezione dei presidenti dei gruppi parlamentari.

Da questo momento in poi i tempi diventeranno liquidi e dipenderanno da eventuali accordi politici tra i gruppi eletti in Parlamento. Dopo l’elezione dei due presidenti delle camere il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni darà le dimissioni che saranno congelate dal presidente della Repubblica, mentre il governo rimarrà in carica per gli affari correnti. Cominceranno così le consultazioni di Mattarella con i gruppi parlamentari, dove i presidenti dei gruppi potranno essere accompagnati dai leader del loro partito.

sergio mattarella uranio impoverito

Sarà probabilmente necessario più di un giro di colloquio prima della decisione del Quirinale, che potrebbe conferire un mandato “esplorativo” per verificare se l’incaricato è in grado di mettere insieme una maggioranza tra camera e senato, oppure conferire un mandato pieno se l’ipotesi diventa una certezza. Poi, eventualmente, il presidente della Repubblica emanerà il decreto di nomina del presidente del Consiglio e dei singoli ministri, oltre all’accettazione delle dimissioni del governo precedente. Il nuovo governo giurerà e poi si presenterà in Parlamento per ottenere la fiducia e poter cominciare a lavorare.

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