Cultura e scienze

Marco Travaglio e i mongoloidi

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L’altroieri durante Otto e Mezzo Marco Travaglio, rispondendo a Gianrico Carofiglio, ha detto, riferendosi agli elettori del MoVimento 5 Stelle, ha detto: “Andate avanti pure a trattarli come mongoloidi”, aggiungendo poi, nel tentativo poco riuscito di spiegare meglio, “dei dementi, dei fuori di testa, che non hanno il coraggio di ragionare”.

Marco Travaglio e i mongoloidi

La battuta, com’era naturale, non è passata per niente inosservata. Coordown, associazione di coordinamento per le persone down, su Facebook, ha attaccato il direttore del Fatto: “Sono state fatte tante campagne in giro per il mondo e anche nel nostro paese si è lavorato molto perché si smetta di usare termini che si riferiscono a persone con disabilità come “mongoloide” ma anche “celebroleso”, “ritardato” o “handicappato”, termini che possono essere neutri se usati in un contesto adeguato ma che possono diventare violenti e denigratori se usati come offesa. Nel momento in cui un giornalista e una testata televisiva permette questo, lo recepiamo come un passo indietro a livello culturale e un’offesa alla dignità delle persone con sindrome di Down, persone che tutti i giorni lottano per dimostrare di poter condurre una vita ordinaria e di potersi autorappresentare in tutti gli ambiti della società”

Lui ha invece risposto oggi scusandosi nella rubrica della posta del Fatto in una risposta a una lettera di Roberto Speziale dell’ANFFAS. Scrive Speziale:

“Andate pure avanti a trattarli come mongoloidi”. Questa è la frase pronunciata dal giornalista Marco Travaglio rivolgendosi a Gianrico Carofiglio durante la trasmissione Otto e Mezzo de La7 del 20 settembre, condotta da Lilli Gruber, per definire il modo con cui a suo parere vengono trattati gli elettori di un movimento politico.
Siamo certi che Marco Travaglio non abbia voluto consapevolmente offendere le persone con Sindrome di Down, ma si è conformato, come purtroppo ancora in molti fanno, ad un linguaggio che nell’accezione comune tende a considerare le persone con disabilità in termini negativi e stigmatizzanti, ma a prescindere dalle sue intenzioni e dal contesto, stupisce che quanto accaduto abbia come protagonista proprio chi lavora con le parole e che a maggior ragione dovrebbe sapere quanto possano incidere negativamente determinati termini che riportano a quanto di più odioso ci possa essere per definire una persona con la Sindrome di Down.
Stupisce anche che la conduttrice della trasmissione non abbia rilevato in diretta l’utilizzo improprio della frase ed anche il fatto che l’emittente abbia proposto sul suo sito web il video del confronto con una didascalia che riporta il termine utilizzato da Travaglio inserendolo semplicemente, come se nulla fosse, tra due virgolette. Non siamo più disposti a tollerare un linguaggio che ferisce e offende le oltre 40.000 persone con Sindrome di Down e loro familiari che vivono in Italia: queste persone si aspettano almeno le scuse di Marco Travaglio e dell’emittente La7, nonché della conduttrice di Otto e Mezzo Lilli Gruber.

La risposta di Travaglio:

Caro Speziale (e cari amici dell’Anffas), come lei stesso riconosce il mio intento era tutt’altro che quello di offendere le persone affette da sindrome di Down e le loro famiglie. Anche perché ne conosco personalmente diverse, e so di avere soltanto da imparare da loro. Nell’enfasi polemica con lo scrittore Gianrico Carofiglio, intendevo fargli notare che stava trattando assurdamente 8 milioni e rotti di elettori dei 5Stelle come altrettanti handicappati mentali che votano senza sapere quello che fanno.
Non credo che, se avessi detto “lei li scambia tutti per dei matti” o “per dei dementi”, avrei offeso i malati psichiatrici, o le persone affette da demenza, e i loro famigliari. Se però con le mie parole, rivolte a un interlocutore con cui stavo polemizzando e non certo alle persone affette da sindrome di Down, ho involontariamente offeso qualcuno, me ne scuso dal più profondo del cuore.

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