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La resistibile ascesa di Manuel Valls

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In ventiquattr’ore Manuel Valls è passato dal dichiarare morto il Partito Socialista francese a morire politicamente lui. L’ex premier ieri parlando a RTL ha annunciato di volersi candidare “nella maggioranza presidenziale” e ha invitato tutti “i deputati uscenti, i progressisti, coloro che hanno sollecitato a votare Macron prima del primo turno….a iscriversi alla sua formazione”.

La resistibile ascesa di Manuel Valls

E ancora: “Questo partito socialista è morto, è alle nostre spalle”, ha aggiunto Valls. Che ha esortato il partito ad “essere più chiaro” su cosa fare nei confronti di Macron. Un riferimento al dibattito interno al partito, diviso tra chi, come Cazeneuve, non ha dubbi sul fatto che il Ps debba entrare nella maggioranza di Macron e chi come il candidato alle primarie sembra orientato a prefigurare un partito socialista all’opposizione. Poi però è successo qualcosa. In primo luogo sono uscite le dichiarazioni di Macron a ‘Les coulisses d’une victoire’, (Dietro le quinte di una vittoria), un documentario trasmesso da Tf1 e dedicato ai 200 giorni di campagna del neoeletto presidente. Dove Macron accusa apertamente l’ex premier Manuel Valls di avere “impedito” al presidente uscente di ripresentarsi.
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E rimprovera a Hollande di aver anteposto le esigenze di sicurezza a quelle di vicinanza e contatto con gli elettori. Dopo la rinuncia di Hollande a ricandidarsi, all’inizio di dicembre, Emmanuel Macron convoca una conferenza telefonica con i suoi più stretti collaboratori per definire la strategia da adottare. “Su questo c’è da dire che io ho lasciato il governo per non assistere a questo cinismo, e quelli che con la mano sul cuore facevano prova di generosità e di sostegno al presidente…Lo abbiamo visto questi ultimi giorni, queste ultime settimane, è stato un impeachment dall’interno e un vero tradimento senza assunzione di rischi a livello personale. Se c’è un traditore e qualcuno che ha fatto fuori Hollande è Valls”, dice ai suoi, con riferimento all’intervista concessa dall’allora premier al Journal du Dimanche in cui Valls si diceva “pronto” ad essere candidato, anche contro il presidente uscente.

L’espulsione dal Partito Socialista

Ma c’è di peggio. Il presidente della Commissione investiture del nuovo partito, Jean-Paul Delevoye, oggi ha dichiarato che l’ex premier socialista “non corrisponde ai criteri” per essere candidato del partito del neopresidente, La République en marche!, alle prossime elezioni legislative. “Avevamo già indicato un candidato per la cirscoscrizione dell’Essonne”, ha ricordato il presidente della commissione di investitura del partito di Emmanuel Macron, intervistato su Europe 1. Per poi spiegare che l’ex premier non “aderisce” al movimento. “Non abbiamo la vocazione a riciclare” i politici uscenti, ha aggiunto Delevoye, ribadendo quanto aveva già anticipato Benjamin Griveaux, portavoce di En Marche! ieri sera: “La regola è uguale per tutti, prima bisogna presentare la candidatura. Nessuno può rivendicare l’investitura di En Marche se la Commissione non lo ha deciso prima”. La lista completa dei candidati investiti per la République en Marche! sarà annunciata domani.
manuel valls
Dulcis in fundo, il Partito Socialista francese ha avviato una procedura di espulsione nei confronti di Valls. Lo ha annunciato il segretario, Jean-Christophe Cambadelis. “Una procedura è in corso, Manuel Valls è stato deferito davanti alla commissione dei conflitti” ha dichiarato il numero 1 del partito alla radio BeurFM. “Nel Ps non è come nel Front National, a En Marche! o alla France insoumise – ha aggiunto – non è il capo che decide chi espellere. Ci sono delle procedure”. Chissà come finirà. Intanto Valls