Opinioni

Matteo Salvini e il «terrorista» Hamza Benagdoul

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Oggi Matteo Salvini ha deciso di movimentarsi la giornata postando la fotografia di uno status presuntamente scritto da un certo Hamza Benagdoul nel quale l’uomo evidentemente inneggia al terrorismo. «L’hanno fotografato, adesso pare l’abbia cancellato, ma lui blatera ancora. Mentre la Boldrini va a caccia di critici su FB, c’è gente che INNEGGIA al TERRORISMO e col profilo ancora aperto. Vi pare normale???», scrive Salvini.

Dallo status si evince in primo luogo (“l’hanno fotografato”) che Salvini non ha verificato in prima persona che lo status fosse autentico; evidentemente qualcuno l’ha segnalato al gestore della pagina. In ogni caso il problema di Salvini non sembra essere la presunta pericolosità di Hamza Benagdoul, che scrive – se davvero le ha scritte, visto che lo status sul profilo non c’è più – cose piuttosto gravi e pericolose, e infatti l’europarlamentare non dice di aver segnalato alla polizia postale o alla Digos (nonostante sia possibile farlo: basta la registrazione al sito) lo status e il profilo dell’uomo; dice solo che ha il “profilo ancora aperto”, evidentemente chiedendo a Facebook di chiuderlo o incitando a segnalarlo: ma se la persona che Salvini sta segnalando è davvero, come dice lui, uno che “inneggia al terrorismo”, il suo profilo FB sarebbe l’ultimo dei problemi.

In compenso sul profilo FB – completamente aperto – di Benagdoul, che scrive di essere nato a Essaouira in Marocco e di vivere a Verona, e che non sembra aver “blaterato ancora” sul tema nonostante quanto scriva Salvini, si è scatenato un discreto pogrom.


La parte tragicamente curiosa della vicenda è che moltissimi dei commentatori lo “riprendono” facendo riferimenti al maiale e alla carne di maiale, come se per loro il problema non fosse tanto che l’uomo abbia detto quello che ha detto, ma la sua dieta. E soprattutto, così se la stanno prendendo con lui non in quanto presunto terrorista, ma in quanto musulmano.

Insomma, come sempre in Italia la situazione è disperata, ma non seria.
EDIT 6 febbraio 2017: Il Corriere del Veneto racconta che il post di Benagdoul è finito all’attenzione degli inquirenti il 27 gennaio. L’uomo, sentito dagli inquirenti, ha negato di averlo scritto anche perché – sostiene – non sa scrivere in italiano. Gli inquirenti hanno verificato che anche altri hanno accesso al profilo dell’uomo su Facebook.