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Massimo Bitonci: vi faccio vedere come cade un sindaco difeso da Salvini

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“Se davvero due consiglieri di Forza Italia pensano di mandare a casa il sindaco di Padova Massimo Bitonci vuol dire schierarsi contro tutta la Lega e mettere in discussione le alleanze a ogni livello”: gliele aveva cantate forti e chiare ieri il segretario della Lega Matteo Salvini. Ed era stato rassicurato dall’auctoritas di Niccolò Ghedini, mica uno qualunque: “Se fossero veritiere le notizie della volontà di alcuni consiglieri di Forza Italia di sfiduciare il sindaco di Padova Massimo Bitonci – sostiene – si tratterebbe di un grave errore politico. Al di là di ogni contrapposizione, delle ragioni o dei torti, questo è il momento dell’unità del centrodestra per affrontare tutti insieme la battaglia del no al referendum”. E infatti ieri 17 consiglieri (non due di Forza Italia) si sono presentati davanti a un notaio: è la formula per sfiduciare Massimo Bitonci, sindaco leghista di Padova. Ed è quanto si è concretizzato venerdì a tarda sera, l’ultima firma attorno alle 23. La giunta è caduta esattamente come quella di Marino a Roma.
 

Massimo Bitonci: vi faccio vedere come cade un sindaco difeso da Salvini

Il Mattino di Padova fa i nomi dei consiglieri che ieri hanno salutato Bitonci: il segretario del Pd Massimo Bettin ha garantito per i dem (oltre a lui, Umberto Zampieri, Gianni Berno, Andrea Micalizzi, Claudio Piron, Enrico Beda, Margherita Colonnello), il commissario di Forza Italia Simone Furlan ha assicurato la presenza di Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto. Poi sono arrivati Antonio Foresta, Riccardo Russo e gli esponenti di Padova2020 Roberto Marinello e Beatrice o Dalla Barba. I due consiglieri del M5S Giuliano Altavilla e Francesca Betto si sono presentati dopo una riunione con altri esponenti del partito. Per ultimi Jacopo Silva della lista Rossi e Fernanda Saia, già transitata nel gruppo misto. Il dato è tratto, le dimissioni sono state consegnate, il consiglio comunale cade e si va al commissariamento in attesa delle elezioni.  “Abbiamo preso atto dell’implosione della maggioranza del sindaco Bitonci – ha spiegato il segretario provinciale del Partito Democratico Massimo Bettin – era evidente che nonostante i suo disperati tentativi era impossibile proseguire in una guida dignitosa, efficace e svolta nell’interesse collettivo. L’arroganza della gestione del potere da parte del sindaco e alcuni elementi di autentica torsione democratica rendevano indispensabile un’azione di responsabilita’ e di amore nei confronti della città”.
matteo salvini unioni civili clandestino

Il Kebab fa cadere la Lega

La situazione si era creata nei giorni scorsi, quando due consiglieri di Fi, Manuel Bianzale e Carlo Pasqualetto, hanno votato per la prima volta contro una delibera di giunta, quella sul cosiddetto regolamento anti-kebab. A fare da innesco sono stati dissidi programmatici (la collocazione del nuovo ospedale a Padova Est e il cosiddetto restyling dello stadio Plebiscito per trasformarlo nella nuova casa del Calcio Padova), ma soprattutto divergenze caratteriali, visto che gli assessori e i consiglieri fuoriusciti hanno più volte denunciato l’atteggiamento «autoritario, dispotico e per nulla dialogante» di Bitonci, «abituato a prendere decisioni in completa autonomia, accettando i suggerimenti soltanto di una ristrettissima cerchia di fedelissimi (il suo capogabinetto Andrea Recaldin e il consigliere regionale Fabrizio Boron)».