Opinioni

A te che non sei razzista ma… hai solo paura

Non facciamoci vessare lo spirito da inquisizioni che prima necessitano d’inventare eretici per poi arruolare inquisitori. A voi che “io non sono razzista ma…”; a voi che se qualcuno non avesse pronunciato la parola ‘risorse’ non avreste altro termine da vomitare; a voi che “è colpa dell’Europa, della Merkel e della Boldrini”; a voi che gli stupri e gli omicidi degli italiani non ispirano alcun post su Facebook; a voi dei 35 euro, a voi che non basta la PayTV, l’aria condizionata, un’auto per ogni componente della famiglia, la vacanza esotica, il centro benessere, l’aperitivo al costo di 10 pasti, e tutti gli accessori per la seduzione firmati; a voi che “tanto non c’è più niente da fare” perché non avete voglia di fare niente; a voi che vi mettete a lutto quando il vostro idolo sportivo si rompe una gamba anche se passa la convalescenza a Montecarlo con i soldi delle tasse che non ha pagato (e che fa pagare a voi); a voi che date del buonista a chiunque per autoassolvervi delle vostre cattiverie; a voi che non differenziate ma semplicisticamente e comodamente dividete: la ‘mia’ e vostra fortuna è solo fortuna d’essere nati nella piccola porzione opulenta del pianeta, anziché in quella affamata e massacrata dalle guerre fatte con le nostre armi. La ‘mia’ e vostra fortuna non sottende alcun merito, occorre solo ringraziare il caso. Pensare di accentrare i ‘mali del mondo’ sugli altri servirà solo a odiarci a vicenda. (…e non sto parlando della giustizia che certo è fondamento di ogni buona società, che certo serve aggiustare).
Non siate dei Mr Jack Torrance. –Ve ne prego!- Non siate folli d’avidità e di sensi di colpa nei confronti di voi stessi, perché non vi siete curati del vostro tempo, gettandolo, perché non vi siete mai amati tanto da riconoscervi responsabili (seppur in parte, quella più importante) della vostra esistenza che, per natura, come quella di tutti, è costellata di fallimenti e debolezze, e che non avete mai saputo accettarla così da accumulare quel rancore che oggi scagliate verso i primi che trovate, i più facili perché più visibili dalla vostra miopia tipica di chi è perfettamente integrato in un sistema che altro non vuole se non il vostro odio e il vostro egoismo per potersi riprodurre. Non facciamo il ‘loro gioco’ del cristallizzarci in miliardi di singoli stronzi impazziti dal ‘volere-tutto’.
non sono razzsista ma
A voi che avete convinto le istituzioni al rifiuto umanitario e nemmeno ve ne siete accorti -d’aver vinto-, perché per molti come voi l’importante è incolpare qualcuno che non sia quello che vedete allo specchio; voi che non sopportate l’umano imbarazzo che ci provoca il vedere l’oscenità della Povertà Vera sbattutaci in faccia tra una partita e l’altra, e che dunque temete possa contagiare, e che dunque temete possa scrollare di dosso le insane convinzioni da occidentali saturi di colesterolo lasciandoci in balia della reale condizione di sussistenza in cui molti non credono di versare dati i consumi da schiavo: spero che tutti i diversi [chi è diverso?] dalla nostra normalità [chi è normale?] spariscano per magia in una sola notte così che in molti possiate provare la solitudine del vostro rancore, sentirne il rantolo, che in fondo vuole solo comunicare quel qualcosa che non va. A chi darete la colpa, dunque, voi che in cuor vostro – ne sono certo- non sopportando più la nauseante sensazione dell’odiare siete spinti a odiare ancora di più? Non ci sarà più nessuno da incolpare dell’infelicità che non si sopporta. Che non si sopporta perché non pare possibile sia condizione comune a tutti.
A voi che “la politica fa schifo” perché la intendete in modo autoreferenziale e narcisistico fino alla vostra stessa implosione in innumerevoli contraddizioni; finalmente vi siete accorti che il mondo è complesso e la vita un groviglio lacerato da istanti di quiete che solo in pace vale la pena?
Non temiate la ‘fatica’ di voler comprendere… ‘qualcuno’ ha dipinto tutto come caotico e difficilmente comprensibile… e lo ha fatto apposta. Forse, in realtà, basterebbe ascoltare l’intima umanità che ognuno possiede, spogliandola delle assurde vanità moderne e dei banali orgogli. Siate degni della vita che come incidente ha colpito, che ogni istante e per tutti è suscettibile di dolore e fallimento, che non dipende da miserabili ancor più disgraziati di noi, ma semmai da noi stessi e dal Vero Potere che ci vuole inginocchiati, sacrificali, e pronti a volerci male in Suo nome e per Suo conservazione e spettacolo.
Foto da: Unar