La macchina del funky

Mohamed Salah e il caso Regeni

mohamed salah

C’è un giallo che riguarda l’attaccante della Roma Mohamed Salah nel caso di Giulio Regeni. Racconta Giuliano Foschini su Repubblica che la Lega Calcio ha deciso di mostrare uno striscione all’ingresso dei giocatori del turno di campionato del 25 aprile, quando la Roma giocherà con il Napoli, chiesto da Amnesty International con la scritta “Verità per Giulio Regeni”. Ma c’è un problema: l’entourage del giocatore ha già fatto sapere che per motivi politici il giocatore non vuole mostrarsi dietro quello striscione:

La Lega di A ha aderito all’iniziativa di Amnesty International e Repubblica “Verità per Giulio” e per questo, nel turno di campionato del 23-24 e 25 aprile, tutte le squadre scenderanno in campo con lo striscione giallo per chiedere chiarezza sull’assassinio del ricercatore italiano. L’obiettivo è «non permettere che il caso venga collocato in una “versione ufficiale” del governo del Cairo» in un paese che «reprime chi si occupa di diritti umani». Un attacco chiaro, quindi, al governo di Al Sisi. Un problema per l’attaccante della Roma che è stato scelto dalle istituzioni del suo paese come simbolo all’estero.
Tanto che il ministero del turismo egiziano starebbe per stringere (al Cairo danno l’affare per chiuso) un accordo con la Roma per pubblicizzare il paese in Italia proprio attraverso l’immagine di Salah. «È escluso — dicono dall’entourage del giocatore — che possa entrare in campo con quello striscione». Che si fa quindi? Nel turno di campionato la Roma, tra l’altro, gioca con il Napoli. Partita troppo delicata per un «infortunio diplomatico» per uno dei migliori elementi della rosa giallorossa.

mohamed salah giulio regeni 1
Intanto, ieri, la famiglia Regeni ha voluto ringraziare la Lega calcio per l’iniziativa e non solo:

«La società civile è in movimento, con lettere, gli appelli e i messaggi sui social, con lo sport, con interventi a seminari e convegni, con la musica, con l’arte, con la cultura, un’inarrestabile azione di solidarietà, per darci una grande forza verso la verità. Un sostegno di cui avremo bisogno ancora, per vivere il tempo dell’attesa, l’attesa per la giustizia. Grazie di cuore a tutti» dicono in una nota diffusa dall’avvocato Alessandra Ballerini.
«La memoria di Giulio — continuano — dovrà essere mantenuta viva attraverso lo studio, la tolleranza, e la convinzione che solo attraverso la reciproca comprensione tra fedi, culture e ideali diversi si possa produrre un mondo migliore». «Un grande ringraziamento — hanno detto — va anche al Museo Egizio di Torino, che ha intitolato la storica sala Deir El Medina a Giulio permettendo che il suo nome si ricordi nel tempo».