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Metà degli italiani cambia voto a ogni elezione

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Metà degli italiani cambia voto a ogni elezione. Il voto 2018 si colloca dopo quelli altrettanto “forti” del referendum di fine 2016, delle europee del 2014 e delle politiche del 2013. In tutte e quattro le occasioni l’orografia dell’elettorato italiano è mutata moltissimo. La società di sondaggi SWG lo certifica in una rilevazione pubblicata oggi dal Messaggero . «I nostri carotaggi ci segnalano che ormai solo il 50% degli italiani vota come ha fatto la volta precedente, l’altra metà è in marcia verso una nuova meta», assicura Enzo Risso, direttore della società. E così, mentre girano gli appelli della “sinistra europea” per un asse PD-M5S, i conti di SWG arrivano anche come un severo monito nei confronti di chi già punta a nuove elezioni politiche.

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E la prova che l’elettorato sia mobile, qual piuma al vento sta nello scioglimento, domenica scorsa e a soli 14 mesi di distanza, dell’iceberg elettorale “renziano” di 13 milioni di “Sì” (pari al 40% del totale) al referendum istituzionale del dicembre 2016.

Secondo i flussi analizzati da SWG solo il 41%, fra gli italiani che scelsero il “Sì”, domenica scorsa hanno votato Democrat. Il 25% si è spostato verso il centrodestra: il 12% si è schierato con le bandiere della Lega, l’11% con quelle berlusconiane e il 2% ha scelto la Meloni. Oltre 2,5 milioni di italiani del “Sì”, il 20% del totale, questa volta hanno riversato sui Cinquestelle la loro domanda di innovazione e il 3%, infine, ha scelto i Liberi e Uguali di Pietro Grasso.

In più, spiega SWG, oltre il 23% degli astenuti del 4 marzo, ovvero tre milioni di italiani, ha scelto di non votare non per disinteresse o per protesta ma perché «non c’è alcun partito che mi rappresenti». Tre milioni di voti senza rappresentanza.

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