Opinioni

Ecco a voi l'autocritica di Di Maio a Nettuno

Beppe Grillo se la cava con una battuta: «Ogni tanto qualche cazzata la facciamo anche noi…cazzatina, diciamo». Luigi Di Maio invece prende la questione di petto e fa davvero autocritica nella vicenda dell’indagine su Paola Muraro a Nettuno, durante il tour di Alessandro Di Battista per il no al referendum.

«È una grande occasione per dirci tutto, in una piazza, senza intermediari. Io devo delle spiegazioni al popolo del M5S e vado subito al punto. L’assessore all’ambiente del Comune di Roma Paola Muraro risulta indagata. Il reato per cui è indagata la Muraro può essere anche punito con una multa ma noi non abbiamo le carte per saperlo. Ho commesso un errore, ho sottovalutato (la mail). Perché ho pensato che l’iscrizione nel registro degli indagati venisse da un esposto di uno del Pd. E non l’ho detto ai miei colleghi del Direttorio. Sono qui per dirvelo guardandovi negli occhi»


Luigi Di Maio quindi ammette che la storia era andata esattamente come i giornali avevano ricostruito (e questo quindi era il motivo per cui se ne stava così acquattato nelle ultime 36 ore). La storia della mail era una stata messa in giro per cercare di salvare capra e cavoli, o con i colleghi o con la stampa. Di Maio non ha detto nulla ai suoi colleghi del Direttorio, come era facilmente intuibile dal fatto che tutti loro avessero smentito in coro di sapere qualcosa della storia. È evidente che Di Maio, quando parla di “esposto di uno del PD“, si riferisce a Daniele Fortini. Mentre Fortini, che non è “uno del PD“, è stato però nominato all’AMA in effetti dal sindaco Ignazio Marino, il vicepresidente della Camera non poteva in effetti sapere che l’indagine su Paola Muraro risale al 21 aprile 2016, quando l’idea di farla diventare assessora all’Ambiente della giunta Raggi non era nemmeno nella testa della candidata sindaca Virginia Raggi. Che ha invece conosciuto la Muraro, come detto dalle due in commissione Ecomafie, intorno al 10 giugno per iniziativa del deputato Stefano Vignaroli. In ogni caso quindi l’argomento “denunciata da uno del PD” è una fregnaccia, ma in effetti Di Maio quando Paola Taverna gli ha inviato la famosa mail oggi finita sui giornali insieme ai messaggi scambiati tra il direttorio romano e il responsabile enti locali M5S non poteva saperlo (l’informazione infatti è stata svelata in commissione grazie a una nota della Procura).

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La mail inviata da Taverna a Di Maio (Il Messaggero)

Beppe invece ha dato spettacolo come al solito: “Ma io mi aspettavo molto di più, molto… Mi aspettavo un avviso di garanzia a me, 5 chili di cocaina nella macchina…”. “Mi aspettavo che lui – dice indicando Di Maio – scoprissero finalmente che è omosessuale… E non ci sarebbe niente di male, per l’amore di Dio… E invece ecco lui, e l’sms, e siete in crisi… Ma che meraviglia, ecco la merda cosmica sul Movimento”. Prima Nettuno era nota per essere la patria di Bruno Conti, oggi diventa famosa anche per essere il luogo dove Beppe Grillo ha fatto autocritica. A modo suo.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano