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“Sei una bella ragazza, dovevi aspettartelo”. Maria Grazia Cucinotta racconta l’aggressione subita a Parigi

L’attrice siciliana, ospite di CaraBianca, ha raccontato l’aggressione subita a Parigi quando aveva solamente 20 anni. Oltre alla violenza, la doppia ferita le venne inferta dalla Polizia che raccolse la sua denuncia

Cucinotta

“Ero a Parigi quando è successo. Quando sono andata a denunciare l’aggressione mi risposero che ero una bella ragazza e che, comunque, me lo dovevo aspettare. Perché il fatto di essere una bella ragazza era una provocazione. Avevo provocato e di conseguenza mi meritavo quella aggressione”. Questo il racconto fatto da Maria Grazia Cucinotta a CartaBianca. L’attrice ha raccontato di quando fu aggredita, in Francia. All’epoca dei fatti aveva 20 anni e le risposte che ricevette dalla Polizia rappresentarono il prosieguo di quel tentativo di violenza subito.

Maria Grazia Cucinotta racconta l’aggressione subita a Parigi

“È stata un’aggressione sull’aggressione. La prima l’avevo subita e l’altra l’aveva fatta la Polizia dove ero andata. Quindi sono uscita fuori da lì completamente sconvolta perché mi sono trovata abbandonata da sola, lontana dalla famiglia e non creduta. Ma, soprattutto, mortificata. Mortificata di essere donna”, ha detto l’attrice siciliana a CartaBianca (qui il video, a partire da 2H 05′ e 35”).

Un’aggressione, un tentativo di violenza subito quando aveva appena 20 anni e si era trasferita a Parigi per iniziare la sua carriera da modella. Una storia che raccontò solo qualche anno fa alla rivista “Chi” (era il 2013) e a Il Corriere della Sera lo scorso anno: “Mi ha strappato la felpa, ero struccata e in tuta, come spesso capita di vedere le modelle fuori dalle passerelle. Lui indossava scarpe con il fondo di cuoio e nel tentativo di strattonarmi è scivolato. Sono riuscita in quell’istante a salire in ascensore: ancora oggi dico che è stato il mio angelo custode a tirarmi dentro”.

Maria Grazia Cucinotta ha poi raccontato – sempre a Cartabianca – che, dopo quell’aggressione, aveva fatto le valigie tornando immediatamente a casa e lasciando Parigi. “Ero terrorizzata. Per un lungo periodo urlavo a chiunque mi si avvicinasse. Perché non ho subito il trauma vero e proprio, perché forse rischiavo anche di essere ammazzata, ma sono riuscita a scappare. Però mi è rimasta dentro quella paura. Perché quella paura ti resta sempre”. L’attrice si rivolge a Luce, la ragazza presente negli studi di RaiTre che aveva appena raccontato la propria dolorosa storia di violenze subite e spiega: “A lei resterà sempre quella sensazione di un pezzo di vita che ti portano via, perché si appropriano della tua vita per un momento. Ed è un trauma che ti resta per tutta la vita. Non siamo oggetti che tu puoi scegliere e prenderne possesso senza consenso. Bisogna cominciare ad abituare le persone a ragionare così: ogni persona è una vita, è un essere umano che decide cosa fare o non fare. Ma quella persona deve essere lucida da capire quel che sta facendo. Perché se quella persona non è lucida, tu te ne stai appropriando senza consenso. Ed è una violenza”.

(foto: da CartaBianca)