Cultura e scienze

Quando Mario Monti sbrocca in tv

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Il senatore a vita Mario Monti è stato ieri co-protagonista di una meravigliosa rissa televisiva da Enrico Mentana mentre si discuteva di Brexit. Nello Speciale TgLa7 erano ospiti, oltre a Monti, Claudio Borghi, consigliere regionale della Lega Nord, Giulio Tremonti, ex ministro dell’Economia nei governi Berlusconi, David Borrelli, deputato al Parlamento Europeo per il MoVimento 5 Stelle e Yoram Gutgeld, deputato del Partito Democratico.

Monti contro Borghi e Tremonti da Mentana di next-quotidiano
La rissa è stata lunghissima ma l’apice è stato raggiunto a un paio d’ore dall’inizio della trasmissione. «Mi ha indignato sentire come parla della democrazia Monti», comincia Borghi riferendosi a un precedente intervento del senatore a vita in cui parlava dell’inopportunità del referendum Brexit. «Secondo Monti i capi di governo non dovrebbero pensare alle elezioni e alla volontà del proprio popolo». Monti aveva precedentemente detto che i capi di governo europei pensavano alla popolarità in patria piuttosto che al destino dell’UE. «I governanti vengono eletti dai popoli. I popoli hanno esigenze. Se uno pensa di azzerare gli interessi del suo popolo non sta facendo bene». Qui Mentana lo interrompe per chiedere di non fare le classifiche di chi è più o meno democratico. A quel punto Borghi si rivolge a Gutgeld: «Gutgeld dice che l’euro e l’Europa sono stati una salvezza perché nel ’94/’95 saremmo falliti. Ho qui alcuni articoli sullo sgancio di Italia e Inghilterra dall’area SME: vi ricordate cosa successe nel 1992? Prima che ciò accadesse l’eventualità era vissuta con gli stessi toni con cui si demonizza la Brexit. Prendiamo un giornale del 1992, Repubblica: qui c’è un brano di Mario Monti che lanciava l’idea di impegnare in garanzia le riserve auree per rimanere nello SME. Cosa dice Monti un anno dopo? La svalutazione ci ha fatto bene, dice un suo articolo un anno dopo». E cita due articoli successivamente da lui stesso linkati su Twitter. Continua citando un articolo di Danilo Taino in cui si diceva che la lira ci ha salvato: «Se non fosse svalutata staremmo tutti un po’ peggio», dice Borghi leggendo dal pezzo. Mentana lo interrompe: «Si parla di vent’anni fa». E Borghi: «Sì, ma sono gli stessi meccanismi di oggi». «Quando si svaluta succede che si va meglio», continua Borghi. «E perché Tsipras non è uscito dall’euro?», fa Mentana. «Perché gli hanno dato ottanta miliardi», risponde Borghi.
A questo punto Mentana dà la parola a Gutgeld: «L’Italia nel 1993 ha pagato sul debito il 13% di interessi. Grazie all’euro dal 13% paghiamo il 4%. Il vantaggio è questo». E quando Borghi interrompe dicendo che l’interesse reale esiste, Mentana lo attacca di nuovo perché ha interrotto l’ospite. Il tutto evidentemente non sfugge a Mario Monti collegato fuori studio e ad occhio anche piuttosto arrabbiato. Il conduttore gli chiede se vuole rispondere e lui esordisce dicendo che non vuole, e poi che deve passare ad altro collegamento a breve e deve quindi abbandonare la trasmissione. Poi continua: «Ho seguito con grandissimo interesse una spiegazione sull’Europa con una nuova forma di cosmogonia e riferimenti ancora più dotti del solito agli asteroidi e ai chilometri di Gazzette Ufficiali. Penso all’Europa anche per le norme contro gli abusi dei monopoli, per la parità, contro gli abusi dell’oggi a scapito del domani». Infine comincia ad arrabbiarsi: «C’è poi quell’altro parlamentare di cui mi sfugge il nome (si riferisce ovviamente a Borghi) che si è molto occupato dei miei scritti: non riconosco né l’una né l’altra citazione. E comunque la ringrazio perché ho trovato gran parte della trasmissione straordinariamente divertente». A quel punto Mentana, che ha capito che Monti ce l’ha soprattutto con lui, cerca di interloquire: «Cosa a suo avviso andrebbe fatto se vincesse la Brexit?», gli chiede. E Monti: «Guardi, purtroppo non ho più tempo». A quel punto interviene Giulio Tremonti, che abbandona per un attimo il suo linguaggio ieratico e vaticinatorio che lo ha reso famoso e popolare in tutte le birrerie dell’hinterland: «Posso dire che la parte più divertente della trasmissione è il professor Monti?». Mentana chiede rispetto. Borghi dice che il rispetto bisognerebbe averlo nei confronti degli italiani. Monti allora saluta di nuovo, ancora più arrabbiato. Poi abbozza una risposta in caso di Brexit: «Bisognerà mettere in piedi un nuovo regime di rapporti tra GB e UE, ma non vedo perché chiede a me queste cose avendo lì a disposizione expertize più fresche e chiare», colpisce ancora. E infine: «Non sono assolutamente arrabbiato. Devo passare ad altra trasmissione». E quando Mentana gli dice che nei suoi confronti c’è comunque rispetto e ammirazione, affonda (sempre parlando di sé al plurale): «Non abbiamo bisogno di ammirazione. Non credevo che lei avrebbe messo su una trasmissione di entertainment», dice infine, sempre rivolto a Mentana che ride imbarazzatissimo e fa finta di nulla. Poi saluta e se ne va. In un intervento successivo Borghi spiegherà la sua posizione riguardo euro, svalutazione e lavoro.

L’intervento di Borghi da Mentana sull’euro di next-quotidiano

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