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La "diserzione" di Marion Le Pen dal FN a causa del tradimento di Marine

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All’alba della sconfitta di Marine Le Pen al secondo turno delle presidenziali francesi Marion Maréchal-Le Pen ha deciso di cambiare vita e lasciare la politica. La nipote della leader del Front National, deputata all’Assemblea Nazionale per la Vaucluse ha deciso che non si ripresenterà alle prossime elezioni. A ventisette anni la più giovane deputata francese, figlia del fondatore del movimento giovanile del Front National e nipote di Jean-Marie Le Pen del partito ha detto “basta” alla politica.

Perché Marion Le Pen lascia il Front National

Come ha spiegato in una lettera aperta agli abitanti della Vaucluse e durante un’intervista a TVLibertés la Le Pen ha preso la decisione di abbandonare la vita politica già da diverso tempo. Per spirito di abnegazione e di lealtà verso il partito però ha deciso di attendere l’esito delle presidenziali. Durante la campagna elettorale per l’Eliseo Marion Le Pen è stata impegnata, al fianco della zia e degli altri esponenti del Front National, per tentare di portare Marine Le Pen alla vittoria.

Diversi sono i motivi che l’hanno spinta a lasciare la politica. Il principale, scrive nella lettera, è la necessità di stare più vicina alla figlia Olympe nata da poco della quale, a causa dell’attività di parlamentare, ha sentito terribilmente la mancanza. Motivi personali quindi. La Le Pen prosegue spiegando che ci sono anche delle ragioni politiche. Nella lettera fa riferimento al fatto che i politici non devono essere disconnessi dalla realtà e non devono mirare a guadagnare consensi per avere delle indennità ma per servire il popolo. Più che ragioni politiche si tratta di principi morali ai quali la giovane Le Pen sembra non essere disposta a rinunciare.

L’incompatibilità con la svolta “moderata” del Front National

Ma tra le righe si può leggere il malcontento per la gestione del partito da parte della zia e dei vertici del Front National. A spingerla verso l’abbandono ci sarebbe anche la questione del suo ruolo nel partito, al cui interno non ha mai rivestito alcun incarico di dirigente ad eccezione di quello di segretario locale del FN. Marion ha rapporti difficili anche con il vicepresidente Florian Philippot, accusato anche dal nonno di essere il responsabile della sconfitta del FN alle presidenziali di domenica scorsa. Philippot rapresenterebbe l’ala “moderata” del partito e avrebbe anche intenzione di cambiare nome al FN per affrancarlo dalla nomea politica di partito di estrema destra.

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Marion Le Pen durante un comizio per la campagna della zia Marine

Marion Le Pen invece rappresenta l’ala dei “duri e puri” del FN, quelli che non hanno gradito il parricidio rituale commesso dalla zia Marine nei confronti del fondatore del partito. Marine ha infatti espulso il padre dal FN e nell’ansia di rendersi più appetibile agli elettori moderati ha rinnegato alcuni dei tratti distintivi della visione politica neofascista e ultracattolica del Front National. La decisione di abbandonare quindi sarebbe motivata anche dalle difficoltà di riuscire a conciliare le posizione delle due “anime” del partito.

Jean-Marie Le Pen e l’accusa di tradimento

Marion rinuncerà anche al suo ruolo di consigliere regionale e alla presidenza del gruppo del FN nel Consiglio regionale della Provenza-Alpi-Costa azzurra. Jean-Marie Le Pen, il grande vecchio costretto a stare ai margini e ad assistere allo sfascio del suo partito ha definito un tradimento la decisione della nipote. Il fondatore del FN ha visto quella di Marion come una vera e propria diserzione, avvenuta in uno dei momenti culminanti della battaglia.


È vero infatti che Marion lascia dopo la fine della campagna per le presidenziali, dove il FN ha subito una sonora sconfitta, ma all’orizzonte c’è quella – altrettanto decisiva – per l’elezione dei deputati dell’Assemblea Nazionale. Il partito perde così uno dei suoi esponenti più amati e carismatici proprio mentre Marine Le Pen è alla ricerca di un accordo di desistenza con Nicolas Dupont-Aignan del movimento sovranista Debout la France per ritirare i suoi candidati da una cinquantina di circoscrizioni elettorali.