Opinioni

Come (non) è finito il processo contro Rosario Marcianò

Era attesa per ieri, 22 settembre, la sentenza nella causa che vede Rosario Marcianò accusato di diffamazione a carico di una coppia di Imperia. Ma l’esperto italiano di scie chimiche ha ottenuto un altro rinvio e la prossima udienza (in teoria l’ultima) si dovrebbe tenere il 9 gennaio 2017.
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Quando Marcianò se la prende con persone che non c’entrano nulla

La causa, che ci crediate o no, va avanti dal 2009 quando Marcianò sporse la prima denuncia nei confronti di un blogger di nome Wasp ma il processo che si sta celebrando ormai dal 2014 non è a carico di Wasp ma di una coppia di coniugi che Marcianò ha identificato essere le persone che si celano dietro alcuni nickname che commentarono sul suo blog. Peccato che queste due persone, il figlio e la nuora di Wasp, sono state insultate in modo colorito e pittoresco da Marcianò e dalla sua fan base non sono in realtà chi Marcianò diceva che fossero. Dal momento che Marcianò ha letteralmente coperto di insulti i due presunti “agenti governativi/gatekeeper” facendo il loro nome e cognome e accusandoli di ogni malefatta possibile e immaginabile la coppia di coniugi ha querelato Marcianò per diffamazione a mezzo stampa. Non contento Marcianò se l’è presa anche con Paola Sala, l’avvocato che rappresenta la coppia diffamata. Tra mille rinvii il processo si trascina dal 2014 e ieri Marcianò e il suo legale hanno chiesto l’escussione di un teste, in modo da ottenere l’ennesimo rinvio. A luglio Marcianò aveva tentato di ottenere un rinvio rimettendo il mandato al suo avvocato, ma siccome l’avvocato che lo difende è un avvocato d’ufficio l’autore del blog Tanker Enemy non ha potuto far altro che accettare di andare avanti con il processo. Ieri è stato sentito il testimone della difesa (pare il fratello di Marcianò) e quindi la sentenza slitterà all’anno prossimo. E il gennaio 2017 si preannuncia denso di appuntamenti in tribunale per i due fratelli sanremesi: oltre all’udienza fissata per il nove ci sarà anche quella dell’11 gennaio (sempre a Imperia) e quella del 31 a Lanciano. E deve ancora iniziare il processo per la diffamazione della memoria di Valeria Solesin.