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Niscemi: così il MoVimento 5 Stelle ha preso tutti per il MUOS

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«Il Ministero della Difesa, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Ambiente, tutti e tre del MoVimento 5 Stelle, non hanno accettato l’invito a sedersi ad un tavolo del comitato tecnico-istituzionale per parlare del MUOS». A dirlo è Massimiliano Conti, sindaco di Niscemi, che rivolge un appello ai pentastellati per affrontare la vicenda del MUOS: «i ministri e i deputati del M5S sono venuti qui a prendersi un impegno ben preciso, e si sono presi pure i voti» degli attivisti No MUOS.

L’attacco dei No Muos alle ministre Trenta e Grillo

Delle tante battaglie del “no” sostenute dal MoVimento 5 Stelle di lotta quella contro il TAP è stata la prima ad essere tradita. Poi è venuta quella per la chiusura dell’ex Ilva di Taranto, la vicenda del Terzo Valico e da mesi il Governo balla e traballa sul TAV e su quel “buco inutile nella montagna” che piace tanto a Matteo Salvini. Nemmeno i veneti del No Grandi Navi o del No Pedemontana se la passano poi tanto bene.

Quella contro il MUOS (acronimo che indica l’installazione militare statunitense Mobile User Objective System realizzata in Sicilia vicino a Niscemi) è una di queste battaglie “tipiche” del MoVimento 5 Stelle che sono state messe subito da parte una volta che il MoVimento è salito al potere. Ma ad essere stata accantonata è stata solo la lotta No MUOS, perché ad esempio qualche settimana fa il Ministero retto da Elisabetta Trenta ha dato il via libera alla costruzione di opere edili dentro la base militare americana (strade, recinzioni e barriere) anche senza il consenso preventivo del Comune di Niscemi. Oggi Conti ha rivolto un ultimo appello al governo: il 13 giugno ci sarà un consiglio comunale e spera che i ministri interessati abbiano il coraggio di affrontare cittadini ed elettori.

Quando il M5S prometteva di smantellare il MUOS

I No Muos denunciano che gli americani starebbero pensando di costruire una seconda installazione a Sigonella, il tutto nel silenzio generale dei pentastellati che sull’argomento sembrano aver perso la voce. Pesa soprattutto quello che viene percepito come un tradimento da parte del partito che ha in mano tutti i ministeri chiave per risolvere la vicenda MUOS. Sulle antenne di Niscemi i 5 Stelle non possono nemmeno dire che è colpa della Lega, perché i tre ministeri coinvolti, quelli delle ministre Giulia Grillo ed Elisabetta Trenta e del ministro Costa sono tutti “a 5 Stelle”.

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Le mamme del Comitato No Muos hanno scritto una lettera aperta dove criticano le ministre Grillo e Trenta: «la prima si è chiusa in un silenzio che ci offende, negandosi dopo aver preso parte ai nostri cortei; la seconda ha ultimamente autorizzato la realizzazione di diverse opere edili dentro alla base militare senza il parere preventivo del Comune di Niscemi» ricordano nel comunicato. Eppure a novembre del 2018 le promesse erano altre. Giampiero Trizzino diceva che Di Maio avrebbe presto annunciato lo smantellamento del MUOS. Non è successo. Tre giorni dopo il disastro delle europee lo stesso Trizzino diceva invece che a suo parere «Non credo che questo governo nazionale abbia tradito le proprie posizioni nei confronti degli attivisti e di chiunque ha a cuore la questione» continuando a promettere uno smantellamento che a suo avviso potrà avvenire solo quando si sarà dimostrato che «lì non può starci, perché viola le leggi italiane»

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