Il premier va a celebrarsi a Domenica Live. La domandona è sugli esteri: L'Italia non andrà in guerra in Libia? «Con cinquemila uomini a fare l'invasione della Libia con me presidente l'Italia non ci va»

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Matteo Renzi va a chiacchierare da Barbara D’Urso con il sottofondo di Nuovo Cinema Paradiso per stilare il suo bilancio di due anni di governo. E così la prima “domanda” sono proprio i complimenti al maestro Ennio Morricone. Poi la conduttrice gli chiede “Come stai, Matteo?” e si comincia subito mentre sono da poco passate le 17 e le partite sono finite: garanzia di audience. Renzi rivendica i numeri del bonus bebé (“Sai quanti hanno utilizzato il bonus bebè? Duecentotremila famiglie lo hanno usato. Un bonus per ogni bebè di 80 euro per tre anni”), prima di parlare dell’omicidio stradale e dell’approvazione della legge, con la quale la D’Urso si complimenta perché “tanti me l’avevano chiesta”.

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Matteo Renzi da Barbara D’Urso

Dopo i convenevoli la D’Urso si imbandiera d’arcobaleno per parlare della legge sui diritti civili. Renzi comincia dichiarando che la scelta di chiedere la fiducia ha messo a rischio il suo posto di presidente del Consiglio ma è stato trovato un buon punto di compromesso al Senato e in ogni caso il governo è pronto a mettere la fiducia anche alla Camera. La D’Urso le chiede della stepchild adoption, e aggiunge (lo sa persino lei!) che non c’entra niente con l’utero in affitto: «Potremmo parlare dei 5 Stelle, potremmo parlare di cose politiche ma se passa il principio che tutti i politici sono uguali siamo rovinati. Quelli che rubano devono andare in carcere, quelli perbene vanno difesi», comincia Renzi dribblando. Poi va al punto: «Penso che questo compromesso sia un buon compromesso, ora bisogna fare una riforma seria di tutto il sistema adozioni, ma un passo alla volta: prima portiamo a casa le unioni civili, fare un pezzettino alla volta non è sbagliato». Glissa sul fatto che non essendoci la maggioranza sulla stepchild per fare qualcosa di più, non ci sarà maggioranza anche per la legge sulle adozioni: «Dopo tanti anni di chiacchiere le cose avvengono». E poi torna a discutere di asili nido, servizi per le donne, cambiare la mentalità e altre cose che nulla c’entrano con la domanda mentre la D’Urso lo guarda ammirata. Subito dopo arriva la domanda su Nichi Vendola e sul bambino figlio del compagno Ed. «Quando c’è una nuova vita tutti noi dovremmo essere contenti». Poi passa a raccontare del messaggio scritto dai genitori in occasione della nascita del fratello. «Sull’utero in affitto sono contrario. Lo fanno anche gli etero. A Sanremo si è discusso di Elton John, poi il giorno dopo c’era Nicole Kidman che anche lei aveva fatto ricorso all’utero in affitto». La D’Urso rimedia l’applauso mentre Renzi torna sul bicchiere mezzo vuoto e mezzo pieno. Tocca alla Libia, già argomento di campagna elettorale: “Renzi preferisce le telecamere della D’Urso e la sua demagogia permanente a una telefonata di cordoglio a chi è stato vittima forse anche dell’incapacità dei nostri Servizi segreti”, ha detto in mattinata Gasparri. «Quando si parla di scelte come quella di andare in guerra bisogna andarci con i piedi di piombo. Io avverto molto questa responsabilità. Se la Libia è in questa situazione è perché in passato qualche politico ha avuto la bella idea di fare un intervento senza pensare alle ripercussioni sul dopo. Si è detto: ‘Si va, si interviene e si risolve il problema alla radice’. Adesso sono quattro anni che siamo in situazione di stallo. Oggi non è all’ordine del giorno la missione militare italiana in Libia perché è necessario che si faccia un governo e sia solido. Saranno loro a chiamarci, ma a chiamare una forza internazionale». Torna poi sui militari mandati in Iraq per la diga, confermando l’invio. E infine: «Bisogna aver rispetto, si parla di guerra. Vedo gente che dice mandiamoci 5mila uomini. È un videogioco? Ci vuole molta calma». Infine si parla dei quattro italiani rapiti e dei due morti tra di loro: «Da parte nostra ci sarà tutto il sostegno necessario ai parenti delle vittime e ai due che sono tornati. Almeno su queste cose però evitiamo strumentalizzazioni selvagge e bieche». L’Italia non andrà in guerra in Libia? «Con cinquemila uomini a fare l’invasione della Libia con me presidente l’Italia non ci va».


Matteo Renzi da Barbara D’Urso – prima parte di next-quotidiano

Le troppe banche e Matteo Renzi

«Dovremmo capire le responsabilità, perché i quattro sono entrati in Libia quando c’era un esplicito divieto di entrarci da parte nostra. C’è stata un’operazione di intervento, probabilmente dei cantieri da visitare. E’ ancora da chiarire. La vicenda è molto delicata», dice sui rapiti. Sulle banche Renzi esordisce dicendo che ce ne sono troppe: «Bisogna stringere, basta con la banca del paesello, bisogna farle unire. Anche perché oggi c’è l’home banking, la banca sul telefonino: tu controlli tutto così. Abbiamo oltre trecentomila persone che lavorano in banca, si diceva: ‘Vai in banca che ti sistemi’. Non è più così». Già che c’è la D’Urso si toglie anche un sassolino dalle scarpe: «C’era qualcuno che diceva che non potevo fare interviste…», dice lei ricordando che la denuncia del presidente dell’Ordine dei Giornalisti Iacopino contro di lei è stata archiviata. Sulle pensioni: «La Fornero ha creato un rinvio e sono stati fatti un po’ di pasticci, ma io non posso promettere qualcosa se prima non vedo i conti». Poi continua: «Se si può scegliere di andare in pensione prima con meno soldi, è meglio: mi faccio due conti e posso pensarci. Ma in altri casi quei soldi sono importanti. Siccome questa disciplina è vista con occhio attento dall’Unione Europea, dobbiamo scegliere una strada corretta. Sulle pensioni ancora oggi c’è una discussione con l’UE, quindi non sono in grado di dire oggi cosa farò. Stiamo lavorando a un sistema di flessibilità, ma niente tagli. Nessuno taglia, sono talmente basse che ci mancherebbe. Non si tocca la reversibilità. Oh però tutte le volte trovi degli annunci sui giornali… Bisognerebbe mettere una tassa sul procurato allarme». Infine annuncia l’ospite successivo: Ivana Spagna.


Matteo Renzi da Barbara D’Urso – seconda parte di next-quotidiano


Matteo Renzi da Barbara D’Urso – terza parte di next-quotidiano

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