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Massimo Zedda accompagna alla porta Fassina, Fratojanni e D'Attorre

massimo zedda

Massimo Zedda è un esponente molto atipico della Sinistra Italiana: ha infatti l’abitudine – al contrario dei vertici e dei massimi esponenti del partito che dovrebbe riunire le ambizioni della sinistra italiana invece di passare le giornate a blaterare di punti d’incontro tra sovranismo e comunismo – di vincere le elezioni. Già questo ne fa una mosca bianca. Il coraggio con cui chiede in un documento anticipato da Repubblica e che sarà pubblico oggi di togliere il disturbo a Stefano Fassina, Nicola Fratojanni e Massimo D’Attore, poi, fa di lui un altro esemplare rarissimo.  Zedda, insieme al senatore Luciano Uras, a Sandro Serreli e altri trecento militanti vendoliani – ovvero quel che resta di Sinistra ecologia e libertà, il partito di Nichi Vendola, dalla Sardegna si ribella:

Si rivolge a «Nichi» perché batta un colpo e freni la deriva «ambigua e confusa» che alle comunali ha portato a un risultato modesto e a un grande disorientamento: Fassina candidato al Campidoglio ha ottenuto il 4,4% e Giorgio Airaudo a Torino il 3,3%. Con formidabili assist ai 5Stelle. Tutto è scritto in un «documento politico» che oggi sarà pubblico e che è stato mandato anche a Giuliano Pisapia, l’ex sindaco di Milano, in attesa di una adesione. Un altro destinatario sarà Luigi De Magistris, il riconfermato sindaco di Napoli. È un atto d’accusa alla vigilia dell’assemblea nazionale di Sinistra italiana sabato, a Roma.
La bocciatura è netta: «SI è un’operazione che si sostanzia all’interno delle aule parlamentari, si muove in modo centralistico e irrituale partendo dal presupposto, rivelatosi infondato, dell’unità a sinistra. Di fatto è un’operazione fredda, che non unisce ma aumenta la divisione tra progressisti e democratici e al voto inevitabilmente fallisce, mettendo a rischio la cultura di sinistra in questo paese». E poi viene ricordata la «posizione confusa e contraddittoria» ai ballottaggi, invitando chi al voto per i 5Stelle, chi all’astensionismo o alla scheda bianca.


Zedda punta al centrosinistra con il Partito Democratico, e per lui la strada maestra sono le alleanze che hanno portato alla vittoria a Cagliari e a Milano. Una posizione su cui si può discutere, sempre tenendo presente che la leadership della coalizione è contendibile con le primarie. Ma per adesso questi sono discorsi prematuri:

Ecco, la questione della leadership strettamente intrecciata con quel che accadrà. In pole position ci sono lo stesso Zedda e Giuliano Pisapia. Ma bisogna vedere come si mettono le cose, se la strada segnata di sciogliere Sel per un partito politico più ampio e movimentista sarà percorsa o muore sul nascere. SI dovrebbe fare il congresso a fine anno, dopo lo scioglimento anche formale di Sel a cui Vendola ha dato il via libera. Preso dalla vita familiare con il compagno Ed e il bimbo da poco nato, Nichi si è tenuto fuori da ogni dibattito. Ora viene chiamato in causa. «Dobbiamo ricostruire una cosa bella e importante come Sel con un progetto che collega la sinistra, la libertà e l’ambiente. Chi ha prodotto il disastro in cui la sinistra si trova, ne prenda atto e dica di avere sbagliato», sempre Uras.

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