Politica

Matteo Orfini e le due versioni del PD su via dei Giubbonari

Matteo Orfini

Matteo Orfini ieri è tornato a parlare dei debiti dei circoli PD a Roma. Esemplare ed emblematico è il caso di via dei Giubbonari, dove il circolo aveva versato 320 lire al mese dal 1946 al 1986; poi, con l’adeguamento il canone era arrivato a 12mila lire fino al 2010. Oggi sul Fatto si racconta che il Partito Democratico avrebbe tentato di pagare l’affitto e saldare il debito ma che non ci è mai riuscito per colpa del Comune:

“Gli uffici comunali – spiega Orfini al Fatto – non hanno provveduto a convocarci”.E i soldi? Solo quest’estate lo stesso commissario quantificava il debito del Pd romano: 2 milioni di euro. Dove li hanno presi? “In questi mesi ho costituito un fondo per intervenire sulle crisi dei circoli”. E poi, ecco l’obolo per chi ha la tessera: “Quella di via dei Giubbonari è una sezione con molti iscritti facoltosi, disponibili ad autotassarsi”. Non rimane, dunque, che sperare nell’agiatezza dei militanti capitolini. Secondo Giulia Urso, segretaria della sezione, “i soldi non sono un problema. Una soluzione si trova. Piuttosto che farmi sfrattare, mi incateno all’ingresso. Ma lo scriva: vogliamo pagare, metterci in regola”. Un entusiasmo lodevole, che non è alla portata di tutte le tasche. Un iscritto, comprensibilmente preoccupato di rimanere anonimo: “Mi spiace,io posso contribuire ma in modo modesto. 170 mila euro sono un po ’troppi per chiederli alla gente”. In alternativa, Orfini e compagni preparano un ricorso al Tar contro lo sfratto. “Ma preferiremmo concordare modalità di pagamento e adeguamento del canone”, chiude il segretario.
Il problema, per il Pd di Roma, è che i debiti non sono solo della sezione del centro. Da un accesso agli atti ottenuto la scorsa estate da Ncd, risulta un debito totale di circa 600 mila euro nei confronti di Comune e Ater (l’ex Istituto case popolari). Oltre ai Giubbonari,ci sono i circoli morosi di Trionfale (170 mila euro), San Basilio (108 mila), Appio Tuscolano (76 mila), Primavalle (45 mila),San Giovanni (44mila) e Testaccio (3.400). Orfini quel debito l’ha ereditato e sta provando a ridurlo con chiusure e accorpamenti di circoli, ma la cifra rimane impressionante.

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La tabella di Libero sugli immobili del Comune in affitto per pochi euro (28 gennaio 2016)

La storia però sembra in contrasto con quanto raccontato in precedenza proprio a proposito di via dei Giubbonari. Ovvero: il canone venne aumentato a 1200 euro dalla giunta Alemanno, ma il circolo si rifiutò di pagare versando con una comunicazione scritta al Campidoglio soltanto 102 euro al mese. Il PD si è autoridotto l’affitto cinque anni fa. Sembra curioso che adesso i suoi esponenti dicano di aver sempre voluto pagare:

Dal 1946 al 1986, per esempio, aveva versato 320 lire,aumentate con l’adeguamento a 12mila lire. Un canone rimasto invariato sino al 2010, quando con la giunta Alemanno il Campidoglio ha deciso di aumentare l’affitto a 1.200 euro. Non molto per un locale in una delle strade più appetibili, dal punto di vista commerciale e non solo della Capitale. Una cifra però che la sezione non ha mai pagato, «è troppo alta per noi» spiega Giulia Urso, segretaria del circolo centro storico.Morale, negli anni la sezione ha deciso di farsi uno “sconticino”, versando, con una comunicazione scritta al Campidoglio, soltanto 102 euro al mese. Il Campidoglio però ha sempre risposto picche: o i 1.200 euro o niente. Negli ultimi mesi però le cose sono precipitate. «Qualsiasi sforzo, per vari e svariati motivi, è stato vano», aggiunge Urso. In campo però ora è sceso anche il commissario del Pd a Roma, Matteo Orfini. In una riunione ieri sera con Urso ed altri iscritti hanno studiato una strategia anti sfratto. «Probabilmente ricorreremo al Tar», annuncia Urso, «via dei Giubbonari è un presidio di democrazia che non può essere cancellato magari da una friggitoria».