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Mauro Icardi, sul libro vincono i tifosi

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Mauro Icardi rimarrà capitano dell’Inter anche se la società gli appiopperà una pesante multa. Ma il giocatore farà ritirare il suo libro e lo ripubblicherà emendato dall’episodio (bufala?) del bambino che ha fatto infuriare i tifosi dell’Inter. Il tomo “Sempre avanti. La mia storia segreta“, caso curioso di un’autobiografia di un 23enne, avrà quindi due edizioni, e la prima diventerà come un Gronchi rosa. Stamattina il Corriere della Sera e altri giornali avevano scritto che quella era stata l’offerta della curva: ritira il libro e facciamo pace. Icardi ritirerà il libro e rimarrà capitano.
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Mauro Icardi, sul libro vincono i tifosi

L’Inter ha spiegato in un comunicato che “per il capitano nerazzurro sarà applicata la sanzione prevista per aver violato il regolamento interno del club, sottoscritto da ogni giocatore”.  “In questi due giorni ho vissuto una parentesi triste della mia storia nerazzurra – ha detto a Inter.it l’attaccante argentino – Ma in una famiglia, e mi hanno sempre insegnato che l’Inter prima di tutto è una grande famiglia, i momenti difficili o le incomprensioni possono capitare. Tutto nasce da una pagina del mio libro, che probabilmente è stata buttata giù troppo d’istinto. Una pagina dove alcuni toni sono inappropriati e sono davvero dispiaciuto che ci siano andati di mezzo proprio i tifosi dell’Inter”. “Questo ha offeso tanta gente, ma bisogna guardare sempre avanti e, se si può, fare di tutto perché le cose tornino al proprio posto. Per questo mi scuso e mi impegnerò perché queste pagine non ci siano più, in modo che nessuno possa sentirsi offeso, tradito e minacciato. Oggi ho parlato con la Società, abbiamo chiuso questa brutta parentesi e, tutti insieme, abbiamo un solo obiettivo: il bene dell’Inter, perché niente è più grande dell’Inter”. “Per questo motivo ho accettato ogni decisione del Club. In futuro cercherò di essere molto più attento, cosa che il mio ruolo nella squadra impone. Ora, uniti più che mai, prepariamo i prossimi impegni con la massima determinazione”. Icardi, che resterà capitano nerazzurro, dovrà quindi pagare una multa salata, mentre la sua biografia sarà ristampata senza le pagine incriminate. E cosa c’era scritto di così scottante? Nella sua autobiografia da poco uscita in libreria Icardi ha raccontato la sua versione del famoso episodio con il Sassuolo, quando la sua Inter perse 3 a 1 in trasferta (il goal porta la sua firma) e lui, insieme ad altri giocatori, è andato sotto la curva dei tifosi nerazzurri dopo la partita per prendersi le contestazioni. Nell’occasione, racconta Icardi nel libro, lui ha lanciato la maglia in curva e…

“I tifosi iniziano a urlare: ci chiamano sotto la curva. Trovo il coraggio di affrontarli, insieme a Guarìn. Mentre mi avvicino mi arrivano insulti e grida di ogni genere. Attaccato alla rete c’è un bambino che mi chiama: vuole la mia maglia. Per l’età che ha potrebbe essere mio figlio: mi tolgo la maglietta e i pantaloncini e glieli lancio, come regalo. È al settimo cielo e io sono contento di averlo visto felice”.
Ed è proprio lì che scoppia il caso: “Un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: “Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Credi di essere forte?”. Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo”.
La dirigenza, racconta sempre Icardi, lo convince a un secondo confronto, ma la situazione non si placa e anzi l’attaccante rincara la dose. “Nessuno prima di me aveva mai trovato il coraggio di affrontare in modo così diretto la tifoseria, anzi i capi storici della tifoseria. Nello spogliatoio vengo acclamato come idolo”.

In un altro brano del libro Icardi rivela che sarebbe stato pronto a far venire 100 “assassini argentini” per difenderlo se avesse avuto problemi con i tifosi in seguito all’episodio, che ha fatto infuriare gli ultras dell’Inter.  La ricostruzione è stata apertamente contestata dai tifosi nerazzurri, i quali sostengono che l’episodio è completamente inventato: «Icardi è bugiardo quando racconta dell’episodio di Sassuolo. E ci piacerebbe non rivangare quella giornata dove i suoi compagni di squadra erano arrivati a prenderlo per il collo pretendendo da lui un atteggiamento meno arrogante nei confronti del popolo interista. Ma non perché la Curva è da temere, la Curva è semplicemente da rispettare. Nessuno deve avere paura di nessuno, basta avere la coscienza pulita, essere onesti, primariamente con se stessi. Parla di bambini, s’inventa un episodio mai avvenuto per mostrarsi superiore a noi; come se non fosse sotto gli occhi di tutti che siamo l’unica Curva che ai bambini fa fare addirittura le coreografie. Come se chi c’era si fosse dimenticato di come sono andate realmente le cose e di chi ha provocato chi».

Lo striscione sotto casa di Icardi

L’Inter, scriveva stamattina il Corriere della Sera, era furente per il linguaggio e i contenuti usati dal capitano, ma pure con chi avrebbe dovuto controllare le bozze del libro prima di stamparlo. Il club non poteva accettare che il suo uomo più rappresentativo fosse pronto a chiedere l’aiuto dei sicari («Porto cento criminali e li uccido tutti»), che mentisse (?) sulla ricostruzione dell’episodio del bambino e tirasse in ballo i compagni («Quando a Sassuolo rientro nello spogliatoio, vengo acclamato come un idolo»). In realtà pare che i compagni non abbiano fiatato all’epoca dei fatti. La contestazione ieri sera si è spostata sotto casa di Icardi. «Noi siamo qui, quando arrivano gli amici argentini?», era l’ultimo striscione. Una ventina di tifosi hanno aspettato il bomber, senza però vederlo.
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Alla fine quindi i tifosi della Curva dell’Inter vincono il braccio di ferro con il loro giocatore più rappresentativo. Che ieri su Instagram non aveva fatto alcuna rettifica riguardo l’episodio del bambino.

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